È stato presentato a Spazio Open di Reggio Calabria il romanzo storico “I Florio di Calabria”, scritto da Fulvio Cama e Maria Cavallo e pubblicato da Città del Sole Edizioni. L’incontro, svoltosi venerdì 25 settembre 2026, ha riportato al centro dell’attenzione le origini calabresi di una delle dinastie imprenditoriali più celebri della storia italiana, prima della grande ascesa dei Florio a Palermo. A dialogare con gli autori è stata la pittrice Simona Treccosti, mentre la serata è stata arricchita da un momento performativo affidato a Fulvio Cama, musicantore reggino, che ha proposto un assaggio dello spettacolo “I Florio di Calabria, Leoni di Sicilia”, unendo racconto e musica in una narrazione ispirata alla tradizione dei cantastorie.
Il volume nasce con l’obiettivo di restituire centralità alle radici calabresi della famiglia Florio, raccontando una storia che affonda le proprie origini a Bagnara Calabra e nella cosiddetta “terra del leone”, territorio compreso tra Bagnara, Seminara e i Piani della Corona. Un viaggio attraverso due secoli di storia regionale segnati da dominazioni, tensioni religiose, povertà, dignità, ribellione e fede. Il romanzo prova così a ricostruire una memoria rimasta a lungo ai margini, riportando alla luce il legame tra la Calabria e una dinastia destinata a diventare simbolo di imprenditoria, cultura e innovazione. Una prospettiva che ribalta il racconto tradizionale, spesso concentrato esclusivamente sulla fase siciliana della famiglia Florio.
Maria Cavallo: “Restituire dignità a una terra che ha dato ai Florio quella ricchezza”
Maria Cavallo ha spiegato come il progetto sia nato dalla volontà di raccontare una parte della storia dei Florio ancora poco conosciuta, quella precedente al loro successo palermitano. “La storia dei Florio parte ovviamente dalla nostra terra, dalla Calabria, una storia che non conosciamo. Risale addirittura alla metà del 1600, e percorre due secoli di storia della Calabria. L’obiettivo era soprattutto questo: cercare di restituire una dignità a una terra che comunque ha dato ai Florio quella ricchezza”. Per l’autrice, il libro rappresenta anche un’occasione per recuperare un patrimonio culturale e identitario spesso sottovalutato. “Queste competenze, queste opportunità che altrove hanno chiaramente saputo sviluppare in maniera eccellente sono nate qua. È il momento di tirare fuori [queste storie], per ritrovare quel famoso orgoglio identitario e guardare diversamente alla nostra terra”.
L’idea del libro è nata anche dall’esperienza vissuta da Fulvio Cama sul set della serie televisiva I Leoni di Sicilia. La ricostruzione cinematografica ha rappresentato per l’artista reggino il punto di partenza di una ricerca più ampia sulle origini calabresi della famiglia Florio. “Nel momento in cui sono stati girati I Leoni di Sicilia, ho partecipato a queste riprese e mi sono trovato su questo set che metteva in scena il porto di Bagnara, ma a Cefalù”, ha raccontato Cama. Da quella distanza tra ambientazione e luogo storico è nata una ricerca che ha portato prima alla realizzazione dello spettacolo e successivamente alla pubblicazione del romanzo. “Lo spettacolo rimane sempre la base di questa storia, una storia narrata e cantata in musica, come facevano i cantastorie una volta. Poi, la storia si è arricchita parecchio ed il lavoro di ricerca è confluito in questo libro”, ha aggiunto l’autore, spiegando il percorso che ha accompagnato la nascita dell’opera.
La Bagnarota e la “terra del leone”
Tra i temi centrali del racconto emerge anche la figura della Bagnarota, simbolo di forza e determinazione femminile all’interno della comunità calabrese. Fulvio Cama l’ha definita “una figura di donna tutta da scoprire”, sottolineandone il ruolo sociale ed economico nella storia di Bagnara. “Noi avevamo il matriarcato Mediterraneo con queste donne potentissime, fortissime, con una tempra e un carattere, ma anche un’intelligenza raffinata. Loro gestivano tutto l’aspetto sociale di Bagnara, ma anche economico”, ha affermato Cama. L’autore ha inoltre approfondito il possibile legame tra i Florio e il simbolo del leone, richiamando la cosiddetta “terra del leone”, area che comprende Bagnara, i Piani della Corona, Seminara e Melicuccà. “Loro vengono dalla terra del leone”, ha spiegato, anticipando alcuni degli elementi approfonditi nel libro.
Per Antonella Cuzzocrea, editrice di Città del Sole Edizioni, il volume rappresenta il risultato di un lavoro di ricerca storica e culturale capace di riportare l’Aspromonte e Bagnara al centro della narrazione sulle origini dei Florio. “La Sicilia è la sede del mito, la Calabria resta sempre un passo indietro. Ci tenevamo a raccontare questa storia che parte da qui, dai nostri luoghi”. Dopo l’anteprima reggina, il progetto “I Florio di Calabria, Leoni di Sicilia” si prepara a varcare i confini nazionali. Nei prossimi giorni Fulvio Cama e la cantora palermitana Sara Cappello porteranno lo spettacolo negli Stati Uniti, con tappe previste a Washington e New York tra accademie, sedi diplomatiche e la Parata del Columbus Day.
Il tour internazionale arriva dopo l’esperienza vissuta in Australia lo scorso febbraio e conferma la volontà di diffondere anche fuori dall’Italia una storia che lega Calabria, Sicilia e Mediterraneo attraverso le origini di una famiglia diventata protagonista della storia economica e culturale italiana.







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