Il futuro della scuola secondaria di primo grado di Careri Centro continua a essere al centro del dibattito. Sulla vicenda interviene il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), che segue con attenzione la mobilitazione delle famiglie e degli studenti e invita le istituzioni a una valutazione approfondita che tenga conto non soltanto degli aspetti economici, ma anche delle caratteristiche specifiche del territorio. Secondo il CNDDU, infatti, la riduzione della popolazione scolastica rappresenta un elemento importante nei processi di riorganizzazione della rete scolastica, ma non può essere considerata come unico criterio quando riguarda comuni montani, dove distanza, viabilità, dispersione degli insediamenti e condizioni demografiche incidono in maniera significativa sulle conseguenze delle decisioni amministrative.
Il Coordinamento sottolinea come il dimensionamento scolastico risponda a esigenze di razionalizzazione della spesa, ma evidenzia la necessità di valutare il quadro complessivo delle alternative. La chiusura o il trasferimento di un servizio, infatti, potrebbe comportare nuovi costi legati al trasporto degli studenti, alla gestione organizzativa e ai tempi di percorrenza, particolarmente rilevanti nelle aree interne.
“Il dimensionamento scolastico – si legge – risponde a esigenze di razionalizzazione dell’organizzazione e della spesa. Proprio per questo, tuttavia, la valutazione dovrebbe riguardare il costo complessivo delle alternative e non soltanto quello direttamente imputabile al funzionamento del singolo plesso. Alla riduzione di una voce di spesa possono infatti corrispondere maggiori oneri per il trasporto degli studenti, necessità organizzative ulteriori e tempi di percorrenza che, in un territorio montano, assumono un’incidenza diversa rispetto a quella riscontrabile nei contesti urbani”. Per il CNDDU, dunque, il problema non può essere ridotto alla contrapposizione tra mantenimento della scuola e contenimento della spesa pubblica. La questione centrale riguarda la ricerca del miglior equilibrio possibile tra sostenibilità finanziaria, continuità del servizio, accessibilità e qualità dell’offerta formativa.
La richiesta di un’analisi complessiva prima delle decisioni
Il Coordinamento ritiene necessario un riesame della situazione di Careri Centro, con una verifica puntuale delle possibilità previste dalla normativa vigente e delle specifiche condizioni dei comuni montani e delle aree caratterizzate da particolare disagio territoriale. Secondo il CNDDU, la valutazione dovrebbe essere accompagnata da un confronto documentato tra il mantenimento del servizio scolastico sul territorio e l’eventuale trasferimento degli studenti in altra sede, considerando non soltanto il costo diretto del plesso, ma anche trasporti, tempi di spostamento, accessibilità e ricadute sull’organizzazione dei servizi locali.
“Solo una comparazione costruita su dati omogenei consente di stabilire se l’accorpamento produca un effettivo risparmio oppure determini, in tutto o in parte, un trasferimento della spesa da un settore dell’amministrazione pubblica a un altro”. Il caso di Careri, secondo il Coordinamento, assume un valore più ampio perché riguarda molte realtà italiane caratterizzate da calo demografico e progressiva riduzione dei servizi. Il rischio evidenziato è quello di decisioni basate esclusivamente su soglie numeriche che, considerate singolarmente, possono apparire coerenti con gli obiettivi di razionalizzazione, ma che nel lungo periodo potrebbero incidere sulla permanenza delle comunità nei piccoli centri.
La proposta del CNDDU: una valutazione dell’impatto territoriale
Per questo motivo il CNDDU propone l’introduzione, nei procedimenti relativi alla soppressione o al trasferimento di plessi nei comuni montani e nelle aree interne, di una specifica istruttoria di impatto territoriale ed economico prima di ogni decisione definitiva. “Non si tratterebbe di introdurre una deroga generalizzata ai criteri di dimensionamento, ma di dotare l’amministrazione di uno strumento istruttorio capace di misurare il costo effettivo delle diverse soluzioni e di motivare la scelta sulla base delle condizioni concrete del territorio”. Una procedura di questo tipo, secondo il Coordinamento, permetterebbe anche una maggiore trasparenza nei confronti di famiglie, enti locali e istituzioni scolastiche, che potrebbero conoscere i dati alla base delle decisioni e comprendere le motivazioni delle scelte adottate.
“Prima di stabilire che una scuola con pochi alunni sia economicamente insostenibile…”
Nel caso specifico di Careri, il CNDDU chiede quindi di verificare l’esistenza di soluzioni compatibili con la normativa e sostenibili dal punto di vista economico che possano consentire la prosecuzione dell’attività scolastica nel territorio. “Nel caso specifico appare pertanto opportuno verificare, prima di considerare consolidato il trasferimento del servizio, se sussistano soluzioni amministrative compatibili con la normativa e finanziariamente sostenibili che consentano la prosecuzione della scuola secondaria di primo grado a Careri Centro. La richiesta delle famiglie merita una risposta fondata su un’istruttoria completa e su una motivazione che dia conto non soltanto del numero degli iscritti, ma dell’effettiva comparazione tra le opzioni disponibili”.
La nota del CNDDU si chiude con un richiamo alla necessità di una gestione delle risorse pubbliche che tenga conto degli effetti complessivi delle decisioni. “La corretta gestione delle risorse pubbliche non richiede necessariamente di concentrare ogni servizio dove il costo unitario risulta più basso. Richiede di individuare la soluzione che, valutata nel suo complesso e nel tempo, utilizzi le risorse in modo più efficace senza produrre oneri indiretti superiori ai benefici conseguiti. Careri pone esattamente questo problema. Prima di stabilire che una scuola con pochi alunni sia economicamente insostenibile, occorre determinare, con dati verificabili, quanto costi realmente mantenerla e quanto costi, nel complesso, non averla più”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?