Rifiuti, erbacce, sterpaglie e canneti ad altezza uomo lungo il percorso ciclabile del lungomare di Catona. È quanto denunciato da una cittadina di Reggio Calabria e lettrice di StrettoWeb, che ha inviato alla redazione una segnalazione corredata da fotografie per evidenziare le condizioni in cui versa l’area nella zona nord della città. “Vi scrivo per porre all’attenzione della vostra testata una situazione di forte contrasto tra le recenti dichiarazioni dell’amministrazione comunale e la realtà dei fatti sul territorio”, ha scritto la lettrice nella nota inviata alla redazione.
Secondo quanto segnalato, lungo il tracciato della pista ciclabile di Catona sarebbero ancora presenti numerose criticità legate alla manutenzione dell’area. “Nonostante il Sindaco abbia pubblicamente annunciato e decantato l’avvio di diffuse operazioni di pulizia e decoro urbano in tutta la città, lo stato in cui versa la pista ciclabile del lungomare di Catona racconta una storia completamente diversa. Ad oggi, lungo il tracciato si possono osservare spazzatura, erbacce, sterpaglie e canneti ad altezza uomo. Questa situazione di totale abbandono ha caratterizzato la pista ciclabile per tutto il periodo estivo, proprio nei mesi di maggiore affluenza di turisti e visitatori, offrendo un pessimo biglietto da visita per la nostra città a residenti e forestieri”.
La cittadina sottolinea come la pista ciclabile rappresenti un luogo di aggregazione e movimento per la comunità, evidenziando la necessità di un intervento per ripristinare condizioni adeguate di sicurezza e decoro. “È inaccettabile che a fronte di annunci trionfalistici sui media riguardo al ripristino del decoro cittadino, un’infrastruttura così importante e frequentata versi in condizioni di degrado e pericolo per chi la percorre”, scrive ancora nella segnalazione. Tra le preoccupazioni espresse anche quella legata alla sicurezza nelle ore serali, soprattutto in presenza di vegetazione alta e zone poco illuminate. “Col buio, infatti, dietro i canneti potrebbero facilmente nascondersi malintenzionati, trasformando un luogo di svago in un percorso rischioso per i passanti, in particolare le donne, che lo percorrono durante le ore serali”.








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