“Cannizzaro continua a prendere in giro i reggini e vorrebbe far passare la candidatura di Roscioli come un’eccezione o addirittura come una scelta imposta da Reggio. La verità è che il centrodestra vorrebbe proseguire la sua lunga saga del forestiero: candidati scelti altrove e calati dall’alto in Calabria e a Reggio quando fa comodo agli equilibri dei partiti. Una storia che dura da trent’anni e che Cannizzaro oggi prova maldestramente a cancellare”. Nuovo giorno e nuova nota stampa del PD metropolitano, che veramente – a ritmi forsennati – si spertica in comunicati contro il Sindaco di Reggio Calabria.
Questa volta lo fa per replicare alle dichiarazioni del primo cittadino, che nella conferenza stampa di domenica ha esposto un lungo elenco di candidati non del territorio che negli anni ha espresso il CentroSinistra. Il motivo è per difendersi da chi lo accusa relativamente alla scelta Roscioli. Per tutta risposta, il PD metropolitano cala il suo, di elenco. “Se Cannizzaro vuole davvero aprire il libro delle candidature arrivate da fuori territorio, siamo disponibili a leggerlo insieme. Vediamo così che nel 1994 Forza Italia candidava in Calabria Vittorio Sgarbi e Tiziana Maiolo; nel 1996 ancora Sgarbi e Alleanza nazionale Gianfranco Fini; nel 2001 arrivava Maurizio Gasparri. Nel 2006 il centrodestra schierava, tra gli altri, Silvio Berlusconi, Gianfranco Miccichè, Giulio Tremonti, Gianfranco Fini, Maurizio Gasparri e Pier Ferdinando Casini, mentre al Senato comparivano Lucio Stanca e Francesco D’Onofrio. Nel 2008 ritroviamo Berlusconi, Fini e Casini, oltre a Raffaele Lombardo, Giuseppe Naro e Francesco Nitto Palma. Nel 2013 il Pdl candidava al Senato Silvio Berlusconi e Domenico Scilipoti. Più recentemente sono arrivati Matteo Salvini al Senato nel 2018 ed Eugenia Roccella alla Camera nel 2022”.
“Un elenco sterminato e parecchio eloquente. Nessuno pretende che Cannizzaro rinneghi la storia del centrodestra. Gli chiediamo soltanto di non riscriverla a suo piacimento e di ammettere che il centrodestra vuole continua la saga del forestiero e pretende che Reggio accetti l’ennesimo candidato calato dall’alto facendo finta di averlo scelto nella sua segreteria. Quando, invece, si tratta palesemente di un’imposizione cosi arbitraria da avere provocato un vespaio interno al partito e la rottura con Giannetta. Il Pd e la coalizione progressista hanno fatto la scelta opposta: Frank Benedetto è un uomo del territorio, lo conosce, lo vive e si è speso per la sua comunità. È questa la differenza: da una parte una candidatura decisa altrove, dall’altra un candidato espressione della comunità che sarà chiamato a rappresentare e che potrà finalmente dare a Reggio e ai suoi 71 Comuni la voce e la rappresentanza che meritano”.


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