Messina, chiusura del Pronto Soccorso del Piemonte. La denuncia della CISL FP: “anomalie nella gestione del personale”

Chiusura del Pronto Soccorso del Piemonte, la CISL FP Messina denuncia "anomalie nella gestione del personale" e chiede alla Regione "un’ispezione assessoriale urgente e un’audizione presso l’assessorato regionale alla salute"

È ormai scontro aperto sulla gestione del personale e sulle relazioni sindacali all’IRCCS Centro Neurolesi “Bonino Pulejo”. L’imminente chiusura del Pronto Soccorso generale, necessaria per consentire l’avvio dei lavori di ristrutturazione, sta infatti facendo emergere, secondo la CISL FP Messina, “una serie di criticità che riguardano non soltanto l’organizzazione del personale, ma anche la trasparenza delle procedure amministrative e alcuni aspetti della gestione economico-finanziaria dell’Istituto”. Da qui la presa di posizione della CISL FP che ha chiesto formalmente “un intervento ispettivo urgente da parte dell’Assessorato regionale alla Salute, ritenendo necessario un accertamento diretto sulla regolarità degli atti amministrativi, sulla gestione del personale e sull’utilizzo delle risorse pubbliche”. Contestualmente, il sindacato ha chiesto “un’audizione urgente all’Assessore regionale alla Salute e alla VI Commissione Sanità dell’Assemblea Regionale Siciliana, per illustrare nel dettaglio le criticità riscontrate e individuare soluzioni stabili a tutela dei lavoratori precari, e della proroga dei contratti per garantire i livelli essenziali di assistenza”.

“Al centro della vertenza vi è innanzitutto la violazione delle corrette relazioni sindacali con la Cisl Fp”

“Al centro della vertenza vi è innanzitutto la violazione delle corrette relazioni sindacali con la Cisl Fp“. Il sindacato denuncia una “sistematica carenza di informazioni e la mancata consegna della documentazione ufficiale richiesta”, ritenendo che tale comportamento “abbia di fatto impedito l’attivazione del confronto reale sulla riorganizzazione del personale e sul rafforzamento delle risorse umane anche negli altri enti”. L’organizzazione sindacale richiama in particolare l’articolo 6 del CCNL 2022-2024 del Comparto Sanità, chiedendo “che ogni confronto venga ricondotto nell’alveo delle relazioni sindacali previste dal contratto”. Secondo la CISL FP, “sarebbero stati organizzati tavoli separati, in difformità da quanto previsto dal contratto e dalla legge, per argomentare materie di informazione e confronto dovute solo alle sigle firmatarie”.

“Non si può decidere il futuro dei lavoratori attraverso incontri separati e privi di trasparenza – sostiene il segretario generale Giovanna Bicchierisoprattutto quando sono in gioco decine di contratti in scadenza e il futuro occupazionale di personale che da anni garantisce servizi essenziali. Il personale a tempo determinato, infatti, non può essere comandato presso altri enti. Chiediamo, poi, certezze anche sulla ricollocazione dei lavoratori a tempo indeterminato”.

“Particolarmente delicata è la situazione dei lavoratori precari, i cui contratti sono in scadenza il prossimo 30 settembre 2026”

“Particolarmente delicata è la situazione dei lavoratori precari, i cui contratti sono in scadenza il prossimo 30 settembre 2026”. La CISL FP chiede “chiarezza immediata sia sui criteri che saranno adottati per l’eventuale proroga dei contratti, sia sulle modalità con cui verrà riorganizzato il personale in vista della chiusura del Pronto Soccorso”. Il sindacato denuncia inoltre “lo smistamento di personale verso altre aziende ospedaliere senza procedure chiare e definite che garantiscano la loro continuità occupazionale e le dovute tutele”. “Non possiamo accettare che la precarietà diventi uno strumento di pressione – afferma Bicchieri – Chi lavora da anni all’interno dell’Istituto ha diritto di conoscere criteri, regole e prospettive, senza essere lasciato nell’incertezza a pochi giorni dalla scadenza del contratto”.

Per il sindacato non è comprensibile “come si sia arrivati a questo punto senza una programmazione adeguata. I lavori di ristrutturazione del Pronto Soccorso- sottolinea la CISL FP- erano noti già dallo scorso novembre e avrebbero consentito di pianificare per tempo la redistribuzione del personale, evitando di arrivare a ridosso della chiusura con una situazione ancora priva di un quadro organizzativo chiaro e condiviso. La riorganizzazione, secondo il sindacato, deve in ogni caso garantire la continuità dei Livelli Essenziali di Assistenza e non può essere realizzata scaricando i costi organizzativi esclusivamente sui lavoratori più fragili”.

“Tutti motivi per i quali l’organizzazione ha già dato mandato ai propri legali di procedere davanti al Tribunale del Lavoro per verificare l’eventuale sussistenza di una condotta antisindacale da parte dell’IRCCS Neurolesi. Se non arriveranno risposte immediate e documentate sui criteri di gestione e di ripartizione del personale – annuncia Bicchieri – procederemo con un nuovo ricorso. Sarebbe il terzo consecutivo nei confronti dell’ente”. Ma la richiesta di chiarezza avanzata dalla CISL FP non si ferma alla gestione delle relazioni sindacali e del personale: “nella richiesta di ispezione trasmessa all’Assessorato regionale vengono infatti evidenziate anche alcune questioni di carattere contabile, gestionale e organizzativo che, secondo il sindacato, necessitano di un immediato accertamento da parte degli organi competenti”.