Reggio Calabria, l’allarme della Polizia: “le truffe non vanno in vacanza”, nuovi raggiri contro anziani e persone sole

  • incontri polizia contro le truffe
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“Le vacanze finiscono, le truffe no. Anzi, cambiano pelle”. È l’allarme lanciato dai poliziotti delle Volanti della Questura di Reggio Calabria, impegnati ogni giorno nel progetto No.S.S. – Non Siete Soli. I truffatori non vanno mai in ferie. Studiano storie nuove, sempre più subdole e credibili, per spaventare le vittime, soprattutto persone sole e anziane, e convincerle ad aprire la porta di casa o a consegnare i propri risparmi. Se fino a ieri la scusa più usata era l’incidente del figlio o il conto bancario bloccato, oggi il copione è cambiato e punta tutto sulla paura di essere coinvolti in un reato. Il meccanismo, spiegano gli agenti del No.S.S., resta però sempre lo stesso e si articola in cinque fasi:

  1. Spaventa: “C’è un problema urgente. Suo figlio ha avuto un incidente. Il suo conto è a rischio”.
  2. Dà autorità: “Sono il Maresciallo dei Carabinieri, sono l’avvocato, parlo dalla banca, sono il tecnico”.
  3. Isola: “Non dica niente a nessuno. Dobbiamo risolvere subito. Stacchi il telefono ai familiari”.
  4. Chiede: Soldi in contanti, buoni regalo, bonifici immediati, dati della carta, codici OTP, accesso al conto.
  5. Mette fretta: “Deve decidere ora, altrimenti è troppo tardi”.

Le nuove scuse per entrare in casa e svuotare il conto

Negli ultimi tempi, sottolineano dalla Questura, i truffatori hanno aggiornato il copione spacciandosi per appartenenti alle Forze dell’Ordine con pretesti sempre più elaborati per coartare la volontà di chi riceve la telefonata. Le tre tecniche più segnalate in queste settimane sono:

  • “La sua auto, intestata a lei, è stata vista sul luogo di una rapina. Dobbiamo venire a fare un controllo in casa”;
  • “Abbiamo rinvenuto la sua tessera sanitaria sul luogo di un furto. Dobbiamo verificare i suoi oggetti di valore”;
  • “C’è stato un accesso illecito sul suo conto corrente. Per mettere al sicuro i suoi risparmi deve spostare subito i soldi sui conti che le indichiamo noi. È un’operazione protetta”.

Quest’ultima, evidenziano gli agenti delle Volanti, è tra le più insidiose perché fa sentire la vittima protetta proprio da chi la sta derubando. Convince la persona di star collaborando con la Polizia per bloccare i criminali, mentre in realtà sta consegnando i propri soldi ai truffatori. Si tratta di pretesti studiati per spaventare, confondere e far agire d’istinto.

La raccomandazione della Polizia: riagganciare e chiamare il 112

Il consiglio dei poliziotti del progetto No.S.S. è uno solo e va seguito senza esitazione: riagganciare subito, non aprire la porta a nessuno e chiamare il Numero Unico Emergenze 112. Non bisogna avere paura di sembrare scortesi, è fondamentale chiudere immediatamente la telefonata. Un vero operatore delle Forze dell’Ordine, della banca o dell’ospedale non chiederà mai soldi al telefono, non dirà di tenere tutto segreto, non inviterà mai a spostare denaro su altri conti e non si presenterà mai a casa per controllare soldi e gioielli. L’invito finale degli agenti è quello di parlarne in famiglia, soprattutto con le persone più anziane e vulnerabili. La truffa si ferma se se ne parla prima. La Polizia ricorda: “Non Siete Soli. Per qualsiasi dubbio è possibile chiamare il 112 o rivolgersi direttamente alla Questura di Reggio Calabria”.