Un viaggio lungo il corso dell’Eleuterio, tra antichi mulini, canalizzazioni, paesaggi rurali e memorie del lavoro. È il percorso raccontato nel volume di Marco Giammona “Acque, ruote e mulini nella Valle dell’Eleuterio”, pubblicato da ISSPE Edizioni, che sarà presentato domenica 23 agosto 2026, alle ore 18.30, presso il Centro culturale Palazzo Monachelli, in via Giuseppe Garibaldi, 62 a Bolognetta. L’incontro, inserito nella manifestazione “Le Notti di BCsicilia”, sarà aperto da Maria Malleo, Presidente della Sede BCsicilia di Bolognetta. Interverranno Claudio Paterna, antropologo e saggista; Angelo Gambino, scrittore; Francesco Paolo Ciulla, Presidente dell’ISSPE, e Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale di BCsicilia. Sarà presente l’autore. L’iniziativa è promossa dalla Sede BCsicilia di Bolognetta, dal Forum delle Associazioni e dall’ISSPE, con il patrocinio del Comune di Bolognetta.
Il libro ricostruisce la storia del sistema dei mulini ad acqua sorti lungo il bacino dell’Eleuterio
Il libro ricostruisce la storia del sistema dei mulini ad acqua sorti lungo il bacino dell’Eleuterio, tra l’entroterra palermitano e la costa tirrenica. Un patrimonio diffuso che per secoli ha sostenuto l’economia cerealicola della vallata, scandendo il lavoro e la vita quotidiana di numerose comunità rurali. La ricerca dell’autore intreccia documenti d’archivio, cartografia storica, indagini sul territorio e testimonianze fotografiche, restituendo l’immagine di un paesaggio profondamente trasformato dall’acqua e dall’ingegno dell’uomo. Il volume esamina le caratteristiche costruttive degli opifici, le canalizzazioni, le tecniche impiegate per sfruttare la forza idraulica e le relazioni sociali sviluppatesi intorno all’attività molitoria.
Al centro dello studio vi è il censimento di venti mulini
Al centro dello studio vi è il censimento di venti mulini e delle strutture che ne documentano ancora oggi la presenza. Resti spesso poco conosciuti e in condizioni precarie, ma capaci di raccontare una parte significativa della storia produttiva e sociale del territorio. “Acque, ruote e mulini nella Valle dell’Eleuterio” non è, dunque, soltanto un’indagine storica. È anche un invito a riconoscere il valore di un patrimonio di archeologia industriale esposto al rischio dell’abbandono e della definitiva scomparsa. Recuperare questi luoghi significa preservare la memoria del lavoro, riscoprire il legame secolare tra le comunità e l’acqua e offrire nuove possibilità di conoscenza e valorizzazione alla Valle dell’Eleuterio.



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