Si è tenuto martedì 4 agosto, presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, l’incontro di informativa sulle immissioni in ruolo del personale ATA per l’anno scolastico 2026/2027. I numeri, letti attraverso la lente della nostra regione, restituiscono un quadro allarmante: in Calabria saranno coperti appena 159 posti sui 449 vacanti e disponibili, pari a poco più di un terzo del reale fabbisogno. Il restante 64,6%, cioè 290 posti, continuerà a essere affidato a contratti a tempo determinato, alimentando quel precariato che la UIL Scuola Calabria denuncia da anni.
I numeri regione per regione, profilo per profilo
Il dato calabrese non è un caso isolato, ma la fotografia impietosa di un piano assunzionale nazionale costruito esclusivamente sulla logica del turnover, senza alcun riferimento al reale fabbisogno delle scuole. A livello nazionale sono state autorizzate 12.222 assunzioni a fronte di 34.970 posti vacanti: il 35% circa, un rapporto sostanzialmente identico a quello calabrese, a conferma che la sperequazione tra organico necessario e organico autorizzato è un problema strutturale del sistema, non un’anomalia locale.
Scendendo nel dettaglio dei profili in Calabria, la situazione è ancora più netta:
| Profilo | Posti disponibili | Immissioni autorizzate | % coperta |
| Funzionari/EQ (ex DSGA) | 17 | 17 | 100% |
| Assistenti amministrativi | 86 | 27 | 31,4% |
| Assistenti tecnici | 59 | 14 | 23,7% |
| Collaboratori scolastici | 245 | 96 | 39,2% |
| Operatori servizi agrari | 13 | 0 | 0% |
| Guardarobieri | 8 | 2 | 25% |
| Cuochi | 18 | 2 | 11,1% |
| Infermieri | 3 | 1 | 33,3% |
| Totale | 449 | 159 | 35,4% |
Colpisce in particolare il dato degli operatori dei servizi agrari, per i quali in Calabria non è stata autorizzata nessuna immissione in ruolo a fronte di 13 posti vacanti, e quello dei cuochi, fermi a un’unica cifra di copertura. Anche sul fronte dei collaboratori scolastici — la categoria più numerosa e quella su cui si regge la quotidianità di ogni istituto — restano scoperti quasi 6 posti su 10.
La richiesta della UIL Scuola Calabria: una svolta nella prossima Legge di Bilancio
“Per la UIL Scuola Calabria la prossima Legge di Bilancio deve essere l’occasione per un intervento strutturale: autorizzare le assunzioni su tutti i posti realmente vacanti e disponibili, superando il vincolo del solo turnover, e trasformare in organico di diritto quei posti che, pur classificati come organico di fatto, rispondono da anni a esigenze stabili e permanenti delle nostre scuole.
In Calabria, dove il fabbisogno reale delle scuole è ben superiore ai 159 posti messi a bando, questa condizione si traduce ogni anno in supplenze, discontinuità organizzativa e nella mancata valorizzazione di professionalità già formate e presenti nelle graduatorie. Solo un intervento normativo strutturale potrà garantire ai calabresi la continuità dei servizi scolastici e restituire dignità e stabilità a migliaia di lavoratrici e lavoratori ATA che, ogni anno, tengono in piedi le scuole della regione con contratti a termine rinnovati di anno in anno“, si legge nel comunicato UIL.
La vicinanza della UIL Scuola Calabria ai lavoratori
“Dietro ogni numero di questa tabella ci sono persone, famiglie, vite quotidiane che dipendono da un contratto rinnovato anno dopo anno. La UIL Scuola Calabria continuerà a seguire con la massima attenzione l’evoluzione delle procedure di immissione in ruolo, perché sa bene cosa significhi, per chi lavora nella scuola, la distanza tra un impiego stabile e un contratto a termine: non è soltanto una questione contrattuale, ma una condizione che incide direttamente sulla possibilità di programmare la propria vita, di accedere a un mutuo, di garantire continuità di reddito alla propria famiglia.
Per questo la nostra Organizzazione resterà al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori ATA calabresi in ogni fase del percorso: nel monitoraggio dei contingenti autorizzati, nell’assistenza per le procedure di immissione in ruolo e, dove necessario, nel sostegno concreto a chi si trova ancora una volta a fare i conti con la precarietà. La stabilità del lavoro non è un privilegio, ma una condizione minima di dignità e di sussistenza che la UIL Scuola Calabria continuerà a rivendicare con determinazione“, conclude la UIL Scuola Calabria.


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