Cento milioni di euro sbloccati per le politiche sociali in Calabria e altri sette milioni destinati al programma Dopo di Noi. È il risultato annunciato dall’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface, a margine della giornata di approfondimento sui Livelli essenziali delle prestazioni sociali (Leps), organizzata nella sala Verde della Cittadella regionale in collaborazione con l’Ordine degli Assistenti sociali della Calabria. Secondo quanto riferito dall’assessore, il lavoro condotto dal Dipartimento regionale insieme agli Ambiti territoriali sociali ha consentito di sbloccare tre annualità di risorse, recuperando finanziamenti destinati a rafforzare i servizi e gli interventi a favore delle persone più fragili. In particolare, sono stati sbloccati 50 milioni di euro del Fondo nazionale per le non autosufficienze e ulteriori 50 milioni del Fondo nazionale per le politiche sociali. A questi si aggiunge il risultato relativo al programma Dopo di Noi, per il quale la Regione, secondo quanto spiegato da Straface, è passata dal rischio di dover restituire tre milioni di euro al Ministero alla prospettiva di ricevere uno stanziamento di sette milioni. L’annuncio si inserisce nel più ampio percorso di riorganizzazione del welfare calabrese, che avrà uno dei suoi principali strumenti nel nuovo Piano regionale degli interventi sociali 2027-2029.
Straface: “Sbloccate tre annualità di risorse, 50 milioni per la non autosufficienza e 50 milioni per le politiche sociali”
Il recupero delle risorse è stato uno dei temi affrontati dall’assessore a margine dell’iniziativa, durante la quale ha tracciato un bilancio delle attività svolte dalla Regione per migliorare la gestione dei finanziamenti destinati al sistema dei servizi sociali. Straface ha evidenziato come il risultato non riguardi esclusivamente la disponibilità economica, ma anche il rafforzamento delle procedure amministrative e delle attività di verifica sull’utilizzo dei fondi. “Dal momento del mio insediamento”, ha spiegato l’assessore, “grazie al lavoro portato avanti dal dipartimento regionale, insieme agli Ambiti territoriali sociali, siamo riusciti a sbloccare tre annualità di risorse. Un risultato che non riguarda soltanto le rendicontazioni, ma anche il rafforzamento delle attività di monitoraggio e controllo sull’effettivo utilizzo di tali somme”. L’obiettivo dichiarato è assicurare che i finanziamenti disponibili possano essere effettivamente impiegati per sostenere interventi rivolti alle persone non autosufficienti, alle famiglie e ai cittadini che necessitano di supporto sociale, superando le difficoltà amministrative che possono rallentare l’attuazione dei programmi.
“Abbiamo sbloccato”, ha proseguito Straface, “50 milioni di euro sul Fondo nazionale per le non autosufficienze e altri 50 milioni sul Fondo nazionale per le politiche sociali. Un risultato particolarmente significativo riguarda anche il programma Dopo di Noi, per il quale ci trovavamo nella condizione di dover restituire tre milioni di euro al Ministero. Oggi, invece, grazie al lavoro di recupero e riallineamento amministrativo, il Ministero destinerà alla Calabria sette milioni di euro, risorse fondamentali per sostenere percorsi di autonomia, inclusione sociale e qualità della vita delle persone con disabilità”. Il programma Dopo di Noi rappresenta uno degli ambiti di intervento dedicati alle persone con disabilità, con particolare attenzione alla costruzione di percorsi di autonomia e inclusione. Il recupero delle risorse annunciato dalla Regione viene dunque presentato come un passaggio importante per garantire continuità a questi interventi e rafforzare le opportunità di sostegno sul territorio. “Vogliamo”, ha concluso l’assessore Straface, “che ogni euro destinato al welfare si traduca in servizi, opportunità e risposte concrete per i cittadini calabresi”.
Livelli essenziali delle prestazioni sociali, l’obiettivo è garantire gli stessi diritti in tutta la Calabria
La giornata di approfondimento alla Cittadella regionale è stata dedicata all’attuazione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali (Leps), strumenti attraverso i quali garantire ai cittadini l’accesso a prestazioni e servizi sociali secondo standard uniformi, indipendentemente dal territorio di residenza. L’incontro, organizzato con l’Ordine degli Assistenti sociali della Calabria, ha rappresentato un’occasione di confronto tra istituzioni e professionisti sulle criticità del sistema e sulle soluzioni necessarie per ridurre le disuguaglianze territoriali. Ad aprire i lavori è stata l’assessore Pasqualina Straface, che ha individuato tre priorità fondamentali: “Quando parliamo di Livelli essenziali delle prestazioni sociali parliamo di tre obiettivi fondamentali: garantire i diritti, costruire il welfare e rafforzare i territori”. Una prospettiva che punta a rendere più efficace l’organizzazione dei servizi sociali, rafforzando il ruolo degli Ambiti territoriali sociali e migliorando il coordinamento tra i diversi livelli istituzionali coinvolti nella programmazione e nell’erogazione delle prestazioni.
“Garantire i diritti”, ha dichiarato l’assessore Straface, “significa mettere ogni cittadino, indipendentemente dal luogo della Calabria in cui vive, nelle condizioni di accedere a servizi certi, esigibili e soprattutto di qualità. Costruire il welfare significa investire nelle relazioni, nella programmazione, nelle competenze e nella collaborazione tra i diversi livelli istituzionali. Rafforzare i territori significa fare in modo che le persone possano trovare, nei propri Ambiti territoriali sociali, sportelli, operatori e percorsi concreti di presa in carico”. Il tema centrale è quindi la costruzione di una rete di assistenza capace di superare la frammentazione degli interventi e di offrire risposte coordinate ai bisogni della popolazione. Un obiettivo che richiede non soltanto risorse economiche, ma anche una programmazione condivisa tra Regione, enti locali, servizi sanitari e operatori sociali, affinché i cittadini possano accedere a prestazioni adeguate e continuative.
Dimissioni protette, pronto intervento sociale e sostegno agli assistenti sociali
Tre gli ambiti dei Leps al centro dell’approfondimento: dimissioni protette, pronto intervento sociale e supervisione professionale degli operatori. Le dimissioni protette riguardano la continuità dell’assistenza per le persone fragili che lasciano una struttura ospedaliera e devono rientrare nella propria abitazione o essere accolte in un’altra struttura. Il pronto intervento sociale è invece finalizzato a garantire risposte tempestive nelle situazioni di grave vulnerabilità, mentre la supervisione professionale punta a sostenere il lavoro degli assistenti sociali, offrendo strumenti di confronto e supporto per affrontare la complessità delle situazioni seguite quotidianamente. Si tratta di tre aspetti considerati essenziali per migliorare la qualità degli interventi e garantire una maggiore capacità di risposta dei servizi territoriali, soprattutto nei casi che richiedono un’assistenza immediata o un coordinamento tra differenti strutture pubbliche.
“Le dimissioni protette”, ha sottolineato l’assessore Straface, “rappresentano un passaggio decisivo per la tutela delle persone fragili. Un anziano che lascia l’ospedale per tornare in famiglia o essere accolto in una struttura deve poter contare sulla continuità dell’assistenza, attraverso un raccordo efficace tra sistema sanitario, servizi sociali e territorio. Allo stesso modo, il pronto intervento sociale deve garantire risposte immediate a chi vive situazioni di grave vulnerabilità: dalle persone senza dimora alle donne costrette ad abbandonare la propria abitazione, fino ai minori in condizioni di fragilità. Ci sono emergenze che non possono aspettare. Una comunità si qualifica per la capacità di prendersi cura delle persone e di non lasciare indietro nessuno”. L’assessore ha quindi richiamato l’importanza di costruire percorsi di assistenza integrati, capaci di accompagnare le persone nei passaggi più delicati e di garantire interventi adeguati anche nelle situazioni di emergenza sociale.
Un’attenzione specifica è stata dedicata alla supervisione professionale degli assistenti sociali, considerata uno strumento importante per sostenere gli operatori che quotidianamente affrontano situazioni di disagio, vulnerabilità e sofferenza. “Chi quotidianamente si prende cura delle persone e si confronta con la sofferenza e le fragilità”, ha aggiunto l’assessore, “deve poter disporre di adeguati strumenti di sostegno, confronto e riflessione professionale. Tutelare e valorizzare il lavoro degli operatori significa anche migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini”. L’obiettivo è rafforzare le competenze e le condizioni operative dei professionisti del settore, riconoscendo il ruolo che svolgono nell’attuazione delle politiche sociali e nella presa in carico delle persone che necessitano di assistenza.
Il nuovo Piano sociale 2027-2029 e il confronto con gli Ambiti territoriali
La piena attuazione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali costituisce uno degli assi portanti del nuovo Piano regionale degli interventi sociali 2027-2029, attualmente in fase di elaborazione. La Regione Calabria sta costruendo il documento attraverso il coinvolgimento degli Ambiti territoriali sociali, degli enti locali, delle Aziende sanitarie e degli organismi del Terzo settore, con l’obiettivo di definire standard assistenziali omogenei e superare le differenze nell’organizzazione dei servizi. L’indirizzo illustrato durante la giornata è quello di accompagnare il passaggio da un sistema prevalentemente basato sull’erogazione di contributi economici a un modello di presa in carico integrata della persona, nel quale prestazioni, competenze professionali e servizi territoriali possano operare in maniera coordinata. Una trasformazione che punta a rendere il welfare più accessibile, continuo ed efficace, valorizzando il ruolo delle strutture locali e migliorando la capacità di risposta ai bisogni dei cittadini.
I lavori sono stati introdotti dalla presidente dell’Ordine degli Assistenti sociali della Calabria, Sonia Bruzzese, e moderati da Mario Gatto, funzionario del Dipartimento per l’Inclusione sociale, la Sussidiarietà e il Welfare di comunità della Regione Calabria, e da Alessandra Mesoraca dell’Ordine degli Assistenti sociali. L’approfondimento si è articolato in tre panel tematici dedicati ai singoli Leps, durante i quali sono state esaminate le criticità applicative, le esperienze maturate nei territori e le possibili soluzioni operative. Le proposte emerse sono state successivamente condivise in sessione plenaria, con l’intento di favorire il confronto tra professionisti e istituzioni e individuare strumenti concreti per rafforzare il coordinamento del sistema sociale calabrese. L’evento, accreditato dall’Ordine degli Assistenti sociali della Calabria, riconosce 5 crediti formativi, di cui 2 deontologici. Il percorso di approfondimento si inserisce così nel lavoro di programmazione regionale finalizzato a rendere effettivi i Livelli essenziali delle prestazioni sociali e a trasformare le risorse disponibili in servizi accessibili per i cittadini calabresi.


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