Recuperare la vecchia ferrovia Paola-Cosenza, dismessa da circa quarant’anni, e trasformarla in una nuova opportunità di mobilità, turismo e sviluppo per il territorio. È la proposta al centro dell’incontro organizzato al Teatro comunale “F. Gambaro” di San Fili, dove amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni, tecnici ed esperti si sono confrontati sulle prospettive di riqualificazione dello storico tracciato ferroviario. Tra le possibilità emerse anche quella di procedere inizialmente con il recupero del tratto San Fili-Rende, considerato da alcuni partecipanti un obiettivo più facilmente realizzabile rispetto alla riattivazione dell’intera linea. L’iniziativa, fortemente voluta dalla sindaca di San Fili, Linda Cribari, ha riportato l’attenzione su un’infrastruttura che rappresenta una testimonianza importante della storia del territorio e che potrebbe contribuire a collegare maggiormente la costa tirrenica, Cosenza e i centri dell’entroterra. Il confronto ha evidenziato sia le opportunità legate al turismo e alla mobilità sia le difficoltà tecniche, strutturali ed economiche da affrontare prima di un’eventuale riattivazione.
Vecchia ferrovia Paola-Cosenza, la proposta di un tavolo tecnico per il recupero
La necessità di superare una visione frammentata dello sviluppo territoriale è stata uno dei temi principali dell’incontro di San Fili. Il possibile recupero della ferrovia Paola-Cosenza viene considerato un’occasione per favorire una maggiore integrazione tra i diversi centri del territorio, contrastare l’isolamento delle aree interne e ampliare le opportunità economiche e sociali, soprattutto per le giovani generazioni. La sindaca Linda Cribari ha espresso soddisfazione per la partecipazione di numerosi amministratori e rappresentanti istituzionali, sottolineando l’importanza di mantenere alta l’attenzione su un’infrastruttura che, pur essendo fuori esercizio da circa quarant’anni, continua a rappresentare una parte significativa dell’identità locale. La prima cittadina ha evidenziato la necessità di trasformare la riflessione sul passato ferroviario in una concreta progettualità, proponendo anche la costituzione di un tavolo tecnico con diversi referenti istituzionali e professionali. Cribari ha inoltre richiamato il ruolo che i piccoli Comuni possono svolgere nello sviluppo della Calabria, promuovendo iniziative capaci di valorizzare le risorse esistenti. I lavori sono stati introdotti e coordinati dal sociologo e giornalista Antonio Iapichino, che ha approfondito anche il significato sociale e culturale delle infrastrutture ferroviarie, sottolineando come il loro valore vada oltre la semplice funzione di trasporto.
Regione e Provincia di Cosenza, disponibilità al confronto ma attenzione alla sostenibilità
Al dibattito hanno preso parte, anche attraverso collegamenti a distanza, importanti rappresentanti delle istituzioni regionali e provinciali. Filippo Mancuso, vicepresidente della Giunta regionale della Calabria, intervenuto in videocollegamento, ha invitato a valutare attentamente la sostenibilità nel tempo di un eventuale recupero della ferrovia, osservando che una linea riattivata avrebbe probabilmente una funzione prevalentemente turistica. Pur evidenziando queste criticità, Mancuso ha manifestato la propria disponibilità a partecipare a un eventuale tavolo tecnico. In un videomessaggio, Biagio Faragalli, presidente della Provincia di Cosenza e sindaco di Montalto Uffugo, ha definito il recupero dell’infrastruttura una grande opportunità per promuovere un percorso turistico e favorire lo sviluppo del territorio. Faragalli ha sottolineato l’importanza di creare un’occasione stabile di dialogo tra le istituzioni coinvolte, indicando nella sottoscrizione di un documento unitario un possibile passaggio per proseguire il confronto. Un sostegno al progetto di valorizzazione è arrivato anche da Pietro Fattori, responsabile della Comunicazione Esterna della Fondazione FS, che ha espresso una posizione favorevole al recupero dell’opera come strumento per sostenere il turismo e la mobilità. Dalle diverse posizioni è emersa la volontà di approfondire la proposta, senza sottovalutare i problemi economici e operativi legati al possibile utilizzo della vecchia linea.
Da Rende a San Fili, l’ipotesi di ripartire da un primo collegamento ferroviario
La possibilità di concentrare inizialmente gli interventi sul tratto ferroviario San Fili-Rende è stata richiamata da diversi partecipanti come una prospettiva concreta da approfondire. Antonio Romeo, vicesindaco di San Fili, ha sottolineato l’impegno dell’Amministrazione comunale per la valorizzazione dell’intero tracciato, ribadendo tuttavia l’importanza di non perdere di vista l’obiettivo ritenuto più facilmente realizzabile, rappresentato proprio dal collegamento con Rende. Anche Pietro Calabrese, vicepresidente di Svimar, ha evidenziato la valenza e la fattibilità della tratta Rende-San Fili. Roberto Galati, presidente dell’Associazione Ferrovie in Calabria, ha invece richiamato le difficoltà che comporterebbe il ripristino completo della vecchia linea Paola-Cosenza, auspicando almeno la realizzazione di una sorta di metropolitana fino a San Fili. Nonostante le criticità, l’associazione ha confermato il proprio sostegno all’iniziativa e la necessità di mantenere un obiettivo condiviso tra tutti i soggetti interessati. Clelio Gelsomino, consigliere comunale di Rende, ha indicato nell’incontro promosso da San Fili il possibile punto di partenza per strutturare un tavolo tecnico, con l’obiettivo di rafforzare i collegamenti territoriali. Le diverse proposte hanno così posto l’attenzione sulla possibilità di procedere attraverso interventi graduali, valutando le condizioni per un primo recupero funzionale dell’infrastruttura.
Le criticità tecniche: cedimenti, smottamenti e omologazione dei treni
Accanto alle prospettive di sviluppo sono emerse le difficoltà tecniche che un progetto di riattivazione dovrebbe affrontare. Gabriella Mazzulla, docente ordinaria di Ingegneria dei Trasporti all’Università della Calabria e delegata del rettore per i Trasporti e la Mobilità, ha ricordato l’importanza attribuita al sistema ferroviario dal Piano regionale dei trasporti, evidenziando il particolare valore dell’antica Paola-Cosenza anche come opera infrastrutturale. La docente ha tuttavia richiamato l’attenzione su alcune criticità, tra cui la presenza di cedimenti strutturali e smottamenti lungo il tracciato, oltre alle difficoltà connesse all’ottenimento dell’omologazione necessaria per la circolazione di un treno passeggeri. Nonostante questi ostacoli, Mazzulla ha confermato il sostegno dell’Unical all’idea progettuale. Un contributo alla riflessione storica è arrivato da Francesco Cassano, architetto e autore del volume “Il treno della memoria Paola Cosenza”, che ha ricordato il valore culturale della vecchia tratta come testimonianza di una differente concezione costruttiva delle infrastrutture ferroviarie. Giuseppe Lo Feudo, già direttore generale delle Ferrovie della Calabria, ha invece prospettato la possibilità di realizzare un polo museale attraverso un’apposita riqualificazione della linea. Le valutazioni hanno evidenziato come il recupero debba necessariamente confrontarsi con le condizioni attuali dell’infrastruttura e con la definizione delle sue possibili destinazioni.
Turismo lento e aree interne, le opportunità per i Comuni attraversati dalla ferrovia
La valorizzazione turistica dello storico tracciato è stata un altro tema centrale del confronto. Cristian Marchese, assessore al Turismo del Comune di San Lucido, ha richiamato le bellezze paesaggistiche e i numerosi elementi di interesse storico presenti lungo la tratta, evidenziando le opportunità che il progetto potrebbe offrire al territorio. Anche Marchese si è detto favorevole alla predisposizione di un documento unitario tra le istituzioni coinvolte. Pino Porco, sindaco di Falconara Albanese, ha sostenuto che i benefici di un eventuale recupero potrebbero estendersi oltre i confini regionali, interessando l’intero Paese. Salvatore Magarò, sindaco di Castiglione Cosentino, ha ripercorso alcuni aspetti della storia della vecchia ferrovia, sottolineandone il potenziale per lo sviluppo del turismo lento. Sul rapporto tra mobilità e valorizzazione dei territori si è soffermato anche Giovanni Tocci, docente di Ambiente, Territorio e Turismo all’Unical, osservando come il cambiamento della domanda turistica possa attribuire un ruolo sempre più importante ai piccoli Comuni. Proprio nei loro territori ricadono numerosi tracciati dismessi, che potrebbero diventare occasioni di sviluppo attraverso nuove forme di fruizione del patrimonio storico e paesaggistico. Il recupero della Paola-Cosenza viene quindi considerato non soltanto in funzione dei trasporti, ma anche come possibile strumento di promozione delle aree interne e delle loro risorse culturali.
Il contributo di Svimar e la necessità di fare rete per il progetto
Il confronto ha coinvolto anche i rappresentanti di Svimar, l’Associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno e delle aree interne, che hanno sottolineato la necessità di costruire una collaborazione stabile tra istituzioni e territori. Loris Pellicanò, delegato Svimar, ha osservato che l’idea di recuperare una ferrovia dismessa potrebbe sembrare un sogno, ma ha ricordato che esperienze analoghe sono già state realizzate in altre realtà. Michele Laurino, anch’egli delegato Svimar, ha evidenziato l’importanza di fare rete per passare dalla proposta alla sua possibile attuazione. Virgilio Caivano, coordinatore nazionale piccoli comuni, ha riconosciuto nell’iniziativa promossa dalla sindaca Linda Cribari una proposta di sviluppo di particolare rilievo, definendola una sfida impegnativa che richiede condivisione, ma anche una nuova opportunità per il territorio. Le riflessioni hanno ribadito la necessità di superare le iniziative isolate e di individuare un percorso comune, capace di coinvolgere amministrazioni, associazioni, università e competenze tecniche. La prospettiva indicata è quella di costruire una progettualità condivisa che tenga conto delle difficoltà esistenti, ma anche del potenziale economico, sociale e turistico della vecchia infrastruttura ferroviaria.
La conclusione dell’incontro: riportare il treno nelle aree interne
A concludere i lavori è stato Giacomo Rosa, presidente di Svimar, che ha richiamato il valore storico ed economico del vecchio tracciato ferroviario, realizzato con investimenti di milioni di lire e oggi abbandonato. Rosa ha sottolineato come un eventuale recupero potrebbe contribuire a portare nuovi visitatori nelle aree interne, valorizzandone il patrimonio e offrendo esperienze legate al viaggio ferroviario e alla scoperta dei territori. Arrivare in treno in queste zone, secondo il presidente di Svimar, significherebbe offrire anche “emozioni”, oltre a favorire nuove opportunità turistiche. Il pomeriggio culturale di San Fili ha quindi rilanciato il dibattito sul futuro della vecchia ferrovia Paola-Cosenza, evidenziando l’esigenza di approfondire la sostenibilità economica, le condizioni strutturali e le possibili modalità di riutilizzo della linea. La costituzione di un tavolo tecnico e la predisposizione di un documento condiviso tra le istituzioni rappresentano le principali proposte emerse per dare continuità al confronto. L’iniziativa è stata realizzata con il contributo organizzativo e culturale di Svimar, dell’Associazione culturale Fremo-Calabria e dell’Associazione Ferrovie in Calabria, con la partecipazione delle aziende Colavolpe, Tenuta delle Api e De Caro. Il recupero dell’intera tratta resta un’ipotesi da valutare, mentre il collegamento San Fili-Rende emerge come una delle possibilità sulle quali concentrare i successivi approfondimenti.


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