Taormina, dipendenti comunali pronti allo sciopero: “posti a rischio, non si gioca col futuro dei lavoratori”

Lunedì 9 novembre sit-in e corteo dal Municipio. La Uil denuncia l'assenza di tutele per i lavoratori e richiama il parere dell'Ispettorato del Lavoro: in caso di crisi delle società partecipate non è previsto il rientro automatico al Comune. Tripodi e Andronico chiedono risposte al sindaco De Luca

Sciopero dei dipendenti comunali di Taormina lunedì 9 novembre, con un sit-in e un corteo che partirà dal Municipio alle ore 9:30, per protestare contro il previsto trasferimento di personale alle società partecipate senza adeguate garanzie sul futuro occupazionale. A proclamare la mobilitazione sono state Uil Fp, Fp Cgil, Ugl e Csa, mentre la Uil e la Uil Funzione Pubblica di Messina denunciano i rischi legati all’operazione avviata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Cateno De Luca. Al centro della contestazione c’è soprattutto la possibilità che, in caso di crisi aziendale o eccedenze di personale nelle società partecipate, i lavoratori trasferiti non possano rientrare automaticamente nell’organico comunale. Una criticità che, secondo le organizzazioni sindacali, trova conferma nella risposta fornita dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Messina a una specifica richiesta di chiarimenti. A sollevare la questione sono Ivan Tripodi, segretario generale della Uil Messina, e Livio Andronico, segretario generale della Uil Fp Messina, che chiedono all’amministrazione garanzie certe e una clausola di salvaguardia a tutela della stabilità occupazionale.

Taormina, la Uil contesta il trasferimento dei dipendenti comunali alle società partecipate

Le organizzazioni sindacali esprimono forte preoccupazione per le conseguenze che la riorganizzazione dei servizi pubblici potrebbe determinare sulle condizioni contrattuali e sulla stabilità lavorativa del personale interessato. Secondo Tripodi e Andronico, il trasferimento dei dipendenti comunali alle società partecipate non può avvenire senza la preventiva definizione di strumenti giuridici che garantiscano la continuità occupazionale anche in presenza di eventuali difficoltà economiche delle aziende. “Quanto sta accadendo al comune di Taormina è decisamente grave e preoccupante. E’, infatti, inammissibile trasferire i dipendenti comunali alle società partecipate senza aver prima previsto chiare ed incontrovertibili garanzie a tutela del loro futuro lavorativo. La riorganizzazione dei servizi pubblici, ad ogni livello, non può essere il frutto di scelte arbitrarie che minano la garanzia del posto di lavoro che, senza se e senza ma, deve essere tutelato. E’ ingiusto ed inaccettabile obbligare chi presta servizio da anni presso il comune di Taormina ad accettare un salto nel vuoto senza tutele e senza certezze sul proprio futuro. Il sindaco De Luca e l’amministrazione comunale hanno il dovere di assumersi le proprie responsabilità, soprattutto quando le decisioni riguardano toccano la carne viva e l’occupazione delle persone”. Una posizione netta che pone al centro della vertenza la richiesta di mantenere i diritti acquisiti e di evitare che la riorganizzazione amministrativa possa tradursi in una maggiore precarietà per i dipendenti coinvolti.

Il parere dell’Ispettorato del Lavoro: nessun rientro automatico al Comune in caso di crisi

Uno degli elementi principali della contestazione sindacale riguarda la risposta dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Messina, interpellato dalla Uil per ottenere chiarimenti sulle garanzie occupazionali dei lavoratori destinati a transitare nelle società partecipate. I rappresentanti sindacali spiegano di aver richiesto un pronunciamento proprio per verificare le conseguenze di eventuali crisi aziendali o eccedenze di personale. “Le nostre fondate preoccupazioni su quest’operazione non sono il frutto di ipotesi, suggestioni o supposizioni poiché, al fine di avere elementi certi e fondati, abbiamo investito della scottante vicenda l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Messina, al quale abbiamo espressamente posto precisi chiarimenti in merito alle future garanzie occupazionali dei dipendenti che l’amministrazione comunale di Taormina intende trasferire presso le società partecipate. La risposta dell’Ispettorato è stata secca e inequivocabile poiché ha testualmente comunicato che «…in caso di future eccedenze di personale o crisi aziendale di società partecipate i lavoratori beneficiano di ammortizzatori sociali e procedure di mobilità tipiche del settore privato, ma non conservano il diritto automatico al riassorbimento (reinternalizzazione) in Comune a meno che non vi siano esplicite clausole di rientro originarie». Si tratta di parole chiarissime che danno formalmente ragione alle nostre preoccupazioni che sono alla base della forte mobilitazione sindacale delle lavoratrici e dei lavoratori di Taormina”, dichiarano Tripodi e Andronico. Il chiarimento riportato dai sindacati evidenzia dunque la necessità di prevedere esplicite clausole di rientro per tutelare i dipendenti nell’eventualità di future difficoltà delle società partecipate.

La tensione tra i lavoratori e le preoccupazioni per il futuro delle famiglie

La vicenda sta alimentando un clima di forte preoccupazione tra i dipendenti comunali interessati dalla riorganizzazione. Secondo quanto riferito dai rappresentanti della Uil, durante le assemblee sindacali e gli incontri con il personale si sarebbero verificati anche episodi di malessere, legati all’incertezza sulle prospettive lavorative. Una situazione che i sindacati ritengono particolarmente delicata, considerando le conseguenze che eventuali cambiamenti delle condizioni occupazionali potrebbero avere sulla serenità dei lavoratori e delle rispettive famiglie. “Pertanto, le fortissime preoccupazioni che si stanno registrando tra i dipendenti comunali sono fondate e stanno creando problematiche che non possono essere sottovalutate. Nel corso delle varie assemblee sindacali e degli incontri con i lavoratori non sono mancati momenti particolarmente difficili nei quali alcuni dipendenti del comune di Taormina hanno manifestato episodi di malessere, in un clima di forte tensione emotiva legato alle incertezze sul proprio futuro lavorativo. Sono situazioni che ci preoccupano e che dimostrano quanto questa vicenda stia incidendo sulla serenità delle persone. Dietro ogni lavoratore  ci sono famiglie, impegni economici e progetti di vita. L’incertezza che si sta vivendo sta determinando condizioni di forte stress e disagio che meritano attenzione. Chi ha responsabilità amministrative deve tenere conto anche di questi aspetti, perché la tutela della salute e del benessere dei lavoratori non può essere considerata secondaria rispetto alle scelte organizzative”, sottolineano i due segretari sindacali.

Sciopero lunedì 9 novembre: corteo dal Municipio alle 9:30

La mobilitazione annunciata per lunedì 9 novembre rappresenta il momento centrale della protesta contro il trasferimento dei dipendenti comunali alle società partecipate. Lo sciopero, proclamato da Uil Fp, Fp Cgil, Ugl e Csa, prevede un sit-in e un corteo con partenza dal Municipio di Taormina alle ore 9:30. I sindacati sostengono di aver già avanzato proposte per individuare soluzioni condivise, ma denunciano la mancata introduzione delle garanzie richieste. “Nel corso dei vari come Uil ci siamo sempre caratterizzata per un atteggiamento serio e responsabile e abbiamo avanzato proposte costruttive e di semplice buon senso finalizzate a dare certezze ai lavoratori. Dobbiamo, purtroppo, registrare che il sindaco e l’amministrazione comunale di Taormina, nonostante il pronunciamento dell’Ispettorato del Lavoro, non hanno voluto risolvere la questione attraverso la previsione di garanzie a tutela dei lavoratori che dovrebbero transitare nelle società partecipate. Lo sciopero dei dipendenti del comune di Taormina di lunedì 9 novembre, proclamato da Uil Fp, Fp Cgil, Ugl e Csa, che prevede un sit-in e un corteo che partirà dal Municipio alle ore 9.30, è una sacrosanta protesta che nasce dalla necessità di difendere i diritti dei lavoratori e di richiamare l’amministrazione comunale alle proprie responsabilità”. La manifestazione punta quindi a sollecitare un intervento dell’amministrazione sul piano delle tutele contrattuali e occupazionali, prima che il trasferimento del personale produca conseguenze difficilmente reversibili.

La richiesta al sindaco De Luca: una clausola di salvaguardia per tutelare i posti di lavoro

La Uil e la Uil Funzione Pubblica di Messina chiedono all’amministrazione comunale di Taormina di introdurre una clausola di salvaguardia occupazionale che garantisca i lavoratori anche nell’eventualità di una futura crisi delle società partecipate. Una richiesta che, secondo Tripodi e Andronico, rappresenta una condizione essenziale per evitare che i dipendenti debbano affrontare il passaggio dal Comune alle aziende senza certezze sul proprio futuro. “In tal senso, riteniamo essenziale garantire il mantenimento dei diritti acquisiti, le condizioni contrattuali e la stabilità occupazionale. Inoltre, è indispensabile prevedere una ferrea clausola di salvaguardia che tuteli i lavoratori e che preveda la garanzia occupazionale in caso di crisi delle società partecipate. Su questo punto non sono ammissibili ambiguità o sofismi di alcun tipo. Auspichiamo che prevalga il buon senso e che l’amministrazione comunale decida di accogliere le sagge richieste sindacali. La Uil e la Uil Funzione Pubblica di Messina continueranno a stare al fianco dei dipendenti comunali Taormina poiché il futuro dei lavoratori e delle loro famiglie non può essere affidato a promesse vuote e parole senza sostanza giuridica. Servono rispetto, responsabilità e garanzie certe”, concludono Ivan Tripodi e Livio Andronico. La vertenza resta dunque aperta, con le organizzazioni sindacali determinate a chiedere garanzie formali prima del trasferimento dei dipendenti e con lo sciopero del 9 novembre destinato a portare pubblicamente all’attenzione dell’amministrazione comunale le preoccupazioni dei lavoratori.

Cisl Fp: “serve chiarezza sulla vertenza, si rischia di indebolire le tutele dei lavoratori”

La CISL FP Messina chiede chiarezza istituzionale sulle iniziative di mobilitazione e sulla procedura di informazione e consultazione sindacale. Il rinvio dell’incontro del 5 novembre non può tradursi in una penalizzazione per i lavoratori e per le loro rappresentanze. “L’Amministrazione comunale – spiegano il segretario generale Giovanna Bicchieri e il responsabile della funzione dipartimenti locali, Maurizio Giliberto – aveva inizialmente convocato le Organizzazioni Sindacali per il 5 novembre 2026, nell’ambito della procedura prevista dall’art. 31 del D.Lgs. 165/2001 e dall’art. 47 della Legge 428/1990. L’incontro è stato successivamente rinviato a data da destinarsi. Parallelamente, alcune Organizzazioni Sindacali avevano proclamato Parallelamente, alcune Organizzazioni Sindacali hanno proclamato uno sciopero per il 9 novembre, in coincidenza con la data individuata dalla Prefettura per il tentativo di conciliazione. La CISL FP non mette in discussione la legittimità delle iniziative promosse dalle altre Organizzazioni Sindacali, ma ritiene indispensabile che i diversi percorsi siano mantenuti distinti e adeguatamente coordinati”.

“Il punto centrale della vertenza – spiegano Bicchieri e Giliberto – non è soltanto la modalità con cui esercitare la mobilitazione sindacale, ma soprattutto la necessità di non compromettere la procedura di informazione e consultazione già avviata, né di ridurre gli spazi effettivi di confronto e tutela riconosciuti alle rappresentanze dei lavoratori. La CISL FP evidenzia, in particolare, che il rinvio dell’incontro del 5 novembre non può determinare alcun pregiudizio per le Organizzazioni Sindacali e per il personale, né può diventare uno strumento per considerare esaurita la fase consultiva senza che sia stato concretamente garantito il confronto. La questione è particolarmente rilevante alla luce del termine di dieci giorni previsto dall’art. 47, comma 2, della Legge 428/1990, il cui decorso potrebbe consentire all’Amministrazione di considerare conclusa la procedura consultiva e procedere alle proprie determinazioni, anche unilateralmente, nel rispetto degli obblighi e dei limiti di legge. Sarebbe paradossale che iniziative nate con l’obiettivo di rafforzare la tutela dei dipendenti finissero, per effetto di una gestione non sufficientemente coordinata, per indebolire proprio quelle garanzie che si intendono difendere”.

Per queste ragioni, la CISL FP Messina ha formalmente investito della questione il Prefetto, il Sindaco e il Segretario Generale del Comune di Taormina, chiedendo chiarimenti sullo stato della procedura di conciliazione, sulle ragioni del rinvio dell’incontro e sulla decorrenza dei termini previsti dalla normativa. È stato inoltre richiesto di garantire che la ripresa del confronto avvenga senza alcuna decurtazione dei tempi di consultazione e che non vengano assunte determinazioni unilaterali prima dell’effettivo svolgimento delle garanzie procedurali previste dalla legge.

“La CISL FP Messina – concludono i vertici del sindacato – continuerà a sostenere con determinazione ogni iniziativa utile alla tutela del personale, nella convinzione che la credibilità dell’azione sindacale si misuri anche nella capacità di perseguire gli obiettivi rivendicativi senza disperdere le opportunità di confronto e, soprattutto, senza esporre i lavoratori a conseguenze contrarie ai loro interessi. La tutela dei lavoratori viene prima di ogni altra considerazione. Servono chiarezza, responsabilità e garanzie concrete.” Di ieri la nota del segretario generale del comune di Taormina che, riscontrando la richiesta del sindacato, garantisce alla sola Cisl Fp Messina la convocazione per la prosecuzione della consultazione ribadendo, che “per i lavoratori interessati al trasferimento alle società partecipate opererà non solo l’art. 2112 c.c. per i diritti maturati dai lavoratori, ma anche una clausola sociale di garanzia occupazionale”.