Quanto si fidano gli italiani della democrazia nei Paesi dell’Unione Europea? È il tema affrontato dal nuovo sondaggio di Termometro Politico, realizzato tra il 4 e il 5 novembre 2026, che ha chiesto agli intervistati di esprimere una valutazione sul funzionamento dei sistemi democratici all’interno dell’UE. I risultati restituiscono un quadro articolato, caratterizzato da una maggioranza che riconosce l’esistenza della democrazia nei Paesi europei, ma anche da una quota significativa di cittadini che ne mette in discussione l’effettività. Nel complesso, il 61,4% degli intervistati sceglie una delle due risposte che riconoscono la presenza della democrazia nei Paesi dell’Unione, seppure con giudizi differenti sulla sua solidità. Il 37,3%, invece, ritiene che la democrazia sia soltanto apparente oppure nega che esista realmente nel sistema europeo. Il restante 1,3% non esprime una posizione.
Democrazia nell’Unione Europea, il 34,7% la considera fragile e da proteggere
La risposta più frequente tra quelle proposte dal sondaggio è quella di chi considera la democrazia europea esistente ma fragile, con differenze tra i singoli Paesi membri. Il 34,7% degli intervistati sceglie infatti l’opzione: “Mediamente sì, anche se dipende da Paese a Paese, ma è una democrazia fragile, da proteggere”. Si tratta della percentuale più elevata registrata tra le cinque risposte disponibili. Il dato mostra come una parte consistente del campione riconosca il carattere democratico dei Paesi dell’Unione, senza tuttavia considerarlo pienamente consolidato o immune da possibili criticità. La necessità di proteggere le istituzioni democratiche rappresenta quindi uno degli elementi centrali emersi dalla rilevazione.
Il 26,7% esprime un giudizio positivo sulla democrazia europea
Una seconda quota di intervistati manifesta una valutazione più nettamente positiva. Il 26,7% ritiene che nei Paesi dell’Unione Europea vi sia democrazia, esprimendo anche un confronto favorevole rispetto ad altre grandi potenze mondiali. La risposta proposta dal sondaggio recita: “Sì, sicuramente più che in Usa, Russia o Cina, e dobbiamo vigilare contro i tentativi dei populisti di rendere i Paesi meno democratici”. Questa posizione associa quindi il riconoscimento della democrazia europea alla necessità di vigilare su possibili tentativi di indebolimento delle istituzioni. Sommando questa percentuale al 34,7% di chi considera la democrazia europea fragile ma presente, si raggiunge il 61,4% di valutazioni complessivamente favorevoli al riconoscimento della democrazia nei Paesi UE.
Il 37,3% degli intervistati mette in discussione la democrazia europea
Il sondaggio evidenzia anche una componente rilevante di opinioni critiche. Complessivamente, il 37,3% degli intervistati sceglie una delle due risposte che negano l’effettiva presenza della democrazia nei Paesi dell’Unione Europea. Nel dettaglio, il 16,1% ritiene che la democrazia sia prevalentemente formale e che le decisioni siano condizionate dagli interessi di gruppi ristretti o di una classe politica giudicata negativamente. La formulazione esatta della risposta è: “In realtà no, la democrazia è solo di facciata, a dominare sono gli interessi particolari di pochi o a una classe politica prevalentemente corrotta e incapace”. Una percentuale ancora più elevata, pari al 21,2%, esprime invece un giudizio radicalmente negativo sul ruolo dell’Unione Europea e sul rapporto tra istituzioni comunitarie e sovranità nazionale. Questi intervistati scelgono l’affermazione: “No, affatto, l’Ue è stata creata proprio per eliminare la sovranità e la democrazia dei Paesi, asservendoli ai poteri finanziari e a una élite ristretta”.
Si tratta di opinioni espresse attraverso le risposte al questionario, non di fatti accertati sul funzionamento delle istituzioni europee.
Tutti i risultati del sondaggio sulla democrazia nei Paesi UE
Alla domanda “Secondo lei nei Paesi UE c’è democrazia?”, gli intervistati hanno risposto nel seguente modo:
Sì, sicuramente più che negli Stati Uniti, in Russia o in Cina, con necessità di vigilare sui tentativi di indebolimento democratico: 26,7%.
Sì, mediamente, ma con differenze tra i Paesi e una democrazia fragile da proteggere: 34,7%.
No, la democrazia è soltanto di facciata e prevalgono gli interessi particolari: 16,1%.
No, l’Unione Europea sarebbe stata creata per eliminare la sovranità e la democrazia dei Paesi: 21,2%.
Non sa o preferisce non rispondere: 1,3%.
Tra fiducia e sfiducia, il dibattito sul funzionamento delle istituzioni europee
La rilevazione mette in evidenza la presenza di orientamenti differenti sul funzionamento della democrazia nell’Unione Europea. Da una parte, la maggioranza degli intervistati ne riconosce l’esistenza, pur esprimendo in molti casi preoccupazione per la sua fragilità. Dall’altra, oltre un terzo del campione manifesta sfiducia o giudizi fortemente critici. È importante osservare che il sondaggio propone risposte articolate, nelle quali il giudizio sulla presenza della democrazia è associato anche a valutazioni sui populismi, sulla classe politica, sulla sovranità nazionale e sul ruolo dei poteri finanziari. Le percentuali misurano pertanto l’adesione degli intervistati alle specifiche affermazioni presentate, senza consentire di separare completamente questi diversi aspetti. Il risultato più frequente rimane quello di chi considera la democrazia europea una realtà da proteggere, mentre le posizioni più critiche rappresentano una componente significativa delle opinioni rilevate.
Come è stato realizzato il sondaggio di Termometro Politico
Il sondaggio è stato condotto da Termometro Politico attraverso il metodo CAWI, basato sulla raccolta di risposte mediante questionari online. La rilevazione comprende 2.400 interviste effettuate tra il 4 e il 5 novembre 2026 e fotografa le opinioni espresse dal campione nel periodo considerato. Il grafico non riporta confronti con precedenti rilevazioni, per cui non è possibile stabilire se la fiducia nella democrazia europea sia aumentata o diminuita nel tempo.



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