Si accende lo scontro politico in Sicilia tra Sud chiama Nord e Tommaso Calderone. Il coordinatore regionale del movimento, Danilo Lo Giudice, interviene con una dura nota nei confronti del parlamentare, contestandone il percorso politico e respingendo le critiche rivolte a Sud chiama Nord. Al centro della polemica ci sono il passaggio di Calderone da Forza Italia al movimento di Roberto Vannacci, il suo precedente sostegno al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e le vicende amministrative ed elettorali di Barcellona Pozzo di Gotto. Lo Giudice accusa Calderone di incoerenza politica, sostenendo che le sue attuali posizioni siano in contrasto con le scelte compiute negli anni precedenti. Il coordinatore regionale di Sud chiama Nord richiama inoltre il rapporto del parlamentare con gli amministratori locali che in passato lo avevano sostenuto, affermando che molti di loro avrebbero preso le distanze dalle sue decisioni.
Lo Giudice contro Calderone: “parla di contraddizioni politiche, ma guardi alle sue scelte”
La replica di Danilo Lo Giudice prende le mosse dalle dichiarazioni di Tommaso Calderone sulle contraddizioni politiche. Il coordinatore regionale di Sud chiama Nord ribalta le contestazioni, ricordando il precedente sostegno del parlamentare al governatore siciliano Renato Schifani e il successivo cambio di collocazione politica. “Quando l’onorevole Tommaso Calderone parla di contraddizioni politiche, ci viene da sorridere. L’On. Calderone è lo stesso che per anni ha sostenuto attivamente il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, salvo poi uscire da Forza Italia per andare con Vannacci e iniziare ad attaccare tutto ciò che ruota proprio attorno al governatore Schifani. Inoltre, vorremmo ricordare all’On. Calderone che a Roma ha lasciato la maggioranza che sostiene il governo per andare con Vannacci e fare da stampella all’opposizione di centrosinistra. Ci risparmi dunque la paternale e guardi bene alle sue scelte, che vediamo non essere state condivise da molti amministratori che l’hanno mollato”. Il riferimento al percorso politico di Calderone rappresenta uno dei punti principali dell’attacco. Secondo Lo Giudice, il parlamentare avrebbe modificato radicalmente la propria posizione rispetto agli equilibri politici regionali e nazionali, passando dal sostegno alla maggioranza a un atteggiamento di forte critica nei confronti degli stessi interlocutori politici.
Lo scontro si sposta a Barcellona Pozzo di Gotto: il riferimento alla vittoria di Melangela Scolaro
La nota affronta anche le vicende politiche di Barcellona Pozzo di Gotto, richiamando il risultato amministrativo rivendicato da Sud chiama Nord con Melangela Scolaro. Lo Giudice collega le critiche del parlamentare agli esiti del confronto politico locale e alla recente pronuncia del Tribunale amministrativo regionale di Catania sulla raccolta delle firme del movimento. “Capiamo bene che l’On. Tommaso Calderone stia ancora smaltendo la doppia batosta subita a Barcellona Pozzo di Gotto, dove Sud chiama Nord, con Melangela Scolaro Sindaco, ha vinto mandando a casa l’amministrazione uscente, a cui si aggiunge la recente sentenza del TAR di Catania che ha confermato la legittimità della raccolta firme di Sud chiama Nord a Messina e Barcellona Pozzo di Gotto”. Il coordinatore regionale presenta quindi la vittoria amministrativa a Barcellona Pozzo di Gotto e la decisione del TAR come due elementi significativi nel confronto con Calderone. Il riferimento alla sentenza riguarda, secondo quanto riportato nella nota, la legittimità della raccolta delle firme effettuata da Sud chiama Nord nei territori di Messina e Barcellona Pozzo di Gotto.
La polemica sulle risorse ai Comuni e sulle “mancette” all’ARS
Un ulteriore elemento di scontro riguarda il tema delle risorse economiche destinate ai Comuni siciliani e delle cosiddette “mancette” all’Assemblea Regionale Siciliana. Lo Giudice contesta a Calderone di aver assunto oggi una posizione critica nei confronti di un sistema di finanziamenti del quale, secondo quanto sostiene, lo stesso parlamentare avrebbe in passato rivendicato i risultati. “In chiusura, vorremmo chiedere all’On. Calderone – che oggi si batte il petto contro le “mancette” all’ARS – come mai fino a poco tempo fa rivendicava con orgoglio le risorse ottenute per diversi comuni?”. Con questa domanda, il coordinatore regionale di Sud chiama Nord mette in discussione la coerenza delle posizioni espresse da Calderone sul tema della distribuzione delle risorse pubbliche, richiamando il suo precedente impegno politico a favore dei finanziamenti destinati alle amministrazioni locali.
Lo Giudice: “con Vannacci può indossare un abito nuovo, ma noi lo conosciamo perfettamente”
La parte conclusiva dell’intervento assume toni particolarmente netti. Danilo Lo Giudice invita Calderone a proseguire il proprio percorso politico senza rivolgere ulteriori attacchi a Sud chiama Nord, rivendicando la conoscenza del suo passato politico e chiedendo rispetto per la comunità rappresentata dal movimento. “Insomma, capiamo la sua necessità di indossare un abito nuovo. Può farlo a Roma con Vannacci, che non lo conosce bene, ma noi invece lo conosciamo perfettamente. Faccia la sua strada, la smetta di gettare fango su Sud chiama Nord e rispetti la nostra comunità”. La presa di posizione del coordinatore regionale evidenzia la distanza politica tra Sud chiama Nord e Tommaso Calderone, in un confronto che coinvolge gli equilibri del centrodestra siciliano, i rapporti con il presidente della Regione Renato Schifani e il percorso del parlamentare nel movimento di Roberto Vannacci.


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