Sicilia, De Luca presenta oltre 100 proposte per la Finanziaria: “1 miliardo per la Super ZES, basta usare i Comuni come bancomat”

Il leader di Sud chiama Nord ha spiegato che il gruppo parlamentare intende contribuire alla definizione della manovra finanziaria regionale attraverso un pacchetto di interventi attualmente in fase di elaborazione.

Oltre cento proposte per la Legge di Stabilità regionale 2027-2029, suddivise in nove macroaree, con interventi che spaziano dal sostegno alle imprese al rafforzamento degli enti locali, dalla riorganizzazione della pubblica amministrazione alla sanità. È il pacchetto di misure presentato questa mattina, martedì 3 novembre, all’Assemblea Regionale Siciliana, dal gruppo parlamentare di Sud chiama Nord. A illustrare le principali proposte è stato Cateno De Luca, che ha annunciato l’intenzione di trasmettere il documento al presidente della Regione Renato Schifani, chiedendo l’apertura di un confronto prima dell’approvazione del disegno di legge da parte della Giunta. Tra le richieste principali figurano un miliardo di euro nel triennio per la Super ZES siciliana, maggiori garanzie sui trasferimenti regionali ai Comuni, l’istituzione di un Direttore generale della Regione, un ruolo più incisivo dei sindaci nella valutazione dei servizi sanitari e l’adeguamento della normativa siciliana sul terzo mandato dei primi cittadini.

Legge di Stabilità Sicilia 2027-2029, De Luca chiede un confronto a Schifani

Il leader di Sud chiama Nord ha spiegato che il gruppo parlamentare intende contribuire alla definizione della manovra finanziaria regionale attraverso un pacchetto di interventi attualmente in fase di elaborazione. “Mi dicono che domani dovrebbe andare in Giunta la proposta di Legge di Stabilità 2027-2029 del Governo Schifani. Oggi scriverò al presidente e trasmetteremo le nostre cento proposte. Se vogliono cento più IVA, ne abbiamo abbastanza per poter incidere sul funzionamento della macchina amministrativa e soprattutto sulle prospettive strategiche della nostra terra. Se il Governo vorrà ascoltarci, saremo ben lieti di contribuire già nella fase di approvazione del disegno di legge in Giunta. Diversamente faremo la nostra parte nelle commissioni e in Aula”, ha dichiarato Cateno De Luca.

Super ZES Sicilia, la proposta di un miliardo di euro per il triennio 2027-2029

Uno dei punti centrali della manovra proposta da Sud chiama Nord riguarda il rifinanziamento della Super ZES siciliana, il meccanismo regionale che integra il credito d’imposta previsto dalla ZES unica nazionale per sostenere gli investimenti delle imprese. “La Super ZES è una norma che Sud chiama Nord ha fortemente voluto e sostenuto. Con la variazione di bilancio sono stati stanziati 209 milioni di euro riferiti all’anno fiscale 2025, consentendo agli imprenditori che hanno investito in Sicilia di arrivare alla compensazione del 100% del credito d’imposta maturato, nei limiti delle intensità massime di aiuto previste dalla normativa europea”, ha ricordato De Luca.

Secondo i dati richiamati dal leader del movimento, nel 2025 gli investimenti realizzati in Sicilia hanno superato i quattro miliardi di euro. Il meccanismo regionale consentirebbe inoltre di incrementare di circa il 20% la copertura del credito d’imposta rispetto alle sole risorse nazionali. L’obiettivo è rendere strutturale la misura, garantendo continuità agli incentivi fiscali e offrendo alle imprese una prospettiva pluriennale. “Questa è la vera fiscalità di vantaggio. Chi investe in Sicilia deve avere una convenienza concreta rispetto ad altri territori. Per questo chiediamo al Governo di destinare almeno un miliardo di euro nel triennio 2027-2029, assicurando continuità al meccanismo per gli anni fiscali 2026, 2027 e 2028. Dobbiamo dare agli imprenditori certezze e una prospettiva pluriennale”, ha spiegato. “Con questa operazione possiamo dare un messaggio strategico non soltanto ai nostri imprenditori, ma anche a chi oggi valuta dove investire. La Sicilia deve diventare un territorio nel quale conviene insediare attività produttive, creare occupazione e generare nuova ricchezza”, ha aggiunto De Luca.

Fondi ai Comuni, De Luca: “non possono essere il bancomat della Regione”

Un’altra proposta riguarda la stabilità dei trasferimenti regionali agli enti locali. Sud chiama Nord chiede l’introduzione di un principio di intangibilità triennale del Fondo per le autonomie locali, per consentire ai Comuni di programmare le proprie attività senza il rischio di riduzioni delle risorse durante il periodo di riferimento. “Oggi chiediamo ai sindaci di approvare i bilanci entro il 31 dicembre, ma nel frattempo Stato e Regione modificano le risorse loro destinate, costringendo gli enti a continue variazioni di bilancio. È un sistema che produce incertezza, rallenta la programmazione e penalizza soprattutto i Comuni che rispettano le scadenze”, ha osservato De Luca.

La proposta prevede di definire per legge un quadro triennale dei finanziamenti, comprendendo sia i trasferimenti ordinari sia le somme necessarie per assicurare i servizi essenziali. “Vogliamo fotografare il fabbisogno degli enti locali e garantire per tre anni risorse certe, che potranno essere incrementate ma non ridotte. Non è accettabile che il fondo dei Comuni venga utilizzato come un bancomat per coprire le difficoltà della gestione regionale. Chi governa deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte senza scaricarne le conseguenze sui sindaci e sui cittadini”, ha dichiarato. Il leader di Sud chiama Nord ha ricordato che il Fondo per le autonomie locali sarebbe passato da oltre un miliardo di euro nel 2012 a circa 365 milioni, sottolineando la necessità di garantire maggiore certezza finanziaria alle amministrazioni comunali.

“Abbiamo già contribuito a modificare il sistema dei trasferimenti, consentendo ai Comuni di ricevere prima le risorse ed evitare il ricorso alle anticipazioni di tesoreria, con un risparmio sugli interessi. Ora dobbiamo completare questo percorso, introducendo una programmazione triennale stabile. È una norma di buon senso, che non comporta nuovi costi e restituisce autonomia agli enti locali”, ha aggiunto. Tra gli ulteriori interventi proposti figura anche l’introduzione di strumenti preventivi di riconciliazione dei bilanci tra Comuni e società partecipate, per migliorare il coordinamento tra trasferimenti, crediti, debiti e obiettivi delle amministrazioni.

Regione Siciliana, la proposta di istituire un Direttore generale

Nel pacchetto di misure trova spazio anche una proposta di riorganizzazione della macchina amministrativa regionale, attraverso l’istituzione della figura del Direttore generale della Regione Siciliana. Secondo il modello illustrato, il nuovo vertice amministrativo dovrebbe coordinare i dipartimenti regionali, verificare l’attuazione degli obiettivi strategici, monitorare i tempi di realizzazione degli interventi e favorire l’accelerazione della spesa pubblica. La figura opererebbe in raccordo con il presidente della Regione e, nei casi previsti, potrebbe attivare procedure di diffida e sostituzione per superare ritardi e inadempienze amministrative. De Luca ha espresso perplessità sulla riforma della dirigenza attualmente all’esame dell’Ars, ritenendo che non affronti adeguatamente i problemi di funzionamento dell’amministrazione. “Non ho capito che cosa ci sia di realmente riformatore in questa proposta. Si interviene sulle fasce e su alcuni aspetti organizzativi, ma non si affronta il problema fondamentale: il funzionamento della macchina amministrativa. Paradossalmente oggi un sindaco di una città metropolitana ha strumenti di intervento più efficaci rispetto al presidente della Regione”, ha sostenuto.

“Non vogliamo invadere le competenze gestionali dei dirigenti. La distinzione tra indirizzo politico e gestione deve rimanere, ma chi governa deve avere strumenti per pretendere il raggiungimento degli obiettivi nei tempi stabiliti. Non possiamo continuare ad avere procedure che rallentano ogni decisione e rendono estremamente difficile intervenire sulle inefficienze”, ha precisato. Il gruppo parlamentare ha annunciato che dedicherà una specifica conferenza stampa alle proposte sulla dirigenza e sulla riorganizzazione dell’amministrazione regionale.

Sanità siciliana, più poteri ai sindaci nella valutazione dei servizi

Le proposte di Sud chiama Nord interessano anche il sistema sanitario regionale, con particolare attenzione al ruolo dei sindaci nella verifica della qualità dell’assistenza e nella valutazione dell’operato dei dirigenti sanitari. “I sindaci sono le sentinelle dei territori. Devono poter intervenire quando un ospedale non funziona e devono poter esprimere una valutazione sulla qualità dei servizi e sull’operato dei manager e dei dirigenti sanitari. Non possiamo lasciare che la valutazione della sanità rimanga circoscritta al rapporto tra chi nomina e chi viene nominato”, ha affermato De Luca. L’obiettivo dichiarato è ampliare il sistema dei controlli, coinvolgendo anche i rappresentanti istituzionali delle comunità locali e introducendo criteri di valutazione basati sui risultati. “La politica deve assumersi la responsabilità delle nomine, ma servono controlli plurimi, trasparenti e fondati sui risultati. Solo così possiamo rompere quei meccanismi patologici che troppo spesso hanno condizionato il funzionamento della sanità siciliana”, ha aggiunto.

Terzo mandato dei sindaci, De Luca chiede l’intervento dell’Ars

Durante la conferenza stampa è stato affrontato anche il tema del terzo mandato consecutivo dei sindaci siciliani. De Luca ha annunciato di aver scritto al presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, per sollecitare la convocazione della Conferenza dei capigruppo e la calendarizzazione della relativa norma. “In Sicilia continua a esistere una disparità rispetto alla normativa nazionale. Mentre lo Stato ha eliminato il limite dei mandati per i Comuni sotto i cinquemila abitanti e ne consente tre consecutivi per quelli fino a quindicimila, la nostra Regione mantiene regole più restrittive. È un’anomalia che deve essere superata”, ha dichiarato.

Il leader di Sud chiama Nord ha richiamato anche il caso del sindaco di Serradifalco, rieletto nonostante i limiti previsti dalla disciplina regionale, sostenendo la necessità di un intervento normativo capace di garantire certezza giuridica. “Il Governo regionale non può continuare a lasciare irrisolta una situazione del genere. Il Parlamento deve intervenire per allineare la disciplina siciliana a quella nazionale. Non è accettabile che i sindaci continuino a subire disparità di trattamento rispetto agli altri livelli istituzionali”, ha sottolineato.

Finanziaria Sicilia, De Luca: “possiamo votare sì, no oppure astenerci”

Un ultimo passaggio della conferenza stampa ha riguardato la posizione che Sud chiama Nord assumerà durante l’esame della Legge di Stabilità e il rapporto con la maggioranza regionale. De Luca ha chiarito che gli accordi politici nazionali con il centrodestra non determineranno automaticamente le scelte del gruppo parlamentare all’Ars. “L’accordo nazionale con il centrodestra è un accordo nazionale e prevede mani libere in Sicilia. Chi vuole chiarimenti può rivolgersi ai propri leader nazionali. Noi non abbiamo alcuna subordinazione rispetto alle dinamiche della maggioranza regionale”, ha affermato.

Il voto sulla manovra, secondo il leader del movimento, dipenderà dalla disponibilità del Governo Schifani a confrontarsi sulle proposte presentate. “Possiamo votare sì, possiamo votare no, possiamo fare ostruzionismo costruttivo però intervenendo su ogni singola norma. Se il Governo si apre a proposte di buon senso, possiamo anche sostenere il percorso della Legge di Stabilità con una plateale astensione. Se invece non intende accogliere le nostre proposte, in Aula valuteremo articolo per articolo che cosa fare”, ha spiegato De Luca. La disponibilità al confronto viene quindi presentata come una valutazione legata ai contenuti della manovra, senza un impegno preventivo a sostenere la maggioranza regionale. “Se il Governo vuole darci un motivo per votare la Legge di Stabilità, deve dimostrare un’apertura alle nostre proposte. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, ma vogliamo risposte concrete sulle questioni che riguardano il futuro della Sicilia”, ha concluso Cateno De Luca.