Sanità in Sicilia, disavanzo verso i 400 milioni: la Regione punta su Azienda Zero per tagliare i costi

Il governo Schifani inserisce nella Nadefr 2027-2029 una riorganizzazione del sistema sanitario regionale: acquisti centralizzati, procedure uniformi e un sistema informativo unico per controllare la spesa. Dopo le prime stime di un buco da 650 milioni, attesa una nuova verifica dei conti dopo il 15 novembre

La Regione Siciliana punta su una riorganizzazione del sistema sanitario per contenere la spesa e affrontare il crescente disavanzo dei conti. Tra le principali misure previste dal governo di Renato Schifani figura l’istituzione di Azienda Zero, una struttura destinata a centralizzare gli acquisti della sanità regionale, ridurre i costi e migliorare l’efficienza amministrativa. La proposta è contenuta nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza regionale (Nadefr) 2027-2029, approvata dalla giunta, e si inserisce nella strategia per fronteggiare un disavanzo che nel 2026 potrebbe raggiungere i 400 milioni di euro.

Sanità siciliana, il disavanzo 2026 potrebbe arrivare a 400 milioni di euro

Le prime stime elaborate sulla base dei conti delle aziende sanitarie al 30 giugno 2026 avevano evidenziato un disavanzo di circa 650 milioni di euro. Un dato che ha spinto il governo regionale ad adottare misure di contenimento della spesa e a rafforzare il monitoraggio dell’attività dei manager delle aziende sanitarie e ospedaliere. Secondo le previsioni della Regione, gli interventi già avviati dovrebbero consentire di ridurre il disavanzo a circa 400 milioni di euro, mantenendolo entro la soglia del 5% prevista dalla normativa nazionale. Il quadro finanziario sarà sottoposto a una nuova valutazione dopo il 15 novembre, quando saranno disponibili i dati relativi al terzo trimestre dell’anno. Soltanto allora sarà possibile verificare con maggiore precisione l’efficacia delle misure adottate e l’andamento effettivo dei conti sanitari.

Le risorse stanziate dalla Regione per coprire il disavanzo sanitario

Per affrontare lo squilibrio finanziario, la Regione Siciliana ha già previsto specifiche risorse. Nel rendiconto 2025 sono stati accantonati 300 milioni di euro, ai quali si aggiunge uno stanziamento annuo di 103,936 milioni di euro per il triennio 2027-2029. Il problema dei conti della sanità siciliana non riguarda soltanto il 2026. Già nel 2025, infatti, il sistema sanitario regionale aveva registrato un disavanzo di circa 104 milioni di euro. Il peggioramento delle stime per l’anno in corso ha quindi reso necessario un intervento che, oltre alle risorse finanziarie, punta a modificare l’organizzazione e la gestione della spesa sanitaria.

Azienda Zero in Sicilia: acquisti centralizzati di farmaci, dispositivi e apparecchiature

Il principale elemento della strategia regionale è rappresentato dalla nascita di Azienda Zero, un modello organizzativo già adottato in altre regioni italiane, tra cui Veneto, Piemonte e Calabria. La nuova struttura avrà il compito di operare come centrale unica di committenza della sanità siciliana, gestendo gare e acquisti per conto del sistema sanitario regionale. Le procedure riguarderanno in particolare farmaci, dispositivi medici, tecnologie sanitarie e grandi apparecchiature. L’obiettivo è superare la frammentazione degli acquisti effettuati dalle singole aziende sanitarie, attraverso procedure uniformi e prezzi omogenei. La centralizzazione dovrebbe consentire di ottenere economie di scala, eliminare duplicazioni amministrative e migliorare l’utilizzo delle risorse pubbliche. Secondo l’impostazione prevista dal governo regionale, i risparmi ottenuti attraverso questa riorganizzazione potranno essere destinati all’assistenza sanitaria, contribuendo a rendere più sostenibile il funzionamento del sistema.

Un sistema informativo unico per controllare i conti delle aziende sanitarie

Accanto all’istituzione di Azienda Zero, la Nadefr prevede un secondo intervento strutturale: la realizzazione di un sistema unico informativo contabile per tutte le aziende del servizio sanitario regionale. La nuova piattaforma dovrà consentire di monitorare in tempo reale costi, consumi e bilanci, permettendo alla Regione di individuare eventuali inefficienze e intervenire tempestivamente in presenza di scostamenti rispetto agli obiettivi di spesa. Il sistema punta quindi a rafforzare la capacità di controllo e programmazione economica, rendendo più immediata la verifica dell’andamento finanziario delle aziende sanitarie e ospedaliere.

La sfida della Regione: risanare i conti senza compromettere l’assistenza sanitaria

La strategia del governo Schifani si sviluppa dunque su due direttrici: da una parte il contenimento immediato del disavanzo sanitario, dall’altra una riorganizzazione strutturale destinata a migliorare la gestione delle risorse nel medio e lungo periodo. La centralizzazione degli acquisti attraverso Azienda Zero e l’introduzione di strumenti informatici condivisi dovrebbero contribuire a ridurre gli sprechi e a rendere più efficiente il controllo della spesa. L’obiettivo dichiarato dalla Regione è garantire la sostenibilità finanziaria della sanità siciliana senza compromettere i livelli essenziali di assistenza. Un primo passaggio per valutare l’andamento dei conti sarà rappresentato dalla verifica dei dati del terzo trimestre, attesa dopo il 15 novembre.