San Giorgio Morgeto, Marina Valensise presenta “Un cuore greco”: il ritorno ai classici nel Convento dei Domenicani restaurato

La giornalista e scrittrice, di origini calabresi, protagonista di un incontro dedicato all'attualità della tragedia greca e al rapporto tra libertà, potere e responsabilità. La giornata è stata anche un'occasione per scoprire il convento recuperato con i fondi del PNRR, la memoria di Tommaso Campanella e gli arredi realizzati dai detenuti di Laureana di Borrello.

La tragedia greca torna a interrogare il presente nel cuore della Calabria, tra riflessioni sulla libertà, sui rischi del potere assoluto e sulla responsabilità individuale. Il Convento dei Domenicani di San Giorgio Morgeto, recentemente restaurato grazie ai fondi del PNRR, ha ospitato la presentazione di “Un cuore greco. Il ritorno ai Classici nel Novecento”, il libro pubblicato da Neri Pozza e firmato da Marina Valensise, giornalista, scrittrice e consigliera delegata della Fondazione INDA, Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa. Un incontro che ha assunto un significato particolare anche per il legame dell’autrice con la Calabria, essendo di origini polistenesi per parte paterna e palmesi per parte materna. La presentazione è diventata un’occasione di confronto sul valore della cultura classica e sulla sua capacità di offrire strumenti per comprendere le contraddizioni della società contemporanea. Accanto alla riflessione letteraria, la giornata ha consentito di valorizzare il patrimonio storico e architettonico del territorio, attraverso la visita al complesso conventuale recuperato e agli spazi dedicati alla memoria di Tommaso Campanella.

Marina Valensise e il ritorno alla tragedia greca per comprendere il presente

Al centro dell’incontro il volume “Un cuore greco. Il ritorno ai Classici nel Novecento”, attraverso il quale Marina Valensise affronta il rapporto tra la cultura dell’antica Grecia e il pensiero contemporaneo, soffermandosi sull’eredità dei miti, della filosofia e della tragedia. A dialogare con l’autrice è stata Angelica Pedatella, che ha guidato la conversazione attraverso i principali temi del libro, favorendo approfondimenti sul significato del ritorno ai classici nella cultura del Novecento. Alcuni passaggi dell’opera sono stati interpretati dall’attrice Maria Condrò, che attraverso la lettura ha accompagnato il pubblico nelle atmosfere della narrazione. L’appuntamento ha offerto così un confronto tra letteratura, teatro e filosofia, mettendo in evidenza come le grandi domande affrontate dagli autori greci continuino a conservare un significato anche nella società contemporanea. Il tema centrale è stato quello della necessità di “tornare al tragico”, non per recuperare semplicemente un genere letterario del passato, ma per ritrovare una prospettiva capace di confrontarsi con i conflitti fondamentali dell’esistenza umana. Una riflessione che ha posto al centro il rapporto tra individuo e potere, tra coscienza e obbedienza, tra libertà e destino, mostrando quanto i temi della tragedia greca siano ancora presenti nelle tensioni e nelle contraddizioni del mondo moderno.

Dal pensiero di Albert Camus ai totalitarismi: il significato attuale del tragico

Il confronto ha approfondito anche il riferimento al “cuore greco” di Albert Camus e alla storia dei regimi totalitari del Novecento, collegando l’eredità della cultura classica alle esperienze politiche e sociali dell’età contemporanea. La tragedia greca è stata considerata non soltanto come una forma artistica, ma anche come uno strumento attraverso il quale riflettere sui limiti del potere e sulle responsabilità dell’individuo. Nel mondo tragico, infatti, i protagonisti sono spesso chiamati a confrontarsi con scelte difficili, nelle quali entrano in conflitto la legge e la coscienza, la libertà personale e l’obbedienza all’autorità. Questioni che hanno trovato nuove manifestazioni anche nella storia del Novecento, soprattutto nei contesti segnati dall’affermazione delle ideologie totalitarie e dalla negazione dei diritti fondamentali. La riflessione proposta durante l’incontro ha evidenziato come il tragico possa emergere ogni volta che il potere pretende di cancellare la libertà individuale, quando l’obbedienza sostituisce la responsabilità personale e quando la dignità umana viene subordinata a una presunta ragione superiore. In questa prospettiva, il ritorno alla cultura greca rappresenta un’occasione per recuperare la consapevolezza dei limiti dell’agire umano e la necessità di conservare una dimensione etica nelle scelte individuali e collettive. Il mondo classico non viene dunque presentato come un passato distante da osservare con nostalgia, ma come una radice ancora viva della civiltà contemporanea, capace di mettere in discussione certezze e comportamenti.

Il Convento dei Domenicani restaurato con il PNRR: un nuovo spazio culturale per San Giorgio Morgeto

La presentazione del libro ha rappresentato anche un’occasione per valorizzare il Convento dei Domenicani di San Giorgio Morgeto, recentemente recuperato e restituito alla collettività grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La scelta della sede ha assunto un significato che va oltre la suggestione architettonica, perché ha consentito ai partecipanti di conoscere da vicino un importante luogo della storia e della cultura del territorio. Prima dell’incontro letterario, infatti, è stata organizzata una visita al complesso conventuale, durante la quale il pubblico ha potuto scoprire gli ambienti restaurati, la biblioteca e la sala immersiva dedicata a Tommaso Campanella. Il filosofo calabrese, che proprio a San Giorgio Morgeto compì parte del proprio percorso di studi, rappresenta uno dei principali legami tra il convento e la storia del pensiero. La visita ha permesso di approfondire questa eredità culturale e di osservare come il recupero degli spazi storici possa contribuire alla costruzione di nuove occasioni di conoscenza, incontro e partecipazione. Il complesso dei Domenicani si propone così come un luogo capace di ospitare iniziative culturali e valorizzare la memoria del territorio, intrecciando la propria storia con le attività e le esigenze della comunità contemporanea.

Gli arredi realizzati dai detenuti di Laureana di Borrello: cultura, artigianato e reinserimento sociale

Un altro momento significativo della giornata è stato dedicato alla visita della sala consiliare, caratterizzata dalla presenza di arredi in legno massello realizzati dai detenuti della Casa di Reclusione di Laureana di Borrello. Si tratta di manufatti frutto delle competenze artigianali delle persone coinvolte, che rappresentano un esempio del valore educativo e rieducativo del lavoro all’interno del sistema penitenziario. La presenza di questi arredi in uno spazio istituzionale richiama l’importanza delle opportunità di formazione e di valorizzazione delle capacità individuali, mostrando come l’impegno artigianale possa contribuire a percorsi di responsabilità e riscatto personale. Il progetto assume inoltre un particolare significato per il territorio attraverso il legame con Stefano Carmine De Michele, originario di San Giorgio Morgeto e capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. La visita ha così aggiunto alla dimensione letteraria e filosofica della presentazione anche una riflessione sul rapporto tra cultura, legalità e inclusione sociale, attraverso un’esperienza concreta nella quale il lavoro dei detenuti viene valorizzato all’interno di un edificio pubblico. Un elemento che ha contribuito ad arricchire il significato complessivo della giornata, mettendo in relazione il patrimonio architettonico del convento con il valore umano e sociale delle attività artigianali.

La partecipazione delle istituzioni e il valore della collaborazione tra territori

Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali dell’assessore del Comune di San Giorgio Morgeto, Tina Gullone, che ha portato ai presenti il saluto del sindaco Valerioti, e l’intervento dell’assessore alla Cultura del Comune di Taurianova, Maria Concetta Valotta. La partecipazione delle rappresentanti istituzionali ha sottolineato il valore dell’iniziativa e l’importanza di costruire collaborazioni tra amministrazioni e territori attraverso appuntamenti dedicati alla cultura e alla conoscenza. La presenza di Marina Valensise, con le sue origini familiari legate a Polistena e Palmi e il suo ruolo nella Fondazione INDA di Siracusa, ha contribuito a creare un collegamento tra la Calabria e una delle più importanti istituzioni italiane impegnate nella valorizzazione del teatro classico. La giornata ha così messo in relazione esperienze e patrimoni differenti, dalla letteratura alla filosofia, dall’architettura storica alla cultura teatrale, fino al valore sociale del lavoro e dell’inclusione. Un percorso che ha trovato nel Convento dei Domenicani un luogo particolarmente significativo, capace di riunire memoria del passato e prospettive di utilizzo culturale degli spazi restituiti alla comunità.

La presentazione di “Un cuore greco” si è conclusa lasciando al centro della riflessione l’attualità delle grandi domande affrontate dalla cultura classica. Il rapporto tra libertà e potere, la responsabilità delle scelte individuali, il riconoscimento del male e la tutela della dignità umana sono temi che continuano ad attraversare la storia, pur assumendo forme differenti nelle diverse epoche. La giornata di San Giorgio Morgeto ha intrecciato queste questioni con la valorizzazione di un patrimonio locale composto da luoghi, memorie e persone: il libro di Marina Valensise, il Convento dei Domenicani recuperato grazie al PNRR, l’eredità filosofica di Tommaso Campanella e il contributo artigianale dei detenuti di Laureana di Borrello. Un insieme di esperienze che dimostra come la cultura possa diventare occasione di dialogo tra passato e presente e contribuire alla crescita della comunità. Il ritorno ai classici, in questa prospettiva, non rappresenta soltanto un esercizio di memoria, ma un’opportunità per interrogarsi sulle contraddizioni del nostro tempo e sulla necessità di difendere i valori della libertà, della responsabilità e della dignità umana.

San Giorgio Morgeto, Marina Valensise presenta Un cuore greco il ritorno ai classici nel Convento dei Domenicani restaurato