Un discorso pronunciato nel Parlamento italiano che finisce al centro dell’attenzione anche in Iran. Il protagonista è Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, che martedì 3 novembre 2026 ha annunciato alla Camera due impegni per un eventuale futuro governo: riconoscere lo Stato di Palestina e interrompere l’accordo di cooperazione militare tra Italia e Israele.
Le dichiarazioni dell’ex presidente del Consiglio hanno avuto una risonanza internazionale, trovando spazio anche nell’informazione iraniana. Testate come Asr Iran e Hamshahri hanno ripreso la promessa di Conte, dedicandole titoli in persiano e riportando la sua intenzione di modificare radicalmente la politica italiana nei confronti di Israele.
Conte alla Camera: riconoscimento della Palestina e stop alla cooperazione militare con Israele
L’intervento è arrivato durante il dibattito parlamentare sulla richiesta di esaminare con urgenza una proposta di legge contro l’importazione di beni e servizi provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati.
Conte ha trasformato il proprio intervento in un annuncio sulle scelte di politica estera che intende sostenere in caso di ritorno al governo.
“Quando ci insedieremo, riconoscimento dello Stato di Palestina”, ha dichiarato il leader del M5S, tra gli applausi dei deputati del Movimento e di esponenti del Partito Democratico.
Subito dopo, l’annuncio dello strappo nei rapporti militari con Israele: “quando ci insedieremo, strapperemo l’accordo di cooperazione militare con Israele”.
Una promessa politica particolarmente significativa, perché riguarda non soltanto il riconoscimento diplomatico della Palestina, ma anche il futuro della collaborazione militare tra Roma e Tel Aviv.
La Camera boccia l’urgenza: 149 contrari e 109 favorevoli
Il discorso si è concluso con un risultato parlamentare contrario alla richiesta delle opposizioni. La Camera dei Deputati ha respinto la procedura d’urgenza per la proposta di legge sul divieto di importazione di beni e servizi dagli insediamenti israeliani, con 149 voti contrari e 109 favorevoli.
La richiesta era stata avanzata da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, con il sostegno anche di Italia Viva e Più Europa. Il voto non ha riguardato l’approvazione definitiva della proposta, ma soltanto la possibilità di accelerarne l’esame parlamentare.
Resta il significato politico dell’intervento di Conte: il riconoscimento della Palestina e la rottura dell’accordo militare con Israele vengono presentati come due priorità di un futuro governo. Se il regime dell’Iran dovesse esprimere il proprio voto alle prossime elezioni, sapremmo chi sceglierebbe.


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