Riace, Minasi (Lega) su Lucano dopo il commissariamento: “fallimento totale, la sinistra lascia disastri e voragini di bilancio”

Minasi interviene sulla sospensione del Consiglio comunale di Riace e sulla nomina dei commissari prefettizi. Dure accuse all'amministrazione guidata da Mimmo Lucano e al suo modello politico

Il commissariamento del Comune di Riace accende lo scontro politico in Calabria. Dopo la sospensione del Consiglio comunale e la nomina di due funzionarie prefettizie per la gestione provvisoria dell’Ente, arriva il duro intervento del senatore della Lega Tilde Minasi, che punta il dito contro l’amministrazione guidata da Mimmo Lucano, attribuendo alla sua gestione le responsabilità politiche della situazione che ha portato all’intervento della Prefettura di Reggio Calabria. In una nota diffusa oggi, il parlamentare reggino esprime una valutazione fortemente critica sull’esperienza amministrativa di Riace, contestando le scelte politiche dell’ex sindaco e il modello di accoglienza che ha reso il Comune conosciuto anche al di fuori dei confini regionali.

Riace, Tilde Minasi: “il commissariamento è l’epilogo di una mala gestione”

Minasi interpreta la sospensione del Consiglio comunale come la conclusione di un percorso amministrativo che, a suo giudizio, avrebbe privilegiato obiettivi politici e ideologici rispetto alle esigenze della comunità locale. “La sospensione del consiglio comunale di Riace e la conseguente nomina dei due commissari prefettizi rappresentano l’epilogo, purtroppo ampiamente prevedibile, di una mala gestione politico-amministrativa che ha usato un’intera comunità per meri scopi ideologici”. È da questa considerazione che parte l’attacco di Minasi, la quale collega il provvedimento prefettizio alla gestione politica dell’amministrazione Lucano.

L’attacco a Mimmo Lucano: “crolla la narrazione costruita attorno alla sua figura”

“Oggi crolla definitivamente la narrazione costruita attorno alla figura di Mimmo Lucano, diventato negli anni la bandiera intoccabile della sinistra estrema e dei salotti radical chic. I fatti, slegati dalla propaganda, ci dicono che laddove questa sinistra governa, il risultato è sempre lo stesso: disastri amministrativi e voragini di bilancio. Invece di occuparsi della cura del territorio, dei servizi primari e della corretta tenuta dei conti pubblici, si è scelto di trasformare Riace in un laboratorio politico volto unicamente a favorire e incentivare l’immigrazione irregolare, prosciugando le risorse del Comune e calpestando le reali esigenze dei cittadini residenti”. Le parole del parlamentare contengono accuse politiche particolarmente dure nei confronti di Lucano e della sua amministrazione. Il provvedimento prefettizio riguarda la mancata salvaguardia degli equilibri di bilancio, mentre le ulteriori contestazioni relative alla gestione delle risorse comunali e alle politiche migratorie rappresentano valutazioni e affermazioni della senatrice.

Minasi contro il modello Riace: “i sindaci devono amministrare, non fare attivismo ideologico”

“Come Lega – prosegue Minasi – denunciamo da sempre questo inaccettabile modus operandi. I sindaci sono eletti per amministrare con responsabilità, per garantire il benessere della propria comunità e per tutelare la legalità, non per fare attivismo ideologico sulla pelle dei cittadini e con i soldi dei contribuenti. Il commissariamento di oggi certifica in modo inequivocabile il fallimento totale del ‘modello Riace’: un modello fatto di debiti, buchi di bilancio e assoluta incapacità gestionale”.

La richiesta ai commissari prefettizi: “fare piena luce sulle casse comunali”

“Auspico ora che i commissari prefettizi possano fare piena luce sullo stato reale delle casse comunali, mettendo ordine e ripristinando la legalità e la normalità amministrativa di cui i cittadini di Riace hanno disperatamente bisogno. I calabresi meritano amministratori capaci, concreti e vicini ai veri bisogni del territorio, non paladini dell’accoglienza indiscriminata che, una volta spenti i riflettori mediatici, lasciano dietro di sé soltanto macerie economiche e sociali”, puntualizza Minasi.