Nuove chiusure notturne per la Galleria della Limina, lungo la strada Jonio-Tirreno, a partire dal 15 novembre. Una decisione che riaccende le polemiche sui lavori e sui disagi alla viabilità tra la Locride e la Piana di Gioia Tauro. A intervenire è Giuseppe Ranuccio, vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, che critica la gestione della vicenda e chiede chiarimenti ad Anas e alla Regione sui tempi necessari per completare gli interventi. “Sembrava un capitolo finalmente chiuso, dopo anni di interminabili disagi per i cittadini e una politica regionale che, in pompa magna, faceva a gara per intestarsi il merito dei lavori conclusi. E invece siamo di nuovo punto e a capo”, dichiara Ranuccio.
Galleria della Limina, nuove chiusure dal 15 novembre: date e deviazioni
Le nuove limitazioni alla circolazione interesseranno la Galleria della Limina per sei notti alla settimana, in due distinti periodi: dal 15 novembre al 15 dicembre 2026 e dal 15 gennaio al 15 febbraio 2027. Durante le chiusure, i veicoli leggeri saranno deviati lungo la strada provinciale 5 (SP5), mentre i mezzi pesanti dovranno utilizzare percorsi alternativi attraverso l’autostrada A2. Il provvedimento comporterà quindi nuove modifiche ai collegamenti tra il versante jonico e quello tirrenico della Calabria, con possibili ripercussioni sugli spostamenti dei lavoratori e sulle attività economiche del territorio.
Ranuccio critica Occhiuto: “un film già visto, la Calabria reale è diversa da quella raccontata sui social”
Il vicepresidente del Consiglio regionale critica la distanza che, a suo giudizio, emerge tra gli annunci sui lavori e le difficoltà che continuano a interessare la viabilità calabrese. “Un film già visto, che ripiomba la Locride, la Piana di Gioia Tauro e migliaia di cittadini nell’incertezza e nei disagi. È l’ennesimo capitolo del triste confronto tra la Calabria raccontata sui social dal presidente Occhiuto e la Calabria reale, quella dei cittadini che continuano a fare i conti con cantieri e problemi irrisolti”, afferma Giuseppe Ranuccio.
Il vicepresidente ricorda inoltre di aver già contestato, nel novembre dello scorso anno, l’annuncio relativo alla conclusione degli interventi sulla Galleria della Limina. “Il 20 novembre 2025 contestavo l’annuncio secondo cui i lavori della Limina erano stati ultimati. A distanza di quasi un anno siamo ancora qui. È inaccettabile che un’arteria così importante per la nostra regione continui a vivere in un perenne stato di emergenza”, sottolinea.
La richiesta ad Anas e Regione Calabria: “dicano cosa manca da fare e quando finiranno i lavori”
Al centro delle preoccupazioni di Ranuccio ci sono le conseguenze delle nuove chiusure sulla mobilità quotidiana e sul sistema produttivo, in un territorio che dipende dalla Jonio-Tirreno per i collegamenti tra le due coste. “Altri disagi per i lavoratori, maggiori costi per le imprese e collegamenti sempre più difficili tra lo Jonio e il Tirreno”, evidenzia il vicepresidente. Pur riconoscendo la necessità degli interventi per garantire la sicurezza, Ranuccio solleva interrogativi sulla durata complessiva dei lavori e sulla piena funzionalità dell’infrastruttura. “Nessuno mette in discussione la necessità di garantire la sicurezza, ma dopo anni di cantieri, risorse impiegate e promesse, quanto tempo occorre ancora per avere un collegamento pienamente funzionante?”, domanda Ranuccio. Da qui la richiesta rivolta direttamente agli enti competenti: “Anas e Regione Calabria dicano chiaramente cosa manca da fare, quando finiranno i lavori e quali interventi saranno garantiti sulla viabilità alternativa”.
Ranuccio rilancia il raddoppio della Jonio-Tirreno: “opera strategica per il territorio”
Oltre ai chiarimenti sulle nuove chiusure, il vicepresidente del Consiglio regionale torna a chiedere una soluzione strutturale per migliorare i collegamenti tra la Locride e la Piana di Gioia Tauro, rilanciando il tema del raddoppio della strada Jonio-Tirreno. “Si apra finalmente un confronto serio sul raddoppio della Jonio-Tirreno, un’opera strategica per la sicurezza e lo sviluppo del territorio, che chiedevo già un anno fa. La Calabria non può continuare a vivere di annunci e nuove chiusure. I cittadini e le imprese meritano rispetto. E soprattutto risposte”, conclude Giuseppe Ranuccio.


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