Quale legame esiste tra Galileo Galilei, la geometria dell’antica Grecia e la nascita della scienza moderna? A questa domanda proverà a rispondere la conferenza “Galileo parlava greco. Il capolavoro della geometria, tra figure antiche e la nascita della scienza moderna”, in programma venerdì 6 novembre alle ore 17:00 al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, uno dei luoghi simbolo della storia e della cultura della Magna Grecia.
Protagonista dell’incontro sarà il professor Alessandro De Angelis, astrofisico, titolare della cattedra di Fisica sperimentale all’Università di Padova e autore di rilievo internazionale nel campo della storia della scienza. Attraverso esempi e dimostrazioni geometriche, il relatore accompagnerà il pubblico alla scoperta delle radici antiche del pensiero scientifico moderno.
Galileo Galilei e la geometria greca: il legame tra Magna Grecia e scienza moderna
In quale lingua si può raccontare la caduta di una pietra? Per Galileo Galilei, la risposta non passa soltanto attraverso le equazioni, ma soprattutto attraverso l’“alfabeto” della geometria, fatto di segmenti, triangoli, proporzioni e parabole.
Il fondatore della scienza moderna ragionava infatti utilizzando il linguaggio di Euclide, Archimede, Pitagora e Timeo di Locri, dimostrando come le conoscenze matematiche e geometriche dell’antichità potessero diventare strumenti fondamentali per descrivere fenomeni fisici e sviluppare concetti completamente nuovi.
Il tema della conferenza crea un collegamento ideale tra la tradizione scientifica della Magna Grecia e le grandi trasformazioni che hanno portato alla nascita della fisica moderna. Un legame particolarmente significativo per Reggio Calabria, città profondamente connessa alla storia e all’eredità culturale del mondo greco.
La riflessione proposta da De Angelis si inserisce inoltre nel percorso culturale della mostra attualmente allestita al Museo Archeologico Nazionale, “Ispirazioni. Vite italiane dell’arte greca”. Così come l’arte e la cultura italiana hanno trovato ispirazione nel patrimonio dell’antica Grecia, anche la fisica moderna affonda le proprie radici nella tradizione geometrica e filosofica sviluppatasi in quei territori.
Alessandro De Angelis, dalla Magna Grecia al CERN e all’Università di Padova
A guidare il pubblico in questo percorso sarà Alessandro De Angelis, studioso che unisce il rigore della fisica fondamentale a una profonda passione per la storia della scienza e dei suoi linguaggi.
Originario della Magna Grecia, De Angelis ha costruito una carriera scientifica di rilievo internazionale, che comprende esperienze al CERN, la rappresentanza scientifica italiana a Parigi e l’attività accademica presso la storica Università di Padova, dove è titolare della cattedra di Fisica sperimentale.
Nel corso della conferenza, attraverso esempi e dimostrazioni geometriche, l’astrofisico mostrerà come una figura possa essere utilizzata per spiegare un fenomeno fisico e perché interpretare il pensiero di Galileo esclusivamente attraverso le formule della matematica moderna rischi di nascondere il percorso autentico attraverso il quale lo scienziato arrivò alle proprie intuizioni.
L’obiettivo sarà quindi quello di riportare l’attenzione sul linguaggio originale della rivoluzione galileiana, evidenziando quanto il sapere antico abbia contribuito allo sviluppo di una nuova concezione della natura e delle sue leggi.
La conferenza al Museo Archeologico di Reggio Calabria: programma e ingresso libero
L’incontro di venerdì 6 novembre si aprirà con i saluti istituzionali del dottor Fabrizio Sudano, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.
Seguirà l’introduzione della professoressa Angela Misiano, responsabile scientifica del Planetarium Pythagoras, che accompagnerà il pubblico verso il tema centrale della conferenza.
La conversazione entrerà quindi nel vivo con l’intervento del professor Alessandro De Angelis, dedicato al rapporto tra il pensiero geometrico greco e le intuizioni che hanno segnato la nascita della scienza moderna.
La conferenza rappresenterà un’occasione per approfondire il contributo della cultura greca e della Magna Grecia alla storia della conoscenza scientifica, attraverso un percorso che collega le figure geometriche dell’antichità alle grandi scoperte di Galileo.
L’ingresso all’evento è libero. L’iniziativa è aperta a tutta la cittadinanza, ai visitatori del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e agli appassionati di scienza, storia e cultura.



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