Reggina, deferiti dalla Procura Ballarino e Minniti: “incontro con gli ultrà e plurime dazioni di denaro contante”

I due ex dirigenti amaranto devono rispondere della "violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità e dell’obbligo di osservanza delle norme federali"

La vicenda che coinvolge gli ultras della Reggina, con le presunte estorsioni contestate a tre tifosi amaranto che avrebbero preteso e ottenuto contributi economici per finanziare le coreografie della Curva Sud e sostenere le spese delle trasferte, apre uno scenario giudiziario parallelo per gli ex vertici del club, il patron Nino Ballarino e il presidente Virgilio Salvatore Minniti. I due sono stati deferiti dalla Procura Federale.

Come evidenziato dal procuratore federale Giuseppe Chinè nella comunicazione di conclusione delle indagini, i due ex dirigenti amaranto devono rispondere della “violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità e dell’obbligo di osservanza delle norme federali, che devono caratterizzare il comportamento dei soggetti in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva, sia in via autonoma che in relazione all’articolo che prevede il divieto di avere rapporti con esponenti di gruppi o gruppi di sostenitori”. La contestazione riguarda i rapporti che Ballarino e Minniti avrebbero intrattenuto, quantomeno durante le stagioni sportive 2023/2024 e 2024/2025, con alcuni esponenti del gruppo ultras “Diffidati Liberi – Curva Sud Reggio Calabria”. Secondo la Procura federale, i due avrebbero inoltre effettuato in favore degli stessi “plurime dazioni di denaro contante”.

Per quanto riguarda nello specifico Nino Ballarino, ex socio di maggioranza della Reggina, gli inquirenti sportivi contestano il fatto che abbia partecipato, “quantomeno in data 3 marzo 2024, a Reggio Calabria, ad un incontro con due esponenti apicali del gruppo ultras; e per avere consentito, o comunque non impedito, la dazione di denaro da parte del presidente Virgilio Salvatore Minniti, in favore degli esponenti del gruppo ultras”.