Open e la lite con ChatGPT: quando il fact cheking finisce nella… lavatrice

La vicedirettrice del giornale che verifica le notizie online racconta di aver trascorso giorni a consultare l'intelligenza artificiale per acquistare lavatrice e asciugatrice finendo per litigarci. Ironia della sorte? Si è fidata delle risposte senza fact-checking...

Chi di fact-checking ferisce, di fact-checking perisce. O, almeno, rischia di ritrovarsi con una lavatrice e un’asciugatrice che non riesce a montare come previsto. Protagonista della curiosa vicenda è Francesca Milano, vicedirettrice vicaria di Open, il giornale fondato da Enrico Mentana che dedica ampio spazio alla verifica delle notizie e alla lotta contro la disinformazione online. Stavolta, però, a finire sotto esame non è una notizia falsa, un video manipolato o una dichiarazione politica, ma la compatibilità tra due elettrodomestici. E il protagonista dell’errore sarebbe proprio ChatGPT, l’intelligenza artificiale alla quale la giornalista si è affidata per organizzare i propri acquisti.

Francesca Milano e i giorni trascorsi con ChatGPT per comprare lavatrice e asciugatrice

È la stessa Milano a raccontare pubblicamente la disavventura sul proprio profilo social, con un post su X: “ho passato giorni a dialogare con ChatGPT per scegliere lavatrice e asciugatrice. Abbiamo confrontato modelli, misure, prezzi. Ho ordinato, pagato, aspettato. Poi gli elettrodomestici sono arrivati, ma non vanno bene. Ecco cosa mi ha risposto ChatGpt”.

Insomma, giorni di confronti, verifiche, misurazioni e ragionamenti con l’intelligenza artificiale. Una vera e propria inchiesta domestica, con tanto di analisi dei modelli e valutazione delle caratteristiche tecniche. Peccato che, una volta arrivati gli acquisti, sia sorto un problema con la compatibilità necessaria per installarli in colonna.

E qui arriva la parte più divertente: la vicedirettrice di un giornale che si erge a censore delle news, specializzato nello smascherare le informazioni inesatte, si ritrova a chiedere conto delle indicazioni sbagliate direttamente alla macchina che gliele aveva fornite. Quasi un interrogatorio giornalistico, ma con il cestello al posto del microfono.

ChatGPT ammette l’errore: il curioso confronto con la vicedirettrice di Open

Nello screenshot pubblicato dalla giornalista compare anche la risposta di ChatGPT, che riconosce di aver fornito indicazioni troppo sicure sulla compatibilità dei prodotti: “sì, hai ragione. Sono stato io a dirti che quei due elettrodomestici erano compatibili e a consigliarti il kit WTZ2800 per montarli in colonna. Tu hai fatto gli acquisti fidandoti delle mie indicazioni. Adesso ti sto dicendo che la compatibilità non è confermata. È una contraddizione grave, soprattutto perché parliamo di acquisti costosi e di un’installazione che deve essere sicura.”

Un’ammissione che sembra uscita da un manuale di fact-checking applicato agli elettrodomestici: la fonte viene contestata, riconosce l’incoerenza e corregge la propria precedente ricostruzione. Resta soltanto un piccolo dettaglio: nel frattempo gli acquisti sono già stati effettuati.

La vicenda offre uno spunto ironico anche sul rapporto tra giornalismo e intelligenza artificiale. Fa sorridere che proprio una professionista impegnata nella direzione di una testata con una sezione dedicata alla verifica delle informazioni si ritrovi a discutere per giorni con un chatbot, chiedendogli infine di rendere conto di quanto suggerito e costringendolo a scusarsi. Forse sarebbe stato opportuno fare un fact cheking delle risposte.