Gli studenti protagonisti delle celebrazioni del 4 novembre a Montebello Jonico, tra riflessioni sul significato della pace, approfondimenti storici e momenti dedicati alla memoria dei Caduti di tutte le guerre. Particolarmente significativa la partecipazione, per la prima volta, degli alunni del plesso scolastico di Masella, che hanno contribuito alla commemorazione con un cartellone dedicato alla ricorrenza e la recitazione della poesia “Soldati” di Giuseppe Ungaretti. Un momento che ha rappresentato uno dei passaggi più emozionanti delle iniziative promosse dal Comune di Montebello Jonico, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Montebello Jonico – Motta San Giovanni, in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Le celebrazioni si sono svolte il 3 e il 4 novembre, attraverso un programma che ha coinvolto le scuole, le istituzioni e le comunità delle diverse frazioni comunali. L’obiettivo dell’Amministrazione guidata dal sindaco Leonardo Suraci è stato quello di affiancare ai tradizionali omaggi ai Caduti un percorso educativo rivolto soprattutto alle nuove generazioni, per trasmettere il valore della libertà, della responsabilità civica e della pace.
L’incontro con gli studenti a Saline Joniche tra storia, guerra e valori dell’Unità Nazionale
Le iniziative hanno preso il via il 3 novembre nell’Aula conferenze della Scuola Secondaria di Primo Grado di Saline Joniche, con un incontro intitolato “I valori e i messaggi della ricorrenza del 4 novembre”, dedicato all’approfondimento storico e civile della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Dopo i saluti istituzionali della dirigente scolastica, Margherita Sergi, del sindaco Leonardo Suraci e del comandante della Stazione dei Carabinieri di Saline Joniche, maresciallo Silvia Delfino, l’iniziativa è stata introdotta dall’assessore comunale alla Cultura, Antonietta Zaccuri. Il professor Andrea Filocamo, dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, ha approfondito la nascita della ricorrenza e il suo significato storico, soffermandosi sul valore che il 4 novembre riveste per l’identità nazionale. Il capitano Francesco Severi, comandante della Compagnia Carabinieri di Melito Porto Salvo, ha proposto una riflessione sui valori e sui messaggi legati alla Giornata, mentre il professor Bruno Pansera, anch’egli dell’Università Mediterranea, ha concluso gli interventi con una relazione dal titolo “Guerra e pace: riflessi sul sistema economico e sociale”. Un momento di confronto che ha permesso agli studenti di approfondire il significato della commemorazione, collegando la memoria storica alle responsabilità individuali e collettive del presente.
Le commemorazioni a Fossato, Montebello e Saline Joniche: l’omaggio ai Caduti
Il 4 novembre le celebrazioni sono proseguite nelle diverse frazioni del territorio comunale con le tradizionali cerimonie di benedizione e deposizione delle corone d’alloro presso i monumenti dedicati ai Caduti. La prima tappa si è svolta alle 8:30 a Fossato Jonico, in via Quattro Novembre, dove don Santo Federico ha impartito la benedizione prima della deposizione della corona. Alle 9:30 la commemorazione si è spostata a Montebello Jonico, in via Belvedere, con la benedizione officiata da don Giovanni Zampaglione. Proprio durante questa cerimonia, il sacerdote ha invitato i presenti a riflettere sul significato dei monumenti ai Caduti, ricordando come dietro ogni nome vi siano storie personali, famiglie e sacrifici che hanno segnato profondamente le comunità. Il suo intervento ha richiamato l’importanza di una memoria che non si limiti alla commemorazione del passato, ma diventi responsabilità concreta nella vita quotidiana.
“Questo non è un luogo solo di pietra, ma di carne, di storie e di sacrifici. Fare memoria non significa guardare con nostalgia al passato, ma assumersi una responsabilità per il presente”, ha affermato don Giovanni Zampaglione, sottolineando il valore umano e civile dell’omaggio ai Caduti. Il sacerdote ha invitato la comunità a raccogliere l’eredità di coloro che hanno sacrificato la propria vita per consegnare alle generazioni successive una Patria libera, unita e in pace, richiamando tutti a diventare “artigiani di pace e custodi del bene comune”. Nel suo messaggio ha inoltre evidenziato come i conflitti non si manifestino soltanto nei teatri di guerra, ma possano emergere anche nella vita quotidiana, attraverso l’indifferenza verso gli altri, le divisioni all’interno delle comunità e l’egoismo che compromette le relazioni umane. Da qui l’invito alla corresponsabilità, alla solidarietà e alla cura del territorio, affinché ciascuno possa contribuire alla costruzione di una società fondata sul dialogo, sulla giustizia e sulla pace.
Le commemorazioni sono quindi proseguite a Saline Joniche, dove alle 10:30 la comunità si è ritrovata in piazza Sacerdote Rocco De Franco per la benedizione della corona, impartita da don Danilo Nocera. Da qui è partito il corteo diretto verso piazza del Municipio, dove alle 11:00 si è svolta la solenne deposizione della corona d’alloro in memoria di tutti i Caduti. Le cerimonie nelle diverse frazioni hanno rappresentato un momento di partecipazione collettiva, attraverso il quale l’Amministrazione comunale ha voluto rendere omaggio alle vittime delle guerre e rafforzare il legame tra memoria storica, istituzioni e comunità locale. Particolare attenzione è stata riservata al coinvolgimento delle scuole, considerate interlocutrici fondamentali per trasmettere alle nuove generazioni il significato della ricorrenza.
Il sindaco Suraci: “Due giorni concepiti guardando ai ragazzi delle nostre scuole”
Il sindaco Leonardo Suraci ha sottolineato il valore educativo delle iniziative, evidenziando come l’intero programma sia stato costruito con l’obiettivo di coinvolgere gli studenti e accompagnarli in un percorso di crescita personale e civica. “Sono stati due giorni concepiti guardando ai ragazzi delle nostre scuole”, ha dichiarato il primo cittadino, “li considero un piccolo mattoncino nel percorso di crescita di coloro che saranno gli adulti di domani, non soltanto anagraficamente, ma soprattutto come persone portatrici di principi sani, valori e buone maniere, capaci di distinguersi nelle attività e nei settori in cui sceglieranno di impegnarsi”. Per l’Amministrazione comunale, la partecipazione dei più giovani rappresenta uno degli aspetti centrali della commemorazione, perché consente di collegare il ricordo degli avvenimenti storici alla formazione di cittadini consapevoli, capaci di riconoscere il valore delle istituzioni, della convivenza civile e della responsabilità individuale.
Il primo cittadino ha inoltre espresso soddisfazione per l’attenzione dimostrata dagli alunni durante gli incontri e le celebrazioni, riconoscendo il ruolo fondamentale della scuola e delle famiglie nella trasmissione dei valori. “Abbiamo guardato ai ragazzi e abbiamo parlato loro, riscontrando con piacere che hanno recepito messaggi importanti. Se sapranno metterli in pratica, insieme agli insegnamenti dei loro docenti e a quelli trasmessi quotidianamente dalle famiglie, potranno affermarsi come cittadini consapevoli e contribuire a guidare nel migliore dei modi la società di domani”, ha aggiunto Suraci. Un messaggio che mette al centro la funzione educativa delle celebrazioni istituzionali e il contributo che queste possono offrire alla crescita delle nuove generazioni, soprattutto quando gli studenti vengono coinvolti direttamente nelle attività e diventano parte attiva dei momenti commemorativi.
Per la prima volta gli alunni di Masella partecipano alle celebrazioni: la poesia “Soldati” di Ungaretti
Uno dei momenti più significativi delle due giornate è stato il coinvolgimento degli alunni del plesso scolastico di Masella, che per la prima volta hanno preso parte a una commemorazione del 4 novembre di questo tipo. L’Amministrazione comunale ha organizzato un servizio di trasporto attraverso il pulmino comunale, consentendo agli studenti della frazione di partecipare alle iniziative nonostante l’assenza, nella loro borgata, di un monumento dedicato ai Caduti. I ragazzi hanno preparato un cartellone per la ricorrenza e hanno recitato la poesia “Soldati” di Giuseppe Ungaretti, uno dei testi più rappresentativi della letteratura italiana legata all’esperienza della Prima guerra mondiale. Attraverso i versi del poeta, nati dall’esperienza delle trincee, gli alunni hanno richiamato la fragilità della vita umana e il dramma della guerra, affidando alla propria voce un messaggio di pace e di memoria.
“Sono particolarmente contento”, ha affermato il primo cittadino, “che gli alunni del plesso di Masella abbiano potuto partecipare! Non essendoci nella loro borgata un monumento ai Caduti, in passato si è rischiato che la loro memoria e il loro coinvolgimento rimanessero in secondo piano. Questa volta abbiamo voluto garantire anche a loro la possibilità di esserci, predisponendo un servizio di trasporto con il pulmino comunale. I ragazzi hanno risposto con grande entusiasmo, realizzando un cartellone dedicato alla giornata e recitando la poesia “Soldati” di Giuseppe Ungaretti”. L’iniziativa ha consentito di estendere la partecipazione anche agli studenti di una frazione che, in passato, aveva avuto minori occasioni di prendere parte direttamente alle commemorazioni, rafforzando il carattere inclusivo delle celebrazioni e il coinvolgimento dell’intera comunità scolastica.
Le due giornate organizzate dal Comune di Montebello Jonico e dall’Istituto Comprensivo Montebello Jonico – Motta San Giovanni si sono così concluse con un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni. La memoria dei Caduti è stata proposta non soltanto come doveroso omaggio a coloro che hanno perso la vita durante le guerre, ma anche come occasione per riflettere sul valore della libertà, dell’unità nazionale e della pace. Dall’approfondimento storico nella scuola di Saline Joniche alle deposizioni delle corone nei diversi centri del territorio, fino alla partecipazione degli alunni di Masella, le celebrazioni hanno cercato di trasformare il ricordo del passato in un’esperienza di educazione civica e responsabilità condivisa. Un percorso che affida ai giovani il compito di custodire la memoria e di tradurla, nella quotidianità, in comportamenti fondati sul rispetto, sulla solidarietà e sul rifiuto della guerra.









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