La Calabria si candida a diventare un territorio guida per la coltivazione delle fibre naturali, puntando sul recupero dei terreni agricoli dismessi, sulla sostenibilità ambientale e sulla creazione di nuove opportunità occupazionali per i giovani. La proposta è stata avanzata dal dott. Domenico Tiriolo nel corso dell’incontro che si è tenuto questa mattina nella Sala Koch di Palazzo Madama, al Senato della Repubblica, dedicato alla presentazione del percorso nazionale e internazionale di formazione e implementazione della Environmental Governance Platform (EGP). Si tratta di una piattaforma di Permitting 5.0 destinata alla misurazione e alla valutazione degli impatti ambientali attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. L’iniziativa ha riunito rappresentanti istituzionali del Governo e del Senato, valutatori ed esperti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), delle Regioni Lombardia, Emilia-Romagna e Umbria, oltre a esponenti del mondo finanziario e industriale, tra cui CDP Equity e UniCredit. In questo contesto, Tiriolo ha illustrato una proposta che collega l’economia circolare all’agronomia sostenibile, con particolare attenzione al recupero delle risorse organiche e allo sviluppo di filiere agricole ad alto valore aggiunto.
La proposta per la Calabria: recuperare i terreni dismessi e sviluppare la filiera delle fibre naturali
Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato la possibilità di fare della Calabria un territorio di riferimento per la coltivazione delle fibre tessili naturali, recuperando superfici agricole oggi inutilizzate e favorendo nuove attività produttive. La proposta si inserisce nel percorso illustrato durante l’incontro, nel quale Tiriolo ha rivolto un plauso ai partecipanti e un ringraziamento particolare al dott. Salvatore Zappalà, amministratore delegato di Millasensi Società Agricola Benefit, per il messaggio dedicato all’agricoltura e per il progetto innovativo di valorizzazione delle fibre tessili naturali. Un ruolo centrale, secondo quanto illustrato, sarà affidato al Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria, indicato come parte integrante dei Rappresentanti di Interessi “Umanità e Società”. Il Dipartimento curerà l’organizzazione di tavoli tecnici con sindaci, amministrazioni locali e agricoltori, finalizzati a presentare le opportunità legate allo sviluppo del settore. È inoltre prevista la promozione di una formale Manifestazione di Interesse rivolta al territorio, con l’obiettivo di coinvolgere le realtà locali in un percorso di rigenerazione dei terreni dismessi, inclusione sociale, sostenibilità e occupazione giovanile nell’ambito dell’economia circolare integrata.
L’appello di Tiriolo ai giovani: riscoprire il valore della terra
Nel corso della relazione, Tiriolo ha posto l’accento anche sul ruolo sociale dell’agricoltura e sulla necessità di restituire una funzione produttiva ai terreni abbandonati, coinvolgendo soprattutto le nuove generazioni. Un messaggio che lega la tutela dell’ambiente alla possibilità di costruire nuove prospettive economiche nei territori e di valorizzare il lavoro agricolo come strumento di sviluppo. “Oggi l’agricoltore è il vero custode dell’ecosistema. Dobbiamo ridare vita ai tantissimi terreni dismessi del nostro territorio, trasformandoli in opportunità concrete di sviluppo e lavoro per i nostri giovani. Riscoprire la bellezza e il bene della coltivazione non significa soltanto nutrire la terra con soluzioni rigenerative, ma offrire alle nuove generazioni un percorso di riscatto economico e umano, dimostrando che la transizione ecologica è la più grande opportunità del nostro tempo”. Il messaggio si inserisce nella proposta di favorire il recupero dei terreni agricoli attraverso coltivazioni sostenibili e nuove filiere produttive, con l’intento di coniugare la rigenerazione ambientale con la crescita economica e le opportunità di inserimento lavorativo per i giovani.
Economia circolare, dai fondi di caffè nuove opportunità per la fertilità dei terreni
Accanto al progetto sulle fibre naturali, l’intervento al Senato ha affrontato il tema del recupero dei fondi di caffè esausti come risorsa per l’agricoltura sostenibile. Tiriolo ha richiamato il potenziale dei circa un milione di chilogrammi di fondi di caffè prodotti quotidianamente in Italia, evidenziando le opportunità derivanti dal loro riutilizzo in agricoltura anziché dal conferimento in discarica. Secondo i dati illustrati durante la relazione, intercettare e valorizzare questa risorsa consentirebbe di azzerare le emissioni di metano associate al conferimento in discarica, favorire lo stoccaggio permanente del carbonio nel suolo attraverso il cosiddetto Carbon Sink e ridurre il ricorso ai fertilizzanti chimici. Tra i benefici prospettati figura anche un incremento della capacità di ritenzione idrica dei terreni fino al 25%, un aspetto particolarmente rilevante per le pratiche di agronomia sostenibile. La proposta punta quindi a integrare il recupero dei materiali organici nei processi produttivi agricoli, trasformando un residuo di consumo quotidiano in una risorsa da valorizzare per la fertilità del suolo e per lo sviluppo di modelli di economia circolare.
Il contributo scientifico dell’agronomo Luigi Scolaro
Al progetto è stato dedicato anche un contributo dell’agronomo dott. Luigi Scolaro, che non ha potuto partecipare personalmente all’incontro a causa di concomitanti impegni istituzionali. Il professionista ha comunque inviato un messaggio di stima, letto a margine dei lavori, nel quale ha evidenziato le potenzialità agronomiche del recupero dei fondi di caffè e dell’impiego di sostanza organica per migliorare le caratteristiche dei terreni. “Restituire sostanza organica di alta qualità alla terra rappresenta la vera sfida dell’agronomia moderna. Dal punto di vista scientifico, il riciclo virtuoso dei fondi di caffè rivitalizza la microflora del suolo, aumenta la capacità di trattenere l’acqua e protegge le colture dagli stress ambientali. Un plauso al Dott. Tiriolo per aver coniugato rigore agronomico, sostenibilità e visione industriale in un progetto d’eccellenza per la fertilità dei nostri terreni”. Il contributo di Scolaro completa così il quadro delle proposte presentate durante l’appuntamento istituzionale, che ha visto convergere i temi dell’innovazione tecnologica, della gestione degli impatti ambientali e della valorizzazione delle risorse agricole. Per la Calabria, l’iniziativa apre una prospettiva legata alla possibile costruzione di una filiera delle fibre naturali e al recupero dei terreni inutilizzati, attraverso il coinvolgimento delle istituzioni locali e del mondo agricolo.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?