L’Iran si prepara alla possibilità di nuovi attacchi americani contro i propri impianti nucleari. Le autorità sanitarie iraniane stanno distribuendo compresse di iodio alla popolazione che vive nei pressi dei siti nucleari, nel timore che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump possa ordinare nuovi bombardamenti dopo le elezioni Midterm. A rivelarlo è il quotidiano britannico The Times, che cita un funzionario sanitario iraniano rimasto anonimo. La distribuzione viene effettuata, secondo la fonte, nelle aree situate entro un raggio di due o tre chilometri dagli impianti nucleari, come misura precauzionale per proteggere i residenti in caso di un’emergenza radiologica.
Iran, pillole di iodio vicino ai siti nucleari: la conferma del funzionario sanitario
Il funzionario iraniano ha confermato al giornale britannico che le autorità stanno adottando misure preventive per fronteggiare le possibili conseguenze di un attacco militare.
“Sì, stiamo distribuendo iodio”, ha dichiarato il funzionario, aggiungendo: “Durante ogni guerra abbiamo cercato di distribuirlo entro un raggio di due o tre chilometri dagli impianti nucleari”.
La decisione arriva in un momento di fortissima tensione tra Washington e Teheran. Trump sta valutando le prossime mosse militari nei confronti dell’Iran, mentre cresce l’attenzione sui siti nucleari iraniani e sulla possibilità di una ripresa dei bombardamenti americani.
La distribuzione delle compresse non significa che un attacco sia imminente o già stato ordinato. Si tratta di una misura di prevenzione, che non dimostra neppure l’esistenza di una contaminazione radioattiva in corso.
Il precedente di Bushehr: già distribuite 180mila compresse di iodio
Non è la prima volta che l’Iran ricorre a questa strategia per proteggere la popolazione. Un precedente significativo riguarda Bushehr, città che ospita una centrale nucleare.
Nell’aprile 2026, il vice responsabile della sanità dell’Università di Scienze Mediche di Bushehr aveva riferito che la distribuzione delle compresse era stata avviata già prima della guerra dei dodici giorni del giugno 2025, dando priorità alle zone circostanti la centrale nucleare.
Secondo quanto riportato da Iran International, erano state distribuite complessivamente 180mila compresse di iodio nell’ambito del piano di preparazione alle emergenze. Le autorità avevano successivamente esteso il servizio ai centri sanitari della città.
A cosa servono le pillole di iodio in caso di emergenza nucleare
Le compresse di ioduro di potassio vengono utilizzate in determinate emergenze nucleari o radiologiche per ridurre l’assorbimento di iodio radioattivo da parte della tiroide, contribuendo a limitare il rischio di danni a questa ghiandola.
Non costituiscono però una protezione generale dalle radiazioni e non sono efficaci contro tutte le sostanze radioattive. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di assumerle soltanto su indicazione delle autorità sanitarie, nei tempi e nelle dosi appropriate.
La nuova distribuzione segnalata in Iran testimonia dunque la crescente attenzione delle autorità verso il rischio di un’escalation militare con gli Stati Uniti. Mentre Trump valuta se riprendere gli attacchi contro i siti nucleari, Teheran rafforza le proprie misure precauzionali per la popolazione residente nelle aree considerate più esposte.


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