Le recenti manifestazioni giovanili e gli episodi di violenza che le hanno accompagnate riaccendono il dibattito sul rapporto tra le nuove generazioni, la politica e le istituzioni. A intervenire è Giusi Princi, europarlamentare di Forza Italia originaria di Reggio Calabria, che invita ad andare oltre la condanna degli scontri per comprendere le ragioni del disagio sociale e le richieste di futuro espresse dai giovani. Una riflessione che parte dalla necessità di tutelare la legalità e riconoscere il lavoro delle forze dell’ordine, ma che pone al centro anche il tema dell’ascolto, delle opportunità lavorative e della partecipazione dei ragazzi alle scelte che riguardano il loro futuro.
Proteste giovanili, Giusi Princi: “la violenza non è mai accettabile”
L’europarlamentare richiama innanzitutto l’importanza di distinguere le legittime rivendicazioni dei giovani dagli episodi di violenza verificatisi durante le manifestazioni, esprimendo vicinanza a chi ha subito danni. “Le recenti manifestazioni giovanili e gli episodi di violenza che si sono verificati impongono una riflessione più ampia, capace di andare oltre la cronaca degli scontri e interrogarsi sulle ragioni di un disagio che attraversa la nostra società. È fondamentale riconoscere il lavoro delle forze dell’ordine, impegnate in un compito difficile, così come esprimere vicinanza ai commercianti e ai cittadini che hanno subito danni. La violenza non è mai accettabile e nessuna rivendicazione può giustificarla. Ma condannarla non significa ignorare le ragioni della protesta. Al contrario, significa affrontarle con responsabilità”, afferma Giusi Princi.
Il futuro dei giovani tra lavoro, diritti e intelligenza artificiale
Per l’esponente di Forza Italia, il punto centrale del confronto riguarda le prospettive delle nuove generazioni, chiamate a costruire il proprio percorso personale e professionale in una società attraversata da profondi cambiamenti. “Dietro quelle piazze c’è una domanda che non possiamo eludere: quale futuro stiamo consegnando ai nostri figli? I giovani chiedono lavoro, opportunità, diritti, sicurezza e la possibilità di costruire il proprio futuro senza essere condannati all’incertezza. Chiedono ascolto e partecipazione alle scelte che li riguardano, in un mondo in rapida trasformazione, nel quale anche l’intelligenza artificiale sta ridisegnando il lavoro e le prospettive professionali”, sottolinea l’europarlamentare.
Scuola e università, Princi chiede più dialogo con le nuove generazioni
Forte della propria esperienza nel mondo dell’istruzione, Giusi Princi sottolinea il valore della partecipazione giovanile e della capacità dei ragazzi di interrogarsi sul presente e sulle prospettive future. “Da donna di scuola, credo nel valore di una gioventù che legge, studia, si informa, discute e si confronta piuttosto che ragazzi spenti, incapaci di immaginare un cambiamento. Una generazione che pone domande è una risorsa per la democrazia, non un problema da liquidare. Per questo mi sarei aspettata maggiori occasioni di confronto nelle scuole, nelle università e nelle istituzioni. Troppo spesso parliamo dei giovani senza parlare con loro, senza coinvolgerli e riconoscerli come interlocutori”, osserva.
L’appello alla politica: “i giovani devono essere protagonisti del proprio futuro”
La riflessione di Princi si conclude con un appello rivolto all’intero mondo politico e istituzionale, affinché il confronto con le nuove generazioni non si esaurisca nella gestione delle proteste, ma diventi un percorso stabile di partecipazione. “I giovani non devono essere spettatori del proprio futuro, ma protagonisti delle decisioni che lo costruiscono. Non dobbiamo temere una generazione che alza la voce, ma una che non ha più nulla da chiedere e in cui sperare. Alla politica tutta e alle istituzioni, trasversalmente, spetta il compito di aprire questo dialogo: con fermezza nel rispetto della legalità, ma senza chiudere gli occhi davanti al disagio sociale. Non possiamo chiedere ai giovani di credere nel futuro se non siamo disposti a costruirlo insieme a loro”, conclude Giusi Princi.



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