Avrebbe partorito un bambino all’ospedale Vittorio Emanuele di Gela, in provincia di Caltanissetta, per poi cedere il neonato a una coppia di coniugi residenti a Mazzarino, ricevendo in cambio del denaro. È questa l’ipotesi accusatoria al centro di un procedimento penale che vede imputata Luminita Pirvu, una donna di nazionalità romena, chiamata a rispondere del reato di alterazione di stato davanti al collegio penale del Tribunale di Gela. La vicenda risale a circa sei anni fa, quando la donna diede alla luce il bambino nella struttura ospedaliera gelese. Secondo la ricostruzione della Procura, dopo il parto sarebbe stata falsamente attribuita la paternità del neonato a un uomo di Mazzarino, già sposato, che successivamente avrebbe portato il piccolo nella propria abitazione insieme alla moglie.
Neonato ceduto dopo il parto a Gela: le accuse della Procura
Al centro dell’inchiesta c’è la presunta falsa dichiarazione di paternità che avrebbe consentito alla coppia di Mazzarino di prendere con sé il bambino. Secondo gli inquirenti, infatti, il padre biologico del neonato non sarebbe stato l’uomo indicato, ma il reale compagno della donna, anche lui di nazionalità romena. Per la Procura di Gela, l’indicazione di un padre diverso da quello effettivo sarebbe stata parte del meccanismo attraverso il quale il bambino sarebbe stato trasferito alla coppia di coniugi. Gli investigatori ipotizzano inoltre che la donna abbia ricevuto somme di denaro in cambio della cessione del neonato. Si tratta di circostanze oggetto dell’accusa e sulle quali è chiamato a pronunciarsi il Tribunale.
Le testimonianze dei carabinieri e i prelievi di denaro
Nel corso del processo sono stati ascoltati anche i carabinieri che si occuparono delle indagini. I militari, sentiti davanti al collegio penale del Tribunale di Gela, hanno confermato l’esistenza di movimenti bancari riconducibili ai coniugi di Mazzarino. In particolare, dalle verifiche investigative sarebbero emersi diversi prelievi di somme di denaro effettuati dalla coppia. Secondo l’ipotesi degli inquirenti, quei soldi sarebbero stati successivamente consegnati a Luminita Pirvu proprio in relazione alla cessione del bambino. Gli accertamenti bancari rappresentano dunque uno degli elementi raccolti dagli investigatori per ricostruire i presunti accordi economici tra la donna e i coniugi che avrebbero accolto il neonato nella propria abitazione.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?