Il centrosinistra siciliano comincia a confrontarsi sulle modalità di scelta del candidato alla presidenza della Regione in vista delle elezioni regionali del 2027. Il nodo principale riguarda il percorso da seguire per individuare una candidatura unitaria: ricorrere alle primarie, affidando la decisione agli elettori attraverso i gazebo, oppure raggiungere una sintesi politica tra le forze della coalizione. Una decisione che non è stata ancora presa e sulla quale, al momento, non esiste una posizione condivisa tra tutti i partiti dell’area progressista. Il confronto si intreccia inoltre con quello nazionale, dove è in discussione la possibilità di organizzare le primarie per individuare il candidato premier.
Regionali Sicilia, Di Paola, La Vardera e Bartolo tra i possibili candidati
In attesa di definire il metodo di selezione, sono tre i nomi attualmente in campo per la candidatura alla guida della Regione Siciliana: Nuccio Di Paola del Movimento 5 Stelle, Ismaele La Vardera di Controcorrente e Pietro Bartolo di Italia Viva. La presenza di più possibili candidati rende necessario un confronto tra le diverse componenti della coalizione, chiamate a individuare una soluzione che consenta di presentarsi alle elezioni con una candidatura condivisa. Al momento, tuttavia, non è stato raggiunto un accordo né sul nome né sulle modalità attraverso le quali arrivare alla scelta definitiva.
Primarie del centrosinistra, la decisione in Sicilia legata alle scelte nazionali
Un passaggio importante potrebbe arrivare dalle decisioni che saranno assunte a livello nazionale. Secondo l’orientamento di alcuni dirigenti dei partiti, il confronto siciliano dovrebbe entrare nel vivo non appena sarà ufficializzato l’eventuale ricorso alle primarie per la scelta del candidato premier e sarà definito il relativo regolamento. Quest’ultimo dovrebbe essere pronto entro la fine del 2026, consentendo così anche alle forze politiche siciliane di valutare tempi e modalità del proprio percorso. Tra i partiti dell’area progressista sono numerosi, ma non tutti, coloro che ritengono opportuno organizzare le eventuali primarie regionali in contemporanea con quelle nazionali. Una soluzione che permetterebbe di concentrare nello stesso appuntamento la scelta del candidato premier e quella dell’aspirante presidente della Regione Siciliana. L’ipotesi, però, non mette ancora tutti d’accordo e resta una delle possibilità sul tavolo.
Centrosinistra siciliano, resta aperta anche la strada dell’accordo politico
L’alternativa alle primarie è rappresentata dalla sintesi politica, attraverso un’intesa tra le forze della coalizione per individuare un candidato unitario senza ricorrere alla consultazione degli elettori. In questo caso, l’accordo potrebbe essere raggiunto sia prima sia dopo le eventuali primarie nazionali, senza necessariamente collegare i due percorsi. La discussione riguarda quindi non soltanto i possibili candidati, ma anche i tempi e il metodo con cui il centrosinistra intende costruire la propria proposta politica per le regionali siciliane. Per il momento nessuna delle due strade è stata esclusa. Le forze progressiste dovranno decidere se affidarsi al voto delle primarie oppure lavorare a un’intesa politica capace di mettere d’accordo le diverse componenti della coalizione.


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