La corsa alla presidenza della FIGC entra nella sua fase decisiva, ma il quadro continua a essere tutt’altro che definito. Dopo le tensioni delle scorse settimane, il raggiungimento delle 11 firme necessarie da parte di Giovanni Malagò in Serie A e la candidatura alternativa di Adriano Galliani, sostenuta da calciatori e allenatori, le ultime novità arrivano dal vertice che si è svolto ieri, lunedì 2 novembre, tra i presidenti delle Leghe. Un incontro atteso proprio per comprendere se le altre componenti del calcio italiano fossero pronte a esprimere una posizione comune. La risposta, almeno per il momento, è negativa: Serie B, Serie C e Lega Nazionale Dilettanti hanno deciso di non schierarsi ancora con nessuno dei due candidati, rinviando ogni valutazione alla presentazione dei rispettivi programmi. Un passaggio tutt’altro che secondario, considerando che le tre componenti rappresentano complessivamente il 52% del peso elettorale e possono quindi incidere in maniera determinante sugli equilibri dell’assemblea del prossimo 14 dicembre.
Il vertice di ieri: Abete, Bedin e Marani prendono tempo
Alla riunione, svolta in videocollegamento e durata quasi un’ora, hanno partecipato Ezio Maria Simonelli per la Serie A, Paolo Bedin per la Serie B, Matteo Marani per la Serie C e Giancarlo Abete per la Lega Nazionale Dilettanti. Il confronto non ha prodotto indicazioni di voto, ma ha definito i prossimi passaggi: Bedin, Marani e Abete torneranno a incontrarsi dopo il 5 novembre, quando le candidature saranno state formalizzate e i programmi elettorali potranno essere esaminati nel dettaglio. L’obiettivo è valutare le proposte di Malagò e Galliani prima di assumere una posizione. Diversa la situazione della Serie A, che ha già espresso attraverso 11 società il sostegno necessario alla candidatura dell’attuale commissario federale.
Il 52% dei voti ancora senza un orientamento: perché è decisivo
Come già emerso nei giorni scorsi, il peso delle componenti sarà determinante per l’esito della sfida. La Lega Nazionale Dilettanti rappresenta il 34% dell’assemblea elettiva, la Serie C il 12% e la Serie B il 6%. Insieme raggiungono quindi il 52%, una quota sufficiente, sul piano numerico, a esprimere una maggioranza qualora i delegati decidessero di votare compatti. Ma una convergenza tra i vertici delle tre Leghe non garantirebbe automaticamente l’uniformità delle scelte individuali, dal momento che il voto spetterà ai singoli delegati. Proprio per questo, nelle prossime settimane, il confronto sui programmi potrebbe assumere un’importanza maggiore rispetto alle adesioni raccolte finora. Malagò ha ottenuto il sostegno necessario in Serie A, mentre Galliani può contare sull’appoggio dell’Associazione Italiana Calciatori e dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio, che insieme rappresentano il 30% del peso elettorale. Nessuno dei due, tuttavia, può considerare già acquisita la maggioranza necessaria per essere eletto.
Serie A ancora divisa: chi sostiene Malagò e chi Galliani
Resta intanto aperta anche la questione degli schieramenti nel massimo campionato. Malagò, dopo le difficoltà incontrate nelle scorse settimane, ha raggiunto il quorum delle 11 firme grazie al sostegno di Roma, Napoli, Torino, Bologna, Fiorentina, Frosinone, Udinese, Monza, Parma, Genoa e Lecce. Dall’altra parte Inter, Atalanta e Como sostengono Galliani, mentre Juventus, Milan e Lazio non hanno ancora espresso pubblicamente una posizione definitiva. Un ulteriore elemento è arrivato dalla nota congiunta diffusa il 1° novembre da Cagliari, Sassuolo e Venezia: i tre club hanno precisato di non aver ancora scelto alcun candidato e di voler approfondire i programmi prima di decidere. Una presa di posizione che conferma come la Serie A, a differenza della precedente tornata elettorale, non si presenti compatta attorno a un unico nome. E se le 11 firme hanno consentito a Malagò di superare l’ostacolo della candidatura, non rappresentano una garanzia sul risultato finale, perché le adesioni necessarie alla presentazione dei candidati non vincolano il voto dei delegati.
Domani scadono le candidature: istituita una commissione per i controlli
La prossima scadenza è ormai imminente. Mercoledì 4 novembre, alle ore 23:59, scadrà il termine per il deposito delle candidature alla presidenza federale, accompagnate dai relativi programmi. Malagò e Galliani sono pronti a formalizzare la propria partecipazione alla competizione, mentre la FIGC ha istituito una commissione incaricata di verificare la regolarità della documentazione presentata. A presiederla sarà Vincenzo Parrinello, affiancato da Antonio Di Sebastiano e Ilaria Gioia. Una decisione che assume particolare significato alla luce delle vicende che hanno portato al commissariamento della Federazione lo scorso 6 ottobre, dopo i problemi legati al tesseramento di Malagò. La commissione dovrà accertare il rispetto dei requisiti previsti dallo Statuto federale prima della pubblicazione delle candidature. Sul fronte dei programmi, Malagò intende aggiornare quello presentato nella precedente tornata elettorale, valorizzando anche il lavoro svolto durante la sua gestione, mentre Galliani sta completando la definizione del proprio progetto per la Federazione.


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