Trentotto interventi per circa 570 milioni di euro, opere per un valore di 350 milioni già portate a gara o in esecuzione e nuovi finanziamenti per completare il sistema di depurazione calabrese. Sono i numeri illustrati dal subcommissario alla depurazione Tonino Daffinà durante la ventinovesima edizione di Ecomondo, la manifestazione dedicata alla Green Economy in corso a Rimini. Al centro del confronto il rilancio della depurazione nel Mezzogiorno e in Calabria, con un bilancio delle attività svolte negli ultimi tre anni e l’individuazione delle priorità per il prossimo triennio, alla luce della recente riconferma dell’intera struttura commissariale. Una programmazione che riguarda numerosi comuni calabresi e che vede Reggio Calabria al centro degli investimenti più consistenti, con risorse destinate alla realizzazione e al completamento delle infrastrutture necessarie al trattamento delle acque reflue. Un settore nel quale, secondo quanto evidenziato dal subcommissario, è stato avviato un percorso di accelerazione dopo anni di difficoltà e ritardi.
Depurazione, Daffinà: “Trentotto interventi affidati per circa 570 milioni di euro”
Nel corso dell’appuntamento di Rimini, dedicato anche al recupero dei rifiuti, al riutilizzo dell’acqua e alle opportunità imprenditoriali legate all’economia circolare, Daffinà ha approfondito il percorso compiuto dalla struttura commissariale e il significato della sua riconferma. Il subcommissario calabrese ha individuato in “Sinergia, reciprocità e fiducia” i tre elementi fondamentali che hanno caratterizzato l’attività svolta, sottolineando come il rinnovo degli incarichi rappresenti un riconoscimento dei risultati raggiunti. Una riconferma che, nelle sue parole, “non è un semplice atto formale”, ma assume il valore di una valutazione politica e tecnica dell’operato della struttura. Il bilancio comprende gli interventi avviati attraverso differenti strumenti di finanziamento, con un programma che interessa numerosi territori della regione e che punta a superare le criticità infrastrutturali del sistema di depurazione.
“Parlano i numeri per questa struttura, in Calabria come altrove. Sono stati 38 gli interventi affidati, 7 dalla delibera Cipe 60/2012 e 31 con Dpcm del 30 settembre 2022, per circa 570 milioni di euro. In poco più di due anni, la quasi totalità è stata portata a gara o in esecuzione per un valore di circa 350 milioni. Cuore del programma è stato il comune di Reggio Calabria, con 145 milioni di euro. I primi lotti, Oppido Mamertina e San Roberto, sono stati consegnati nelle scorse settimane. A questi si aggiungono 75 milioni FSC per completare Reggio e altri 20 milioni FSC per Acri, Castrovillari, Motta San Giovanni, Angitola e Mesima. Appalti aggiudicati o in via di aggiudicazione a Gallico di Reggio, Corigliano Rossano per il collettamento al nuovo ospedale della Sibaritide, Papanice di Crotone, Fiumefreddo Bruzio, Acri, Scilla, Rocca di Neto, Serra San Bruno e San Gregorio d’Ippona. Cantieri avviati a Motta San Giovanni, Angitola, Monasterace, Mormanno, San Giovanni in Fiore, Feroleto e Dinami. Lavori conclusi o in chiusura ad Oppido, San Roberto, Belvedere Marittimo e Mongrassano”, ha spiegato Daffinà, ricostruendo lo stato di avanzamento degli interventi programmati in Calabria.
Reggio Calabria al centro degli investimenti: nuovi fondi per completare il sistema di depurazione
Una parte particolarmente significativa del programma riguarda Reggio Calabria, individuata come uno dei principali punti di intervento della struttura commissariale. Il piano illustrato da Daffinà comprende un investimento iniziale di 145 milioni di euro, al quale si aggiungono ulteriori risorse FSC per completare le opere previste. Tra gli interventi indicati figurano quelli relativi a Gallico, mentre la programmazione coinvolge anche altri comuni della provincia, tra cui Oppido Mamertina, San Roberto, Motta San Giovanni, Scilla e Monasterace. Il subcommissario ha sottolineato come il lavoro svolto abbia consentito di rimettere in movimento un settore che per lungo tempo aveva registrato difficoltà nell’avanzamento delle opere, grazie anche alla collaborazione tra le istituzioni e al sostegno del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Una sinergia che, secondo Daffinà, ha contribuito a rendere disponibili ulteriori finanziamenti e ad accelerare le procedure necessarie alla realizzazione degli interventi.
I risultati raggiunti vengono indicati dal subcommissario come dati tangibili “di un sistema che era fermo da lustri e che si è finalmente mosso in modo significativo. Ed ha trovato tante porte aperte alla collaborazione ed alla sinergia interistituzionale”. Da qui il ringraziamento rivolto ai vertici del Ministero dell’Ambiente: “Per questa ragione intendo ringraziare il ministro Pichetto Fratin ed il Mase nel suo insieme per la straordinaria attenzione verso di noi. Basti pensare che abbiamo ottenuto 80 milioni per il completamento del mega intervento da 150 milioni di euro su Reggio Calabria”. Un riferimento che conferma la centralità attribuita al capoluogo reggino nella programmazione degli investimenti e l’importanza delle risorse aggiuntive per portare a conclusione le opere previste. Il completamento delle infrastrutture rappresenta infatti un passaggio fondamentale per migliorare il trattamento delle acque reflue e rafforzare la tutela ambientale del territorio.
I cantieri in Calabria: da Corigliano-Rossano a Crotone, da Scilla a Serra San Bruno
Il programma commissariale interessa un’ampia parte della Calabria, con interventi in differenti fasi di avanzamento. Tra gli appalti aggiudicati o in corso di aggiudicazione figurano quelli di Gallico, nel comune di Reggio Calabria, Corigliano-Rossano, dove è previsto il collettamento al nuovo ospedale della Sibaritide, Papanice di Crotone, Fiumefreddo Bruzio, Acri, Scilla, Rocca di Neto, Serra San Bruno e San Gregorio d’Ippona. Sul fronte dei cantieri già avviati, la struttura commissariale segnala invece gli interventi a Motta San Giovanni, Angitola, Monasterace, Mormanno, San Giovanni in Fiore, Feroleto e Dinami. Risultano conclusi o prossimi alla conclusione i lavori a Oppido Mamertina, San Roberto, Belvedere Marittimo e Mongrassano, mentre i primi lotti di Oppido e San Roberto sono stati consegnati nelle scorse settimane. A completare il quadro dei finanziamenti si aggiungono 20 milioni di euro FSC destinati ad Acri, Castrovillari, Motta San Giovanni, Angitola e Mesima. La distribuzione degli interventi evidenzia la dimensione regionale del programma, che coinvolge comuni costieri e aree interne con l’obiettivo di intervenire sulle criticità del sistema di raccolta, collettamento e trattamento delle acque reflue.
Il ruolo della Regione Calabria, del Ministero e di Sogesid
Nel bilancio presentato a Ecomondo, Daffinà ha riservato particolare attenzione alla collaborazione istituzionale che ha accompagnato l’attività della struttura commissariale. Oltre al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin e al Ministero nel suo complesso, il subcommissario ha espresso un riconoscimento nei confronti dell’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro, del direttore generale Salvatore Siviglia, della propria struttura e di Sogesid Spa. Il contributo dei diversi soggetti coinvolti viene considerato uno degli elementi fondamentali per il coordinamento delle attività e per il rispetto dei tempi di attuazione delle opere. Proprio con riferimento a Sogesid, Daffinà ha evidenziato il valore di una collaborazione nella quale, ha puntualizzato, “abbiamo ritrovato la filiera completa”, ritenuta “fondamentale per agire nel rispetto della tempistica e dei cronoprogrammi prefissati”. Il raccordo tra amministrazioni, strutture tecniche e soggetti operativi rappresenta quindi uno degli aspetti sui quali la gestione commissariale intende continuare a puntare, con l’obiettivo di ridurre i ritardi e garantire continuità agli interventi già programmati.
Il prossimo triennio: completare le opere e accelerare le procedure
Nonostante i risultati illustrati a Rimini, il programma di depurazione calabrese presenta ancora interventi da completare e procedure da portare a conclusione. La recente riconferma della struttura commissariale apre quindi una nuova fase di lavoro, nella quale la priorità sarà trasformare la programmazione e gli appalti avviati in opere pienamente realizzate e funzionanti. Per raggiungere questo obiettivo, Daffinà ha annunciato un prossimo confronto con gli uffici ministeriali, finalizzato a individuare possibili semplificazioni procedurali e deroghe mirate, laddove consentite, per accelerare alcuni passaggi amministrativi. Una prospettiva che guarda al completamento degli interventi nei tempi previsti e alla necessità di rendere più efficace un sistema infrastrutturale essenziale per la protezione dell’ambiente e della salute dei territori.
“Il prossimo triennio servirà per portare a termine ogni intervento programmato”, ha concluso il subcommissario. “A breve ci recheremo presso gli uffici del Ministero proprio per snellire le procedure relative a deroghe mirate ed accorciare i tempi laddove sarà possibile, rispetto ad alcune strutture. Lo faremo con la convinzione che ha contraddistinto questa triade commissariale sin dal primo momento, nella certezza che questo rinnovo sia arrivato esclusivamente per gli obiettivi conseguiti. Migliorare la depurazione, infatti, non significa solo superare le infrazioni, ma tutelare ambiente, mare e qualità della vita”. È questo il messaggio conclusivo dell’intervento di Daffinà a Ecomondo: il rilancio della depurazione non deve essere considerato esclusivamente una questione di adeguamento normativo o di superamento delle procedure d’infrazione, ma un investimento nella sostenibilità e nella qualità della vita. Per la Calabria, e in particolare per i territori interessati dagli interventi, il completamento delle infrastrutture rappresenta una condizione importante per la salvaguardia del mare, la tutela degli ecosistemi e il miglioramento dei servizi ambientali.


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