Dai no vax al fascismo, il passo per Matteo Bassetti continua a essere piuttosto breve. Non si placano le polemiche social dell’infettivologo genovese, tornato in questi giorni a confrontarsi duramente con esponenti politici sulle decisioni assunte durante la pandemia da Covid e sul reintegro dei medici radiati. Dopo il botta e risposta con il senatore di Fratelli d’Italia Antonella Zedda, questa volta al centro dello scontro c’è Alice Buonguerrieri, deputato di Fratelli d’Italia, componente della Commissione Giustizia della Camera e capogruppo del partito nella Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid. La parlamentare ha pubblicato sui social una dura risposta alle cosiddette “virostar”, richiamando le restrizioni imposte durante l’emergenza sanitaria e le conseguenze delle politiche vaccinali. Bassetti, a distanza di qualche giorno, ha replicato con parole altrettanto pesanti, tornando a utilizzare il riferimento al fascismo per contestare i toni e le posizioni di una parte della politica italiana. Uno schema che ricorda da vicino quanto accaduto appena pochi giorni fa.
Buonguerrieri risponde alle “virostar”: il riferimento alle restrizioni e agli obblighi vaccinali
La nuova polemica nasce da un intervento social del deputato di Fratelli d’Italia, che ha contestato le critiche ricevute da alcuni esponenti del mondo medico e scientifico e, in particolare, il riferimento alle prossime elezioni come occasione nella quale gli elettori dovrebbero ricordarsi delle sue posizioni. Buonguerrieri ha ribaltato il ragionamento, sostenendo che i cittadini conserveranno a lungo anche il ricordo delle decisioni adottate durante la pandemia e delle dichiarazioni pronunciate da alcuni dei protagonisti del dibattito sanitario. Nel suo intervento, la parlamentare richiama il confinamento delle persone nelle abitazioni, le limitazioni collegate al lavoro e gli obblighi vaccinali, formulando inoltre valutazioni critiche sugli effetti dei vaccini contro il Covid. Si tratta di affermazioni e giudizi politici della deputata, che non devono essere confusi con una valutazione scientifica accertata sull’efficacia e sulla sicurezza dei vaccini.
“Alle virostar che mi attaccano dicendo con disprezzo che i cittadini dovranno ricordarsi di me alle prossime elezioni, rispondo che certamente si ricorderanno di loro, del fatto che ci hanno chiusi in casa da sani, che chiamavano sorci o criminali tutti quelli che avevano anche solo un dubbio e che ci hanno obbligato a vaccinarci anche solo per andare a lavorare con un vaccino che ha affrancato la circolazione del virus oltre che creato danni. I cittadini si ricorderanno per lungo tempo di voi, si”.
La replica di Bassetti: tornano le accuse di fascismo e ignoranza scientifica
La risposta dell’infettivologo non si è fatta attendere. Bassetti ha contestato il linguaggio e le posizioni espresse dalla parlamentare, accusando una parte della politica italiana di confondere le decisioni assunte dalle istituzioni durante la pandemia con il ruolo del mondo accademico e scientifico. Ma soprattutto è tornato a evocare il fascismo, esattamente come già accaduto nel recente confronto con Antonella Zedda. Stavolta il riferimento è ancora più esplicito, con l’accusa rivolta ai suoi interlocutori politici di essere fascisti nei toni e nei modi, oltre che ignoranti nelle materie scientifiche. Nella parte conclusiva del messaggio, Bassetti chiama in causa anche l’immunità parlamentare, con un’ulteriore osservazione polemica nei confronti dei politici destinatari delle sue critiche.
“Ecco il livello di una certa politica italiana. Sono fascisti nei toni e nei modi, oltre che pesantemente ignoranti nella materia scientifica. Confondono decisioni politiche con posizioni del mondo accademico e scientifico trattando medici e scienziati come avversari politici. Che tristezza….povera Italia come sei caduta in basso Questi politici possono solo benedire l’immunità parlamentare…”.


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