Un duro richiamo alla maggioranza comunale, una critica ai personalismi che condizionano l’azione amministrativa e un appello a costruire un progetto politico capace di superare gli attuali schieramenti in vista delle prossime elezioni. È il contenuto della presa di posizione di Giovanni Maiolo, vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Caulonia, che interviene dopo l’ultima seduta del Consiglio comunale per denunciare le divisioni interne alla coalizione di governo e chiedere una svolta nella politica cittadina. Al centro della sua riflessione ci sono i veti incrociati all’interno della maggioranza, le resistenze all’apertura verso la minoranza e la necessità di affrontare insieme i problemi strutturali del territorio, dalla tenuta del bilancio alla carenza di personale, fino al dissesto territoriale e alle opere pubbliche strategiche. Maiolo propone di superare le contrapposizioni personali e di avviare un confronto più ampio tra amministratori, forze politiche, associazioni e cittadini, nella convinzione che Caulonia abbia bisogno di una nuova fase politica fondata sulla collaborazione e su una visione condivisa del futuro.
Caulonia, Maiolo dopo il Consiglio comunale: “Serve una svolta profonda”
La riflessione del vicesindaco prende le mosse da quanto accaduto durante la seduta consiliare della sera precedente, considerata indicativa delle difficoltà che attraversano la politica locale. “Ci sono sedute del Consiglio comunale che passano senza lasciare traccia, e altre che, al di là dei punti all’ordine del giorno, rivelano lo stato reale della politica di un paese. Quella di ieri sera appartiene alla seconda categoria. E proprio per questo merita una riflessione che non si fermi alla cronaca, ma provi a interrogarsi su cosa serva davvero a Caulonia in questa fase”, afferma Giovanni Maiolo. L’assessore chiarisce quindi che la necessità di cambiamento non riguarda esclusivamente l’operato dell’attuale amministrazione, ma una serie di criticità che si sono accumulate nel corso dei decenni. “Parto da una convinzione: Caulonia ha bisogno di una svolta profonda. Non mi riferisco all’azione di questa o di quella amministrazione, ma alla condizione del paese, alle questioni strutturali che si sono accumulate nel corso di decenni e che nessuna stagione amministrativa, da sola, ha potuto risolvere fino in fondo. Il bilancio e la sua tenuta, la carenza di personale che mette sotto pressione la macchina comunale, la gestione di un territorio fragile e dissestato, le opere pubbliche strategiche da cui dipende il futuro del paese, la cultura come infrastruttura civile, le politiche sociali come fondamento della coesione della comunità. Sono problemi che vengono da lontano e che richiedono risposte di lungo periodo, non interventi episodici. Per questo la svolta di cui parlo non è un giudizio sul passato, ma un’esigenza per il futuro, è la necessità di affrontare questi nodi con una visione e una determinazione all’altezza della loro complessità. Sono nodi che nessuno può pensare di sciogliere da solo”.
Le divisioni nella maggioranza e la critica ai personalismi
Secondo Maiolo, per affrontare le difficoltà del Comune non bastano le competenze dei singoli amministratori, ma occorre una collaborazione effettiva tra tutte le componenti politiche e istituzionali. Il vicesindaco richiama il concetto di capacità di governo, sottolineando come l’efficacia dell’azione amministrativa dipenda dalla qualità della cooperazione e non dalla somma delle iniziative individuali. “Per affrontarli servono energie, impegno, competenza. E serve unità. Non l’unità di facciata, quella che si proclama nei momenti solenni e si dimentica il giorno dopo, ma un’unità reale di intelligenze, di idee, di forze. In politologia si parla di capacità di governo come della possibilità concreta di trasformare un indirizzo politico in decisioni efficaci. Ebbene, questa capacità non nasce dalla somma di individualità, ma dalla qualità della cooperazione tra di esse”. È proprio su questo terreno che si concentra una delle critiche più nette del vicesindaco, che denuncia un confronto politico troppo spesso condizionato da rivalità personali e risentimenti. “Quello che invece ho visto troppo spesso, e anche ieri sera, è altro. È la personalizzazione esasperata della politica, che riduce ogni confronto a una questione di ego. È la tendenza a spostare il dibattito dal piano delle proposte a quello del risentimento, evocando presunti attacchi personali, costruiti ad arte per mascherare l’incapacità di elaborare un pensiero politico. Quando manca una visione, si ripiega sul vittimismo. È un meccanismo antico, ma non per questo meno dannoso”.
Maiolo denuncia i veti interni: “Un’amministrazione non è un insieme di signorie”
Il passaggio politicamente più significativo della nota riguarda il funzionamento della maggioranza che governa Caulonia. Maiolo individua due livelli di contrapposizione che, a suo giudizio, limitano la capacità decisionale dell’amministrazione: da una parte la chiusura nei confronti della minoranza e della comunità, dall’altra i veti che alcuni componenti della stessa coalizione porrebbero nei confronti di altri esponenti della maggioranza. “C’è poi un problema che riguarda direttamente il funzionamento della maggioranza che amministra il paese. La scienza politica descrive con precisione il ruolo dei cosiddetti attori di veto, ossia soggetti che, pur senza avere la forza di proporre, hanno quella di bloccare. Più numerosi e rigidi sono i veti all’interno di una coalizione, più il sistema si paralizza e la capacità decisionale si riduce. A Caulonia questi veti operano su due fronti. Il primo è verso l’esterno: c’è chi si oppone a qualsiasi apertura alla minoranza e alla comunità, come se il perimetro della maggioranza fosse un recinto da difendere e non uno spazio da allargare, preferendo l’autosufficienza di un gruppo ristretto alla ricerca di un consenso più ampio attorno a un progetto per il paese. Il secondo, ancora più grave, è all’interno della stessa maggioranza: c’è chi arriva a considerare incompatibili altri componenti della coalizione con cui pure condivide la responsabilità di governo, trasformando divergenze politiche in esclusioni personali. È una logica che mina alla radice la coesione di un’amministrazione e che, ancora una volta, non nasce da un’idea di paese, ma dalla difesa di una rendita di posizione, mettendo sempre al centro se stessi anziché la comunità. Chi pone veti dentro la propria maggioranza difficilmente potrà essere credibile quando si tratterà di costruire alleanze più ampie”. Il vicesindaco chiede quindi di abbandonare definitivamente queste dinamiche: “Credo che questa stagione debba finire. I veti devono cadere. Non possiamo permetterci logiche di fazione né, peggio ancora, logiche feudali, in cui interi settori dell’azione amministrativa vengono vissuti come possedimenti personali. Un’amministrazione è un organismo collegiale, non un insieme di signorie”.
Verso le prossime elezioni comunali: l’apertura alla minoranza e alla società civile
La proposta politica avanzata da Giovanni Maiolo guarda anche oltre l’attuale consiliatura e punta alla costruzione di un progetto capace di coinvolgere forze oggi collocate su fronti differenti. Il vicesindaco ritiene che le prossime elezioni comunali non debbano trasformarsi in una nuova contrapposizione tra schieramenti consolidati, ma rappresentare l’occasione per ripensare il futuro amministrativo di Caulonia attraverso un confronto più ampio. “La strada che propongo è opposta alla chiusura, e guarda già oltre questa consiliatura. Le prossime elezioni comunali non possono essere l’ennesima resa dei conti tra schieramenti contrapposti, né la riproposizione di vecchi equilibri logorati. Devono essere l’occasione per costruire un progetto nuovo, capace di andare oltre i confini dell’attuale maggioranza e dell’attuale minoranza. Per questo credo che serva il coraggio di aprirsi. Sia nella maggioranza che nella minoranza esistono forze che condividono la preoccupazione per il futuro del paese e la volontà di contribuire a costruirlo. Devono parlarsi. E parlare alla comunità, alle sue associazioni, alle sue competenze, alle energie che finora sono rimaste ai margini della vita pubblica. Non si tratta di cancellare le differenze, che sono il sale della democrazia, ma di riconoscere che sulle grandi questioni, dal bilancio al territorio, dal personale alle opere strategiche, la divisione è un lusso che Caulonia non può più permettersi. Non a caso, nelle fasi di crisi, le democrazie più solide hanno fatto ricorso a coalizioni ampie e a politiche consensuali. È esattamente la fase che stiamo vivendo. Una politica inclusiva, che cerchi il dialogo tra le forze politiche e con i cittadini e che costruisca insieme a loro il programma e la proposta per il governo del paese, non è un segno di debolezza, ma di maturità democratica. Il capitale sociale di un paese, la sua rete di competenze, esperienze e relazioni, è la risorsa più preziosa che abbiamo, e sprecarla in nome di piccole gelosie sarebbe imperdonabile”.
L’appello alla responsabilità: “I cittadini ci chiedono di risolvere i problemi”
Nella parte conclusiva del suo intervento, Maiolo richiama il pensiero del sociologo Max Weber e il concetto di etica della responsabilità, ritenuto fondamentale per chi ricopre incarichi pubblici. Il vicesindaco invita gli amministratori a concentrarsi sulle conseguenze delle proprie decisioni e sui problemi concreti della comunità, superando le contrapposizioni personali e le divisioni politiche che rischiano di rallentare le risposte ai cittadini. “Max Weber parlava dell’etica della responsabilità come della qualità essenziale di chi fa politica, la capacità di rispondere delle conseguenze delle proprie azioni, e non solo delle proprie intenzioni o, peggio, delle proprie suscettibilità. È a questa etica che dobbiamo richiamarci. Perché il tempo che viviamo è troppo drammatico per concederci divisioni e litigi da asilo. I cittadini di Caulonia non ci chiedono di avere ragione l’uno contro l’altro, ci chiedono di risolvere i problemi”. Da qui l’invito a costruire una visione politica che sappia affiancare alle ambizioni per il futuro la capacità di realizzare interventi concreti. “E allora serve una visione. Una Caulonia fondata sul sogno e non sulla mediocrità, capace di immaginare il proprio futuro e allo stesso tempo di costruirlo con atti concreti, facendo perno sulla capacità di agire. Il sogno senza l’azione è retorica, l’azione senza il sogno è pura gestione dell’esistente. Abbiamo bisogno di entrambi. È arrivato il momento di superare le bassezze e di alzare lo sguardo”. Una presa di posizione che apre un confronto politico sul futuro di Caulonia, ponendo al centro la necessità di superare i veti interni, favorire il dialogo tra maggioranza e minoranza e costruire una proposta amministrativa capace di affrontare le questioni strutturali del territorio.


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