Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord e sindaco di Taormina, torna a parlare degli equilibri della politica nazionale e delle prospettive dei diversi schieramenti. Lo ha fatto ieri, giovedì 5 novembre, all’Università La Sapienza di Roma, in occasione di un convegno organizzato dagli studenti di Azione Universitaria. Al centro del suo intervento, una valutazione sul peso elettorale dei due principali poli politici e sullo spazio che potrebbero occupare le altre formazioni. De Luca ha illustrato la propria lettura dello scenario nazionale utilizzando anche una delle sue espressioni provocatorie, quella della “seduta spiritica”.
La previsione di De Luca: i due poli al 92%
Secondo la valutazione espressa dal leader di Sud chiama Nord, i due principali poli politici nazionali arriverebbero complessivamente al 92%, lasciando uno spazio decisamente più contenuto alle altre formazioni. Nel suo ragionamento, De Luca cita espressamente Vannacci e Calenda, ai quali attribuisce una quota complessiva non superiore al 7%. Per le altre realtà politiche, da lui definite residuali, indica invece percentuali comprese tra lo 0,8% e l’1%. Si tratta di stime e valutazioni personali espresse da De Luca durante il convegno, e non di risultati di un sondaggio demoscopico accompagnato da dati metodologici.


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