Da quasi tre anni attende di ricevere la pensione di vecchiaia, nonostante 46 anni di attività professionale e oltre quattro decenni di contributi versati. È la vicenda denunciata dall’avvocato penalista catanese Giuseppe Lipera, che compirà 71 anni tra un mese e che ha deciso di rivolgersi direttamente alle istituzioni per chiedere un intervento nei confronti della Cassa forense. Il legale ha inviato una nota ai ministri del Lavoro, dell’Economia e della Giustizia, alla Covip e agli organismi di vigilanza previdenziale, sollecitando una soluzione che possa consentirgli di ottenere il trattamento pensionistico mentre è ancora in corso il contenzioso sui contributi. “Desidero avere la pensione prima che muoio”, scrive Lipera, esprimendo la propria esasperazione per una situazione che, secondo quanto riferisce, si protrae dal novembre del 2023.
Giuseppe Lipera, la domanda di pensione presentata nel novembre 2023
La vicenda ha avuto inizio nel novembre 2023, quando l’avvocato ha presentato la domanda per ottenere la pensione di vecchiaia. Nell’aprile dell’anno successivo, secondo quanto ricostruito dallo stesso penalista, la Cassa forense gli avrebbe prospettato un trattamento pensionistico di 49.043 euro lordi annui, corrispondenti a circa 4.087 euro lordi al mese. Il riconoscimento della pensione sarebbe stato tuttavia subordinato al pagamento di oltre 116mila euro, richiesti dalla Cassa per presunti contributi previdenziali omessi. Una pretesa economica che Lipera contesta e che lo ha portato ad avviare un procedimento giudiziario davanti al Tribunale del Lavoro di Catania, con l’obiettivo di chiarire la propria posizione contributiva.
La Cassa forense avrebbe respinto la richiesta nell’ottobre 2025
Il contenzioso non avrebbe impedito il protrarsi del blocco della pratica pensionistica. Secondo quanto riferisce il legale, nell’ottobre 2025 la Cassa forense ha respinto la sua domanda di pensionamento. L’avvocato denuncia inoltre un’ulteriore difficoltà: non avrebbe ricevuto copia della delibera con cui è stata disposta la decisione, nonostante i ripetuti solleciti presentati. Una circostanza che, secondo Lipera, avrebbe creato ostacoli anche all’esercizio del diritto di reclamo, rendendo più complicata la possibilità di contestare formalmente il provvedimento.
La denuncia: “trattenuti circa 150mila euro”
Nella nota trasmessa alle istituzioni, il penalista catanese richiama anche l’aspetto economico della vicenda. Lipera sostiene infatti che, dalla presentazione della domanda di pensionamento fino a oggi, sarebbero stati “trattenuti circa 150mila euro”. Il legale chiede pertanto “un intervento delle autorità competenti affinché venga valutata la possibilità di ottenere almeno una erogazione provvisoria della pensione, in attesa che il giudizio relativo ai contributi contestati arrivi a una definizione”.
Chi è Giuseppe Lipera, il penalista che ha difeso Contrada e Speziale
Giuseppe Lipera è un avvocato penalista catanese con una lunga esperienza professionale. Nel corso della sua carriera ha seguito anche procedimenti giudiziari di rilevanza nazionale. Tra i suoi assistiti figurano Bruno Contrada, ex dirigente del Sisde, e Antonino Speziale, condannato per la morte dell’ispettore di polizia Filippo Raciti, avvenuta durante gli scontri all’esterno dello stadio di Catania nel 2007. Oggi, dopo quasi 46 anni di professione, il penalista si trova a dover affrontare una controversia che riguarda direttamente il proprio trattamento previdenziale. Con la nota inviata ai ministri e agli organismi di vigilanza, Lipera sollecita una risposta istituzionale che possa consentirgli di percepire la pensione, anche in forma provvisoria, senza dover attendere necessariamente la conclusione del contenzioso contributivo davanti al Tribunale del Lavoro di Catania.


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