Calabria laboratorio delle professioni: 50 studenti di Locri tra i parchi, con imprese e filiere turismo | FOTO

Cinquanta studenti del Polo Tecnico Professionale Dea Persefone – Zanotti Bianco di Locri protagonisti di un campo scuola di cinque giorni tra mare, borghi, imprese e parchi naturali. Un viaggio alla scoperta delle eccellenze calabresi per trasformare turismo, enogastronomia e tutela dell’ambiente in competenze e opportunità di lavoro

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Che cosa c’è dietro una destinazione turistica? Ci sono ecosistemi da proteggere, imprese che trasformano prodotti, alberghi che costruiscono accoglienza, porti che generano servizi, pescatori che custodiscono conoscenze, sentieri che ricuciono costa ed entroterra e comunità capaci di trasformare identità in valore. È questa la Calabria che cinquanta studenti del Polo Tecnico Professionale Dea Persefone – Zanotti Bianco di Locri hanno attraversato con Mare, Borghi e Sapori, il campo scuola di Vivi e Scopri la Calabria. Cinque giorni e 40 ore nei quali La Calabria, una montagna in mezzo al mare ha compiuto un altro passo in avanti: da paradigma territoriale nato con Mare Dentro a laboratorio professionalizzante per gli indirizzi Turismo, Agrario ed Enogastronomia/Ospitalità.

Come il territorio può diventare lavoro

È questa, per il Direttore generale EPMR Raffaele Greco, la nuova declinazione del lavoro avviato con Mare Dentro e proseguito in autunno nelle scuole. Non basta conoscere un Parco, un borgo o un prodotto identitario: bisogna comprendere quali competenze, servizi e professionalità consentono di tutelarli, renderli fruibili e trasformarli in occasioni di sviluppo sostenibile. È così che le aree protette diventano una grande aula aperta nella quale i ragazzi possono osservare direttamente il funzionamento reale di una destinazione e cominciare a immaginare il proprio ruolo dentro di essa. Il progetto, sostenuto dalla Regione Calabria attraverso il PR Calabria FESR FSE+ 2021–2027 e sviluppato dalla scuola con la collaborazione tecnico-scientifica e territoriale dell’EPMR, prosegue la linea di Vivi e Scopri la Calabria, promossa dalle politiche regionali per l’Istruzione guidate dall’assessore Eulalia Micheli.

Dalla tutela al valore, il mare e il bosco diventano prodotto turistico

Il primo passaggio ha mostrato agli studenti che la tutela non è separata dall’economia della destinazione. Al presidio EPMR/MUDIMAR di Soverato, con Maria Assunta Menniti, presidente e direttrice scientifica del CESRAM, specie, habitat e servizi ecosistemici del Mar Ionio sono diventati materia di conoscenza applicata. Poche ore dopo, nel Parco Naturale Regionale delle Serre, il Commissario straordinario Francesco Costantino ha spostato l’attenzione sulle aree protette come leve di Green Economy e turismo lento. Nella Foresta dell’Archiforo, con la guida Giorgio Pascolo, il forest bathing ha aggiunto un esempio concreto: anche un bosco può diventare esperienza di benessere e prodotto turistico capace di contribuire alla destagionalizzazione.

Dal tonno alla ‘nduja: le filiere diventano racconto della destinazione

Il secondo livello è stato quello dell’impresa. Nell’azienda Callipo di Maierato i ragazzi hanno osservato come tradizione, qualità, sicurezza e innovazione costruiscano reputazione attorno ad una produzione agroalimentare. Nella sede EPMR di Bivona, invece, il biologo Tonino Mancuso ha ricondotto la filiera ittica alla biodiversità, alla Posidonia oceanica, alla Blue Economy e alla cultura marinara custodita dalla Tonnara. Da qui il progetto è entrato nel turismo del gusto. Alla Gelateria Ercole, il Tartufo di Pizzo è stato presentato come elemento distintivo della città, con il sindaco Sergio Pititto a confrontarsi con gli studenti sul rapporto tra patrimonio e sviluppo. A Ricadi, successivamente, il direttore del Museo Civico Vincenzo Calzona ha accompagnato il percorso tra il Museo della Cipolla Rossa di Tropea IGP e il Museo Demo-etnoantropologico e dell’Olio, mentre a Spilinga ’Nduja e Salumi Bellantone e Francesco Fiamingo, presidente del Consorzio della ’Nduja di Spilinga, hanno mostrato come una produzione locale diventi filiera, tutela e promozione commerciale.

Dal prodotto alla destinazione: il modello Tropea

A Tropea l’attenzione si è spostata su ciò che accade quando il territorio diventa sistema turistico. Al Tropis Hotel di Ugo Mazza, ASALT – Associazione Albergatori Tropea, con il presidente Massimo Vasinton, gli operatori dell’ospitalità e il Consorzio di Tutela della Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP hanno mostrato ai giovani tutte le competenze richieste dal mercato del turismo. Mentre all’Hotel Sunshine gli studenti sono passati dalla teoria alla pratica, lavorando direttamente in cucina. Quindi, il Giardino degli Dei, modello di responsabilità sociale per il territorio e di governo della bellezza che sotto la guida del suo ideatore Fabio Muzzupappa, da luogo di benessere per lo spirito ed il corpo, diventa tappe per le scuole e dimostra che un’azienda può occuparsi di rigenerare e valorizzare un luogo. Insieme al Comune di Ricadi e MuRi, ha introdotto il tema del territorial branding.

Al Porto di Tropea, infine, l’incontro con i pescatori locali e il successivo workshop nel Marina Yachting Club hanno mostrato due volti complementari dello stesso mare: da una parte pesca artigianale e saperi tradizionali, dall’altra servizi al diportista, concierge, sicurezza, sostenibilità e nuove professioni della Blue Economy.

La montagna in mezzo al mare si vede e si vive camminando

L’ultima giornata ha ricomposto fisicamente il paradigma che tiene insieme tutto il progetto. Con Antonio Barra, il trekking nell’area Zungri–Zambrone, collegato alla rete sentieristica EPMR, ha mostrato come mobilità lenta e outdoor possano creare continuità tra costa e aree interne. A Mammola, il MUSABA – Parco Museo Laboratorio Santa Barbara ha aggiunto arte contemporanea e rigenerazione culturale alla costruzione della destinazione: anche creatività e paesaggio possono produrre nuove motivazioni di viaggio.