La Calabria diventa un esempio europeo di economia circolare applicata alle grandi infrastrutture pubbliche. Gli esperti del programma Interreg Europe hanno approvato una buona pratica presentata dalla Regione nell’ambito del progetto KARMA, riconoscendo il valore di un intervento realizzato nel cantiere della nuova linea ferroviaria metropolitana che collega Catanzaro Germaneto, Catanzaro Sala e Catanzaro Lido. Al centro dell’iniziativa c’è l’utilizzo di un impianto mobile per il recupero dei rifiuti provenienti dalle attività di demolizione, che ha consentito di trattare direttamente sul posto oltre 12mila tonnellate di materiali, trasformandoli in risorse da riutilizzare nella stessa opera. Un sistema che ha permesso di ridurre il ricorso alle discariche, limitare i trasporti e contenere la necessità di estrarre nuovi materiali naturali. Il riconoscimento europeo valorizza dunque un’esperienza concreta di gestione sostenibile dei cantieri, sviluppata nell’ambito di un’infrastruttura ferroviaria dal valore complessivo di 145 milioni di euro e considerata potenzialmente replicabile anche in altre regioni italiane.
Il riconoscimento europeo alla Calabria: Montuoro sottolinea il valore della cooperazione internazionale
A comunicare l’approvazione della buona pratica è l’assessore regionale alla Cooperazione Internazionale, Antonio Montuoro, che evidenzia l’importanza del risultato ottenuto dalla Calabria attraverso la partecipazione al progetto KARMA. Il riconoscimento riguarda una soluzione operativa già sperimentata nel cantiere ferroviario di Catanzaro e inserita tra le esperienze considerate meritevoli di condivisione a livello europeo. Un risultato che, secondo l’esponente della Giunta regionale, conferma l’utilità delle attività di cooperazione internazionale nel promuovere e valorizzare interventi realizzati sul territorio. “Gli esperti del programma Interreg Europe hanno approvato una buona pratica condivisa dalla Regione Calabria quale partner del progetto KARMA. Questa decisione è motivo d’orgoglio perché testimonia ancora una volta quanto lavoro positivo si stia realizzando anche sul fronte della Cooperazione Internazionale, delega che mi è stata affidata dal Presidente Roberto Occhiuto”. La buona pratica approvata riguarda nello specifico l’impiego di un impianto mobile per recuperare i rifiuti generati dalle demolizioni all’interno del cantiere della nuova infrastruttura ferroviaria metropolitana di Catanzaro.
Oltre 12mila tonnellate di rifiuti recuperate direttamente nel cantiere ferroviario
L’intervento ha affrontato due esigenze strettamente collegate: gestire in maniera sostenibile i materiali derivanti dalla demolizione di vecchi magazzini ed evitare che grandi quantità di rifiuti fossero trasportate in discarica, rendendo successivamente necessario l’acquisto di nuovi aggregati naturali per la realizzazione dell’infrastruttura. La soluzione adottata è stata quella di autorizzare un impianto mobile di trattamento direttamente nell’area interessata dai lavori, consentendo di trasformare gli scarti delle demolizioni in materiali nuovamente utilizzabili. A illustrare le caratteristiche tecniche dell’operazione è Raffaele Rio, direttore generale del Dipartimento Asset strategici, attrazione degli investimenti e saperi, che ricostruisce il percorso amministrativo e operativo attraverso il quale è stata realizzata l’iniziativa.
“L’intervento – spiega Raffaele Rio, direttore generale del Dipartimento Asset strategici, attrazione degli investimenti e saperi – ha affrontato una duplice problematica: da un lato la gestione sostenibile dei rifiuti derivanti dalla demolizione di vecchi magazzini, dall’altro la necessità di evitare il conferimento in discarica di ingenti quantità di materiale e la conseguente estrazione di nuovi aggregati naturali destinati a una grande infrastruttura pubblica. In questo contesto, la Regione Calabria ha autorizzato una campagna di recupero mobile ai sensi dell’articolo 208, comma 15, del Decreto Legislativo 152/2006, consentendo il trattamento in loco di rifiuti misti da costruzione e demolizione classificati con il codice EER 17 09 04, per un quantitativo complessivo di 12.000 tonnellate nell’arco di 45 giorni. La pratica ha raggiunto i propri obiettivi trasformando i rifiuti in materie prime seconde idonee al riutilizzo direttamente nel cantiere, in particolare per opere di riempimento e realizzazione di sottofondi e pavimentazioni. In questo modo si sono ridotti i trasporti, i costi di smaltimento e l’approvvigionamento di aggregati vergini”.
Il recupero dei materiali è stato dunque effettuato attraverso una campagna autorizzata ai sensi della normativa ambientale nazionale, con il trattamento dei rifiuti misti da costruzione e demolizione classificati con il codice EER 17 09 04. I materiali ottenuti sono stati destinati a nuove lavorazioni nell’ambito dello stesso cantiere, in particolare per riempimenti, sottofondi e pavimentazioni. Il vantaggio del sistema consiste nella possibilità di ridurre il numero dei trasporti necessari per allontanare i rifiuti e, contemporaneamente, limitare l’arrivo di nuovi aggregati naturali dall’esterno. Si tratta di un’applicazione dei principi dell’economia circolare direttamente nel settore delle opere pubbliche, dove la gestione dei materiali derivanti dalle demolizioni può incidere in maniera significativa sui costi complessivi e sull’impatto ambientale dei lavori.
I soggetti coinvolti e i benefici ambientali dell’intervento
La realizzazione del progetto ha richiesto il coordinamento tra diversi soggetti istituzionali e operativi, dalla Regione Calabria alla stazione appaltante, fino all’impresa incaricata dei lavori e al gestore dell’impianto mobile di recupero. Un ruolo è stato svolto anche dagli organismi responsabili dei controlli ambientali e dalla filiera locale del riciclo. Secondo quanto comunicato dal Dipartimento regionale, l’impianto ha operato direttamente nell’area del cantiere, recuperando oltre 12mila tonnellate di rifiuti misti da costruzione e demolizione nell’ambito della campagna autorizzata. L’esperienza ha prodotto benefici per la realizzazione dell’infrastruttura e per la pubblica amministrazione, con ricadute indirette anche sul territorio, grazie alla riduzione dei materiali da smaltire e del ricorso alle cave.
“Tra i principali soggetti coinvolti – precisa il Dipartimento – figurano: la Regione Calabria; la stazione appaltante; l’impresa esecutrice dei lavori; il gestore dell’impianto mobile di recupero; gli enti preposti ai controlli ambientali; la filiera locale del riciclo. L’impianto ha operato direttamente nel cantiere, recuperando oltre 12.000 tonnellate di rifiuti misti da costruzione e demolizione nell’ambito della campagna autorizzata della durata di oltre 45 giorni. I beneficiari diretti dell’iniziativa sono il progetto infrastrutturale e la pubblica amministrazione; quelli indiretti sono il territorio e la collettività, che traggono vantaggio dalla riduzione degli impatti ambientali e della pressione esercitata su discariche e cave”.
Un modello replicabile nei cantieri ferroviari, stradali e portuali
Il riconoscimento ottenuto nell’ambito di Interreg Europe apre anche alla possibilità di trasferire l’esperienza realizzata a Catanzaro in altri contesti infrastrutturali. La gestione dei rifiuti direttamente nei cantieri può infatti rappresentare una soluzione particolarmente utile quando le opere prevedono grandi attività di demolizione e un successivo impiego di materiali per riempimenti, pavimentazioni e altre lavorazioni. In questi casi, la disponibilità di un impianto mobile consente di organizzare il recupero sul posto, evitando almeno una parte dei trasporti verso impianti di trattamento distanti. È proprio la possibilità di replicare questo sistema in interventi differenti a costituire uno degli elementi più importanti della buona pratica presentata dalla Regione Calabria, che viene proposta come esperienza di riferimento per altre amministrazioni.
“Sono soddisfatto due volte – ha aggiunto l’assessore regionale alla Cooperazione Internazionale, Antonio Montuoro -, perché da un lato l’Europa riconosce alla Calabria la capacità di proporsi addirittura come esempio da imitare, dall’altro perché l’intervento in oggetto rientra nell’ambito più generale della salvaguardia dell’ambiente con impatto positivo diretto sulla qualità di vita dei cittadini. Il modello approvato è replicabile in altre regioni italiane nell’ambito di interventi ferroviari, stradali, portuali e di rigenerazione urbana, soprattutto nei contesti caratterizzati da rilevanti volumi di demolizione”.
Economia circolare, i rifiuti da costruzione rappresentano oltre un terzo di quelli prodotti nell’Unione Europea
Il tema del recupero dei materiali provenienti dalle demolizioni assume una rilevanza particolare anche a livello comunitario. I rifiuti da costruzione e demolizione, conosciuti con l’acronimo CDW, rappresentano infatti oltre un terzo del totale dei rifiuti prodotti nell’Unione Europea. Si tratta di una quantità considerevole di materiali che, se correttamente trattati, possono essere recuperati e reinseriti nei cicli produttivi, contribuendo a ridurre il consumo di risorse naturali e il ricorso alle discariche. La Direttiva Quadro sui Rifiuti ha individuato nel riciclo e nel recupero dei materiali una delle principali strategie per migliorare la sostenibilità del settore, fissando l’obiettivo del 70% per i rifiuti non pericolosi da costruzione e demolizione entro il 2025. L’esperienza di Catanzaro si inserisce in questo quadro, dimostrando come il trattamento mobile possa essere integrato nella realizzazione di un’infrastruttura pubblica.
“I rifiuti da costruzione e demolizione (CDW – Construction and Demolition Waste) rappresentano – fa presente il Dipartimento Asset strategici, attrazione degli investimenti e saperi – oltre un terzo di tutti i rifiuti prodotti nell’Unione Europea. La Direttiva Quadro sui Rifiuti mira a incrementare il riciclo e il recupero dei materiali e ha fissato l’obiettivo di raggiungere il 70% di riciclo dei rifiuti non pericolosi da costruzione e demolizione entro il 2025. Questa buona pratica italiana dimostra come le regioni possano trasformare direttamente grandi volumi di rifiuti da costruzione e demolizione in materie prime seconde da impiegare nei progetti infrastrutturali. Sebbene il riutilizzo diretto debba essere privilegiato ove possibile, il riciclo e il recupero dei materiali costituiscono un’ottima alternativa quando ciò non è praticabile. L’aspetto più innovativo dell’esperienza è l’utilizzo di un impianto mobile di trattamento, che consente notevoli risparmi in termini di costi di trasporto e di emissioni associate. Inoltre, la pratica evidenzia chiaramente i vantaggi economici derivanti dal trattamento mobile e dal riutilizzo dei materiali, rafforzandone il potenziale di trasferibilità ad altre regioni”.
Metropolitana di Catanzaro, un’opera da 145 milioni di euro: 45mila euro per l’impianto mobile
L’intervento di recupero dei materiali si inserisce nel più ampio progetto del Sistema Metropolitano Catanzaro Città-Germaneto, infrastruttura cofinanziata dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale nell’ambito del Programma Operativo Regionale della Calabria. L’opera ha un valore complessivo di 145 milioni di euro e riguarda il collegamento ferroviario metropolitano tra Catanzaro Germaneto, Catanzaro Sala e Catanzaro Lido. All’interno di questo progetto, il costo sostenuto per il noleggio dell’impianto mobile di frantumazione è stato pari a circa 45mila euro, Iva esclusa. Un investimento che ha consentito di trattare direttamente nel cantiere una notevole quantità di materiali derivanti dalle demolizioni, evitando il loro integrale conferimento in discarica e favorendone il recupero per successive lavorazioni.
“Il Sistema Metropolitano Catanzaro Città-Germaneto, cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) nell’ambito del Programma Operativo Regionale della Calabria, ha un valore complessivo – conclude il Dipartimento – di 145 milioni di euro. Il costo di noleggio dell’impianto mobile di frantumazione è stato pari a circa 45.000 euro, Iva esclusa. La pratica rappresenta un esempio di particolare interesse per altre regioni poiché dimostra come i principi dell’economia circolare possano essere applicati concretamente nei lavori pubblici direttamente sul luogo di intervento, senza dipendere esclusivamente da impianti fissi situati a distanza”.
La buona pratica riconosciuta dagli esperti di Interreg Europe rappresenta quindi un risultato per la Regione Calabria nell’ambito delle politiche di cooperazione internazionale e sostenibilità ambientale. L’esperienza dimostra come il recupero dei materiali possa essere integrato nella gestione di grandi cantieri pubblici, con vantaggi legati alla riduzione dei trasporti, dei costi di smaltimento, dell’impiego di nuove risorse naturali e della pressione sulle discariche. Il progetto KARMA, di cui la Regione Calabria è partner, viene seguito con l’assistenza tecnica della società in house Fincalabra S.p.A.. Il riconoscimento ottenuto offre ora l’opportunità di condividere il modello sperimentato a Catanzaro con altre amministrazioni, favorendo l’applicazione di soluzioni analoghe nelle infrastrutture ferroviarie, stradali, portuali e negli interventi di rigenerazione urbana.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?