Il Governo Meloni punta a cancellare il bollo auto per milioni di automobilisti, ma alla Camera la sinistra si divide tra voti contrari e astensioni. È scontro politico dopo l’approvazione del decreto Carburanti che contiene, tra le altre misure, l’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica per il 2027 relativamente a determinate categorie di veicoli. Il provvedimento ha ottenuto 127 voti favorevoli, 38 contrari e 49 astensioni, passando ora all’esame del Senato. A votare contro sono stati, tra gli altri, i deputati di Alleanza Verdi-Sinistra e Movimento 5 Stelle, mentre il Partito Democratico ha scelto l’astensione.
Come al solito, al netto delle solite storielle sul Campo Larghissimo, sull’unità, sulla coesione, sulla compattezza, non tutta la coalizione vota allo stesso modo. C’è chi dice no, chi si astiene. Ma non è questo il punto. Ciò che emerge è la contrarietà rispetto all’abolizione di una delle tasse, anzi forse la Regina delle tasse, più odiate dagli italiani. La Sinistra svela, o forse conferma, la sua vera natura. Sbraitano contro il Governo chiedendo aiuti per le famiglie italiane, ma quando l’Esecutivo detassa, si tirano fuori. Però, poi, si lamentano se vedono allontanarsi il proprio elettorato e se alle elezioni si trovano di fronte a sonore batoste e figuracce.
Dal sito ufficiale di Giovanni Donzelli, di Fratelli d’Italia, arriva un intervento dal titolo particolarmente provocatorio, “La sinistra delle tasse vota contro l’abolizione del bollo auto”, nel quale il partito di Giorgia Meloni contesta alle opposizioni la mancata condivisione di una misura presentata dalla maggioranza come un intervento per alleggerire il peso fiscale sulle famiglie.
Stop al bollo auto nel 2027: chi potrà beneficiare dell’esenzione
La misura contenuta nell’articolo 2 del decreto-legge 162 del 2026 prevede, per l’anno 2027, l’esenzione dal pagamento del bollo auto per un solo veicolo per persona fisica, a condizione che l’autovettura rispetti i requisiti previsti e abbia una potenza non superiore a 80 kW, equivalenti a circa 109 cavalli. Per motocicli e ciclomotori è prevista un’agevolazione specifica, riservata ai soggetti che non beneficiano già dell’esenzione per un’automobile, secondo i criteri stabiliti dal provvedimento. La norma interessa dunque una platea individuata sulla base delle caratteristiche dei mezzi e non determina l’abolizione generalizzata della tassa automobilistica per tutti i proprietari di veicoli. Per compensare le minori entrate derivanti dall’esenzione, il testo prevede trasferimenti alle Regioni e alle Province autonome per circa 2,29 miliardi di euro nel 2027. Il provvedimento costituisce una delle misure fiscali inserite nel decreto Carburanti, che contiene anche interventi legati al costo dei carburanti e al sostegno economico. L’approvazione della Camera rappresenta un passaggio dell’iter parlamentare, mentre il testo deve ancora completare l’esame al Senato.
Fratelli d’Italia contro il campo largo: la polemica sulle tasse e sulla patrimoniale
È soprattutto sul piano politico che il voto ha acceso le polemiche. Sul proprio sito, Giovanni Donzelli, esponente di Fratelli d’Italia, rilancia la posizione del partito, sostenendo che il centrosinistra continui a opporsi alle iniziative della maggioranza finalizzate alla riduzione delle imposte. Fratelli d’Italia accomuna Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra nella critica alla misura, benché i voti espressi dai tre gruppi non siano stati identici. La polemica si allarga inoltre alla proposta di introdurre una patrimoniale, tornata al centro del confronto politico, che viene contrapposta dal partito di maggioranza alla strategia fiscale rivendicata dal Governo Meloni. Secondo Fratelli d’Italia, il voto sul decreto evidenzierebbe una differenza di impostazione tra centrodestra e opposizioni: da una parte la volontà dichiarata di ridurre la pressione fiscale, dall’altra una linea giudicata troppo orientata all’introduzione o al mantenimento delle imposte.
Nel dibattito parlamentare è intervenuto anche Saverio Congedo, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in Commissione Finanze, che durante la dichiarazione di voto sul decreto Carburanti ha criticato duramente l’impostazione economica delle forze di opposizione. Congedo ha sintetizzato la propria accusa nella formula “tassare e sperperare”, contrapponendola alla linea rivendicata dal centrodestra. “La nostra impostazione è radicalmente diversa: ridurre la pressione fiscale, sostenere chi lavora e produce”, ha affermato il parlamentare, indicando nella tutela delle famiglie e nella gestione delle risorse pubbliche gli obiettivi della maggioranza. La posizione viene rilanciata dal sito di Donzelli, che presenta l’approvazione dell’esenzione come un risultato del Governo Meloni e utilizza il voto delle opposizioni per alimentare il confronto sulle politiche fiscali. Una polemica che si inserisce nel più ampio scontro tra centrodestra e campo largo sulle misure da adottare per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie italiane.


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