Bancarotta fraudolenta a Catanzaro, chiesto il processo per Giancarlo Pittelli e altre sei persone

La Procura di Catanzaro chiede il rinvio a giudizio dell'avvocato ed ex parlamentare e di altri sei indagati, tra cui un notaio e un commercialista

La Procura di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio di sette persone, tra cui l’avvocato ed ex parlamentare Giancarlo Pittelli, nell’ambito di un’inchiesta per bancarotta fraudolenta legata alla gestione di un terreno edificabile situato nel comune di Stalettì, in provincia di Catanzaro. La richiesta è stata avanzata dal sostituto procuratore Irene Crea nel corso dell’udienza preliminare davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro. La vicenda riguarda alcune operazioni societarie che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero determinato la distrazione di beni e risorse di una società successivamente dichiarata fallita.

Bancarotta fraudolenta, chi sono le sette persone per cui è stato chiesto il processo

Oltre a Giancarlo Pittelli, la richiesta di rinvio a giudizio riguarda il commercialista Saverio Francesco Nitti, Salvatore Domenico Galati e Caterina Concolino, che si sono succeduti nella carica di amministratore unico della società At Alberghiera Turistica Srl tra il 2006 e il 2018. Coinvolti nel procedimento anche Antonio Marchio, liquidatore della stessa società, Rita Tirinato, classe 1961, amministratrice unica della società Sarusi Srl, e il notaio Sebastiano Panzarella. Le contestazioni formulate dalla Procura dovranno essere valutate dal giudice nell’ambito dell’udienza preliminare, chiamato a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio.

Il terreno edificabile di Stalettì al centro dell’inchiesta

Al centro delle indagini figura un terreno edificabile nel territorio di Stalettì, appartenente alla società At Alberghiera Turistica Srl, inizialmente posta in liquidazione e successivamente dichiarata fallita. Secondo la ricostruzione della Procura, Pittelli avrebbe ricoperto il ruolo di amministratore di fatto della società e, in concorso con altri soggetti, avrebbe contribuito alla distrazione dell’unico bene di proprietà dell’impresa, rappresentato proprio dal terreno. L’operazione contestata riguarda la cessione dell’immobile, avvenuta contestualmente all’avvio della liquidazione, a favore di un’altra società che, secondo l’accusa, sarebbe stata costituita appositamente e riconducibile allo stesso Pittelli. È su questa operazione societaria che si concentra una delle ipotesi di bancarotta fraudolenta formulate dagli inquirenti.

Il credito da oltre 800mila euro e il debito verso la Regione Calabria

Un secondo episodio contestato riguarda la mancata richiesta di restituzione di un credito superiore a 800mila euro che la società At Alberghiera Turistica avrebbe vantato nei confronti di un’altra impresa, successivamente anch’essa dichiarata fallita. Secondo l’accusa, il recupero di tale somma non sarebbe stato richiesto nonostante la società avesse un debito superiore a un milione di euro nei confronti della Regione Calabria. Il debito derivava dall’anticipo di un contributo pubblico ottenuto nel 2005 per realizzare un complesso alberghiero proprio sul terreno di Stalettì. Il finanziamento era stato successivamente oggetto di rinuncia ma, secondo la ricostruzione accusatoria, le somme anticipate dalla Regione non sarebbero mai state restituite.

Udienza preliminare aggiornata al 20 gennaio

Il procedimento proseguirà il prossimo 20 gennaio, data alla quale è stata aggiornata l’udienza preliminare davanti al gup di Catanzaro. In quella sede proseguirà l’esame della richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura nei confronti delle sette persone coinvolte nell’inchiesta. Le circostanze contestate costituiscono, allo stato, ipotesi accusatorie ancora da accertare in sede giudiziaria. La richiesta di rinvio a giudizio non equivale a una dichiarazione di responsabilità e per tutti gli indagati resta ferma la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.