Allerta Meteo Calabria e Sicilia: sarà un 2 novembre di maltempo estremo con tornado, temporali violentissimi e vento impetuoso. I dettagli

Allerta Meteo, dalla tempesta di scirocco al tracollo termico con maestrale impetuoso e neve sui rilievi: le due fasi del mostro meteo in transito da Ustica al Golfo di Taranto che mette in ginocchio il Mezzogiorno

Le ultime emissioni dei modelli matematici ad alta risoluzione non lasciano adito a dubbi: il Mezzogiorno d’Italia si appresta a vivere una delle fasi meteorologiche più estreme e violente degli ultimi decenni. La colossale massa d’aria polare-continentale scivolata dalla Russia è penetrata come una lama nel cuore del mar Tirreno centro-meridionale, dove ha trovato una superficie marina ancora carica di calore e umidità. Questo contrasto termodinamico senza precedenti sta fungendo da detonatore per la rapida genesi di un profondo ciclone mediterraneo, una depressione esplosiva che nel corso di lunedì 2 novembre scaverà un minimo barico eccezionalmente basso. Il cuore della tempesta transiterà nelle prime ore della giornata all’altezza dell’isola di Ustica per poi muoversi con moto retrogrado e traslatorio verso est-sud-est, attraversando la Calabria centrale e sfociando infine sul Golfo di Taranto in serata.

Questa traiettoria micidiale innescherà una dinamica a doppio taglio, dividendo il peggioramento in due fasi distinte ma ugualmente devastanti, con un rischio alluvione elevatissimo per gran parte dei bacini idrografici di Sicilia e Calabria.

La prima fase prefrontale: notte e mattinata tra scirocco violento e prime piogge torrenziali

La prima fase di questa imponente ondata di maltempo prenderà il via nel corso della notte e si protrarrà per tutta la mattinata di lunedì 2 novembre, guidata dal ramo ascendente della perturbazione. Il posizionamento del minimo depressionario a nord-ovest della Sicilia richiamerà un impetuoso flusso di correnti prefrontali dai quadranti meridionali: un vero e proprio nastro trasportatore caldo-umido di scirocco e libeccio che risalirà direttamente dal canale di Sicilia e dal mar Ionio verso le coste insulari e calabresi. Durante questa prima fase, le masse d’aria solleveranno mari in burrasca e caricheranno l’atmosfera di un potenziale termoconvettivo smisurato.

Le fasce costiere ioniche e i versanti meridionali saranno i primi bersagli di questo richiamo prefrontale. Le raffiche di vento meridionale supereranno diffusamente i 70km/h e gli 80km/h, provocando intense mareggiate sulle coste esposte del siracusano, del ragusano e del litorale ionico calabrese. Nelle prime ore del giorno si svilupperanno linee temporalesche marittime autorigeneranti, pronte a scaricare nubifragi improvvisi su ampie porzioni della Sicilia orientale e sulle vallate pre-aspromontane, mentre una coltre di nubi basse e dense sbarrerà i contrafforti montuosi, preparando il terreno per le successive e più severe precipitazioni.

L’irruzione del maestrale a metà giornata: allarme tornado e burrasche a oltre 100km/h su Trapani e Palermo

La svolta più pericolosa e spettacolare si consumerà attorno a metà giornata, quando il centro del vortice ciclonico scivolerà poco a nord della costa tirrenica siciliana. Dietro il fronte occluso si spalancherà la porta d’accesso alle correnti gelide continentali: l’aria fredda scalzerà con inaudita violenza il cuscino caldo preesistente, generando l’ingresso furioso di venti di maestrale e tramontana che spazzeranno l’intero settore occidentale dell’isola. La convergenza al suolo tra la bora in sfondamento e le ultime raffiche di libeccio creerà un eccezionale indice di wind shear, un parametro che spinge ai massimi livelli il rischio tornado lungo l’asse costiero compreso tra Trapani e Palermo, con possibili estensioni verso l’hinterland di Castellammare del Golfo e la Conca d’Oro.

Durante i temporali più violenti, le raffiche di downburst e i colpi di vento supereranno agevolmente la soglia dei 100km/h, sradicando alberi di grosso fusto, scoperchiando tetti e rendendo proibitiva la circolazione stradale. Contemporaneamente, il mar Tirreno andrà incontro a una tempesta di forza straordinaria, con onde frangenti che potranno raggiungere altezze superiori ai cinque o sei metri, causando violentissime mareggiate sui litorali del trapanese e del palermitano, allagando i lungomari e minacciando seriamente le infrastrutture portuali. L’ingresso di quest’aria gelida farà crollare la colonnina di mercurio di oltre 10°C in poche ore, cancellando ogni residuo autunnale e spalancando le porte a un contesto termico da pieno inverno.

La seconda fase in Calabria: diluvi alluvionali sullo Ionio e bufera d’inverno sul Tirreno

Mentre la Sicilia farà i conti con la tempesta fredda occidentale, nel corso del pomeriggio di lunedì il fronte perturbato risalirà con inaudita prepotenza verso la Calabria, dando vita alla seconda fase critica di questo evento. La traiettoria del ciclone in movimento verso il Golfo di Taranto canalizzerà un flusso incessante di correnti umidissime da est-sud-est proprio contro la catena appenninica calabrese. L’impatto orografico provocherà il cosiddetto fenomeno dello stau, scaricando piogge torrenziali e stazionarie sulle zone joniche delle province di Crotone e Cosenza. Su questi settori sono attesi accumuli pluviometrici mostruosi, con punte capaci di oltrepassare i 150mm e i 200mm in una manciata di ore, un quantitativo d’acqua che metterà a dura prova i torrenti a regime fiumarale, storicamente soggetti a piene lampo ed esondazioni catastrofiche.

Di contro, sul versante tirrenico calabrese l’evoluzione sarà diametralmente opposta ma altrettanto severa: con lo scivolamento del minimo barico verso levante, irromperà un feroce maestrale che porterà rovesci grandinigeni, temporali violenti e un freddo intenso diffuso. Le temperature precipiteranno vertiginosamente dai +17/+18°C del primo mattino fino a valori serali inferiori ai +10°C/+12°C anche sulle coste, con raffiche di vento che spazzeranno la provincia di Reggio Calabria e il litorale tirrenico di Vibo Valentia e Cosenza, alimentando mareggiate di devastante potenza.

Torna la dama bianca: nevicate abbondanti su Sila, Pollino, Aspromonte ed Etna oltre i 1.600 metri

Il drastico raffreddamento della colonna d’aria non tarderà a mostrare i suoi effetti più spettacolari sulle montagne del sud. Il repentino calo dello zero termico, combinato all’intensità straripante delle precipitazioni, favorirà una grandiosa trasformazione della pioggia in neve abbondante su tutti i principali massicci montuosi di Sicilia e Calabria. A partire dal primo pomeriggio e per tutta la notte successiva, una spessa coltre bianca sommergerà i rilievi oltre i 1.600 metri di quota, imbiancando vette e altopiani con accumuli che a quote sommitali potranno superare i quaranta centimetri di neve fresca e bagnata.

Le bufere si abbatteranno con particolare vigore sulla Sila, dove il connubio tra precipitazioni torrenziali joniche e gelo in quota provocherà un vero e proprio blizzard sui crinali di Camigliatello Silano e Lorica. Condizioni simili colpiranno il massiccio del Pollino, flagellato da venti freddi di tramontana, e i rilievi più elevati dell’Aspromonte, da Gambarie verso Montalto. In Sicilia la dama bianca farà la sua comparsa trionfale sull’apparato sommitale dell’Etna, sulle creste più elevate delle Madonie e sui monti Nebrodi, regalando scorci paesaggistici puramente invernali e rendendo necessarie le dotazioni invernali sui valichi appenninici più impervi a causa del fondo stradale gelato.

L’analisi dettagliata provincia per provincia tra Sicilia e Calabria

L’evoluzione meteorologica colpirà ciascun territorio con modalità e tempi differenti, richiedendo una lettura minuziosa per singola provincia così da comprendere al meglio le aree maggiormente esposte alla furia degli elementi.

Nella provincia di Trapani l’avvio della giornata vedrà venti tesi meridionali rapidamente sostituiti, tra la tarda mattinata e il mezzogiorno, da una spaventosa tempesta di maestrale. Sono attese raffiche a oltre 100km/h, temporali a supercella con elevato potenziale per trombe marine e tornado costieri lungo il litorale da Marsala a San Vito Lo Capo, accompagnati da mareggiate distruttive sulle Egadi e sulle coste basse.

La provincia di Palermo sarà nell’occhio del ciclone a metà giornata: il capoluogo e la costa tirrenica sperimenteranno un brusco cambio di circolazione, con l’irruzione di venti burrascosi da nord-ovest, grandinate a macchia di leopardo, blackout localizzati e un drastico calo termico con valori serali vicini ai +11°C. Massima allerta per allagamenti lampo lungo gli assi viari e forti onde anomale sul golfo di Carini e Palermo città.

Spostandosi nella provincia di Messina, il territorio vivrà una compressione barica formidabile: mentre sui rilievi dei Nebrodi e dei Peloritani si addenseranno piogge incessanti con neve oltre i 1.600 metri, lo Stretto di Messina diventerà un vero e proprio imbuto per venti ciclonici che supereranno gli 80km/h, provocando gravi disagi ai collegamenti marittimi con la terraferma e con le isole Eolie, bersagliate da marosi impetuosi sul versante occidentale.

La provincia di Catania vedrà una prima parte di giornata contrassegnata da rovesci convettivi alimentati dallo scirocco, con mare agitato e pericolo di trombe marine nel golfo ionico. Nel pomeriggio i fenomeni si concentreranno a ridosso dell’Etna, dove sono attesi temporali rigeneranti e un calo termico severo, con la neve che ammanterà le stazioni sciistiche sommitali.

Le province di Siracusa e Ragusa risentiranno prevalentemente della prima fase di instabilità: forti piogge e temporali marittimi colpiranno le coste di Modica, Pozzallo, Pachino e Avola durante la notte e il primo mattino, con mari da molto mossi ad agitati per la risacca meridionale, prima di un’attenuazione graduale dei fenomeni dal tardo pomeriggio per l’allontanamento del perno depressionario.

Nelle province interne di Enna e Caltanissetta il maltempo si manifesterà con forti sbalzi termici, rovesci intermittenti e venti sferzanti che valicheranno i crinali montuosi. Sui punti più elevati dell’ennese i termometri scenderanno bruscamente su valori tipici di dicembre, portando pioviggine mista a graupel sui rilievi superiori ai 1.000 metri.

La provincia di Agrigento vivrà una prima mattinata instabile sul canale di Sicilia, seguita da un repentino incremento del vento di ponente e maestrale che sferzerà la Valle dei Templi e la fascia costiera da Sciacca a Licata, spazzando via le nubi più pesanti ma sollevando mareggiate considerevoli.

Passando alla Calabria, la provincia di Reggio Calabria affronterà una dinamica complessa: burrasche di vento interesseranno la Costa Viola e l’imbocco sud dello Stretto con raffiche vicine ai 90km/h sul litorale tirrenico, mentre l’Aspromonte farà da scudo, accumulando rovesci abbondanti e una fitta nevicata oltre i 1.600 metri, con temperature serali che in città stenteranno a raggiungere i +12°C.

Nella provincia di Vibo Valentia l’ingresso del maestrale sarà traumatico: dal primo pomeriggio temporali lineari si abbatteranno sulla costa degli Dei, provocando locali nubifragi e mareggiate violente da Pizzo a Tropea, mentre nelle aree interne delle Serre si registreranno forti rovesci e un abbassamento termico marcato.

La provincia di Catanzaro rappresenterà l’anello di congiunzione dei due mari: sull’istmo di Catanzaro i venti soffieranno con violenza da direzioni variabili man mano che il ciclone traslerà verso est. La fascia ionica, da Soverato fino al golfo di Squillace, sarà soggetta a temporali a carattere di nubifragio, mentre il versante lametino subirà l’impatto dei venti occidentali carichi di umidità e pioggia.

Nelle province di Crotone e Cosenza si concentrerà l’apice della fase alluvionale. Nel crotonese l’incessante afflusso di correnti orientali cariche di vapore marino innescherà rovesci persistenti e violentissimi dal pomeriggio fino alla notte successiva: comuni come Isola di Capo Rizzuto, Cirò Marina e il capoluogo Crotone rischiano accumuli superiori ai 120mm, con pericolo imminente di allagamenti generalizzati. Nel cosentino, mentre il litorale tirrenico da Paola a Praia a Mare sarà investito dal maestrale e dal freddo pungente con termometri vicini ai +8°C, la piana di Sibari e l’Alto Ionio cosentino subiranno un martellamento d’acqua inesauribile, con la Sila Greca e il Pollino letteralmente sommersi da piogge torrenziali alla base e da straordinarie tempeste di neve sui crinali più alti, confermando una configurazione allarmante che impone il massimo rigore nella prevenzione e nel monitoraggio del territorio.

Tutti i dettagli dal video con l’ultimo bollettino meteo completo dal Canale YouTube di MeteoWeb:

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