Una nuova aggressione ai danni di un autista ATM a Messina riaccende il dibattito sulla sicurezza dei lavoratori del trasporto pubblico locale. Dopo l’episodio verificatosi ieri, il capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio comunale, Libero Gioveni, chiede all’Amministrazione e ai vertici dell’azienda di passare dalle dichiarazioni di solidarietà a un vero e proprio piano straordinario di sicurezza, che preveda anche l’impiego periodico di vigilanza privata sugli autobus e nei punti maggiormente esposti al rischio di violenze. La proposta comprende sette misure, tra cui cabine di guida protette, sistemi di allarme collegati alla centrale operativa, maggiore presenza delle Forze dell’Ordine, assistenza legale e psicologica per i dipendenti aggrediti e un monitoraggio costante degli episodi. Gioveni intende inoltre chiedere al sindaco e ai responsabili di ATM di riferire in Consiglio comunale sulle iniziative già adottate e sugli ulteriori interventi necessari per tutelare il personale viaggiante, quotidianamente impegnato a garantire un servizio essenziale alla cittadinanza.
Messina, nuova aggressione a un autista ATM: Gioveni chiede interventi immediati
L’ultimo episodio di violenza contro un conducente dell’azienda di trasporto pubblico messinese ripropone una problematica che, secondo il consigliere comunale, non può più essere affrontata come una successione di fatti isolati. Negli ultimi anni si sono infatti registrate aggressioni e richieste di intervento da parte delle organizzazioni sindacali, mentre anche a livello nazionale sono stati individuati strumenti e protocolli per migliorare la sicurezza del personale del trasporto pubblico. Per Gioveni, chi ogni giorno guida un autobus e garantisce gli spostamenti dei cittadini deve poter lavorare senza essere esposto al rischio di aggressioni fisiche. “Esprimo innanzitutto la mia piena solidarietà al lavoratore coinvolto nell’ultimo episodio”, dichiara Libero Gioveni, “ma ritengo che sia arrivato il momento di passare dalle dichiarazioni di solidarietà e dagli annunci a un piano concreto di prevenzione e tutela degli autisti ATM”. Il capogruppo di Fratelli d’Italia chiede quindi di verificare quali strumenti di protezione siano già operativi nel sistema di trasporto cittadino e quali interventi, pur essendo stati previsti o annunciati, non abbiano ancora trovato applicazione. “Occorre capire innanzitutto quali misure siano state realmente attuate a Messina e quali, invece, siano rimaste soltanto sulla carta. Non possiamo aspettare che si verifichino episodi ancora più gravi prima di intervenire”.
Vigilanza privata sugli autobus ATM e cabine protette: le proposte per la sicurezza
Tra le soluzioni avanzate da Gioveni figura innanzitutto l’installazione progressiva di cabine di guida protette, attraverso separazioni antintrusione progettate per impedire il contatto fisico diretto tra i passeggeri e i conducenti. Il consigliere propone inoltre il potenziamento dei sistemi di allarme SOS, con dispositivi facilmente accessibili agli autisti e collegati alla centrale operativa ATM e, attraverso procedure concordate, alle Forze dell’Ordine. Un altro punto centrale riguarda l’introduzione di un servizio periodico di vigilanza privata, con personale qualificato a bordo degli autobus oppure presente presso i capolinea e le fermate considerate maggiormente a rischio. Il servizio dovrebbe essere organizzato attraverso turnazioni mirate e controlli concentrati nelle fasce orarie più critiche, individuate sulla base delle problematiche riscontrate. L’obiettivo è rafforzare la prevenzione e garantire una maggiore protezione ai dipendenti, affiancando ai sistemi tecnologici di sicurezza una presenza fisica capace di esercitare una funzione deterrente. Le proposte saranno sottoposte all’attenzione dell’Amministrazione comunale e dei vertici di ATM, chiamati a valutare le modalità operative e la sostenibilità economica degli interventi.
Gioveni: “La vigilanza privata può essere uno strumento di deterrenza e protezione”
Il capogruppo di Fratelli d’Italia attribuisce particolare importanza alla possibilità di introdurre controlli periodici attraverso personale di vigilanza privata, soprattutto sulle linee del trasporto pubblico considerate più problematiche. Una misura che, nella proposta del consigliere, non dovrebbe sostituire l’attività delle Forze dell’Ordine, ma rappresentare uno strumento aggiuntivo di prevenzione e tutela del personale viaggiante. “In particolare”, prosegue Gioveni, “ritengo che l’ipotesi di un servizio periodico di vigilanza privata meriti un approfondimento immediato. Non si tratterebbe di sostituire le Forze dell’Ordine, che mantengono naturalmente le proprie prerogative, ma di affiancare all’attività di prevenzione uno strumento concreto di deterrenza e protezione, soprattutto sulle tratte più problematiche”. Accanto a questa proposta, Gioveni ritiene necessario rafforzare il coordinamento istituzionale, attraverso una maggiore presenza delle Forze dell’Ordine sulle linee e nei territori maggiormente esposti al rischio di aggressioni. Tale attività dovrebbe essere sviluppata in collaborazione con la Prefettura e la Questura, mediante servizi di controllo concordati e interventi mirati. La finalità è costruire un sistema di protezione capace di intervenire preventivamente nelle situazioni più delicate, riducendo le condizioni di rischio per chi lavora quotidianamente sugli autobus.
Protocollo permanente, assistenza ai lavoratori e monitoraggio delle aggressioni
Il piano proposto da Gioveni comprende anche una serie di interventi organizzativi destinati a migliorare la gestione delle emergenze e il sostegno ai dipendenti coinvolti in episodi di violenza. Il consigliere chiede la definizione di un protocollo operativo permanente tra ATM, Prefettura, Questura e organizzazioni sindacali, finalizzato a stabilire procedure chiare e tempestive per affrontare le situazioni di pericolo e coordinare gli interventi necessari. Tra le misure indicate figura inoltre l’assistenza legale e psicologica gratuita per gli autisti vittime di aggressioni, affinché possano ricevere un sostegno adeguato da parte dell’azienda dopo gli episodi subiti. Un ulteriore strumento proposto riguarda la creazione di un osservatorio aziendale incaricato di monitorare costantemente aggressioni, minacce e situazioni di rischio, registrando gli episodi e individuando le linee e le fasce orarie maggiormente esposte. La raccolta sistematica delle informazioni dovrebbe consentire di orientare in maniera più efficace le misure di prevenzione, concentrando gli interventi dove si registrano le criticità più significative. L’insieme delle sette proposte punta quindi a realizzare un sistema integrato di sicurezza, capace di combinare protezioni fisiche, strumenti tecnologici, controlli sul territorio e assistenza ai lavoratori.
ATM Messina, chiesto un confronto in Consiglio comunale sul piano di sicurezza
Per affrontare la questione sul piano istituzionale, Libero Gioveni chiederà al sindaco e ai vertici di ATM di riferire in Consiglio comunale sulle iniziative già intraprese per la sicurezza degli autisti, sui risultati raggiunti e sugli ulteriori provvedimenti che l’azienda e l’Amministrazione intendono adottare. Il confronto dovrà riguardare anche la sostenibilità economica di un eventuale piano straordinario, valutando le risorse necessarie per introdurre progressivamente le misure proposte. Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia, la sicurezza del personale viaggiante deve diventare una priorità concreta della gestione del trasporto pubblico locale e non essere affrontata soltanto in seguito al verificarsi di nuovi episodi di violenza. “Gli autisti non possono essere lasciati soli ad affrontare situazioni di violenza mentre svolgono il proprio lavoro. La sicurezza di chi garantisce quotidianamente la mobilità dei messinesi deve diventare una priorità concreta dell’Amministrazione e di ATM. Non possiamo continuare a intervenire soltanto dopo l’ennesima aggressione: bisogna prevenire, proteggere e garantire a questi lavoratori il diritto di tornare a casa sani e salvi dopo ogni turno”. Un appello che arriva dopo l’ultimo episodio denunciato a Messina e che punta a portare nuovamente all’attenzione delle istituzioni la necessità di garantire condizioni di lavoro più sicure ai conducenti degli autobus cittadini.


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