Vittorio Sgarbi è ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Agostino Gemelli di Roma. Il critico d’arte, 74 anni, sarebbe in gravi condizioni. La notizia del ricovero è stata confermata dalla stessa struttura ospedaliera, mentre al momento non sono stati resi noti i motivi che hanno determinato il nuovo accesso in ospedale. Sgarbi si trova nel reparto di terapia intensiva del nosocomio romano. Per il noto politico non si tratta del primo ricovero al Policlinico Gemelli. Nel marzo dello scorso anno il critico d’arte era stato assistito nella stessa struttura per affrontare una profonda sindrome depressiva, una condizione che aveva inciso in maniera significativa sulla sua vita quotidiana.
La ricomparsa pubblica di Sgarbi alla Certosa di Ferrara
Dopo i mesi più difficili, Sgarbi era tornato a mostrarsi pubblicamente nel febbraio 2026, partecipando a un appuntamento alla Certosa di Ferrara in occasione del ritorno della grande tela di Giuseppe Avanzi. Le immagini di quella giornata avevano mostrato il critico d’arte fisicamente debilitato, con un passo incerto e il volto provato. Al suo fianco c’era la compagna Sabrina Colle, presenza costante accanto a Sgarbi anche durante il delicato periodo legato alle sue condizioni di salute.
Il 74° compleanno festeggiato a Venezia
Un altro momento pubblico significativo era arrivato l’8 maggio 2026, quando Vittorio Sgarbi aveva festeggiato il suo 74° compleanno a Venezia. Tra i primi a rivolgergli gli auguri era stato Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, che aveva ricevuto il critico d’arte nella sede della Fondazione a Ca’ Giustinian. La presenza a Venezia aveva confermato il graduale ritorno di Sgarbi alla vita pubblica dopo i problemi affrontati nel corso dell’anno precedente.
La battaglia giudiziaria avviata dalla figlia Evelina Sgarbi
Negli ultimi mesi il nome di Vittorio Sgarbi era tornato al centro dell’attenzione anche per una vicenda giudiziaria che coinvolge la figlia Evelina Sgarbi. Evelina ha presentato al Tribunale civile di Roma un’istanza finalizzata alla nomina di un amministratore di sostegno per il padre. Alla base dell’iniziativa giudiziaria c’è la posizione della figlia secondo cui Sgarbi non sarebbe più nelle condizioni di gestire autonomamente la propria persona e i propri interessi.



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