“I gravi episodi di violenza che hanno recentemente sconvolto Milano e Parigi, con giovanissimi protagonisti di devastazioni, saccheggi e aggressioni alle forze dell’ordine, impongono una riflessione che non può esaurirsi nella pur necessaria tutela dell’ordine pubblico. È da questa consapevolezza che prende avvio un’iniziativa di Socialdemocrazia SD maturata nel corso di una giornata di lavoro svoltasi ieri a Reggio Calabria, alla quale hanno partecipato Umberto Costi, Vicky Amendolia, Presidente nazionale e Vicepresidente vicario di Socialdemocrazia SD e l’avvocato Maurizio Condipodero, già Presidente del CONI Calabria, componente del Consiglio nazionale del CONI in rappresentanza dell’area Sud del territorio nazionale, nonché delegato regionale della Federazione Italiana Baseball Softball (FIBS) e attualmente Coordinatore nazionale dei Comitati regionali della FIBS.
La scelta di coinvolgere Condipodero nasce dalla volontà di avvalersi dell’esperienza di una personalità che ha fatto della correttezza, del rigore morale e della responsabilità civile i principi ispiratori del proprio percorso umano e professionale. Avvocato, ha dedicato e dedica una parte significativa della propria vita alla promozione dello sport, nella convinzione che l’antico “principio mens sana in corpore sano” conservi un valore educativo di straordinaria attualità. Nel corso dell’incontro è stata assunta la decisione di promuovere un importante convegno dedicato al ruolo dello sport nella prevenzione delle devianze giovanili, con il coinvolgimento di studiosi, esperti e rappresentanti delle istituzioni.”. È quanto si legge in una nota di Socialdemocrazia SD a firma di Vicky Amendolia.
“Giuseppe Saragat ci ha insegnato che “la democrazia politica presuppone una comunità morale tra coloro che la compongono”. È un principio che conserva intatta la propria attualità e che richiama ciascuno di noi alla responsabilità di contribuire alla formazione civile delle nuove generazioni. Non possiamo pretendere il rispetto delle regole senza educare al loro valore, né pensare di contrastare la violenza affidandoci esclusivamente alla repressione. Lo sport, quando è autentica esperienza educativa, insegna che la libertà individuale trova un limite nel rispetto dell’altro, che il confronto non deve degenerare in sopraffazione e che nessuna vittoria può prescindere dalla lealtà. È su questi valori che intendiamo costruire la nostra iniziativa: perché la prevenzione della violenza comincia molto prima che si renda necessario l’intervento delle forze dell’ordine”, dichiara Umberto Costi.
L’iniziativa nasce da una considerazione tanto semplice quanto frequentemente trascurata: la sicurezza non si costruisce soltanto attraverso la repressione dei comportamenti violenti, ma anche intervenendo sulle condizioni che possono favorirne l’insorgenza.
“In questa prospettiva, lo sport può rappresentare uno degli strumenti più efficaci di educazione alla convivenza civile. Non soltanto attività fisica o competizione, ma palestra di disciplina, autocontrollo, rispetto delle regole, solidarietà e accettazione della sconfitta. Un luogo nel quale il confronto con l’altro può diventare occasione di crescita anziché motivo di sopraffazione“, sostiene l’avv. Maurizio Condipodero. “Non si tratta di attribuire allo sport virtù miracolistiche, ma di riconoscerne le potenzialità quando sia inserito in un sistema educativo capace di coinvolgere famiglie, scuole, associazioni, istituzioni e comunità locali. È significativo, del resto, che anche le Nazioni Unite abbiano sviluppato programmi di prevenzione della criminalità giovanile fondati sull’attività sportiva e sull’acquisizione di competenze sociali e relazionali“.
“Il convegno, del quale saranno successivamente comunicati sede, data e programma, intende pertanto riunire competenze diverse, dalla psicologia sociale alla pedagogia, dalla sociologia della devianza alla criminologia minorile, dal diritto alla medicina e alle scienze motorie, coinvolgendo altresì rappresentanti del mondo scolastico, sportivo e delle istituzioni preposte alla tutela dei minori.
L’obiettivo non sarà quello di aggiungere l’ennesimo appuntamento al calendario dei dibattiti, ma di individuare proposte operative, modelli di collaborazione e percorsi educativi concretamente realizzabili, con particolare attenzione ai territori nei quali il disagio giovanile assume manifestazioni più preoccupanti“, si legge nella nota.
“Non si tratta di scegliere tra sicurezza ed educazione, tra legalità e inclusione. Si tratta di comprendere che una società autenticamente sicura è quella che, prima ancora di saper reprimere la violenza, sa impegnarsi per prevenirla“, ha dichiarato Vicky Amendolia “perché il futuro delle nuove generazioni non può essere affidato esclusivamente alle forze dell’ordine e ai tribunali: deve tornare a essere una responsabilità condivisa dell’intera società“.


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