La Commissione parlamentare antimafia sta verificando la possibilità di infiltrazioni della criminalità organizzata nelle proteste degli autotrasportatori. È una delle notizie emerse dalla prima mattinata del Festival del Sud – Valentia in Festa, la rassegna politico-culturale promossa dalla Fondazione Valentia, in corso a Vibo Valentia fino a domenica 25 ottobre. A parlarne è stata la presidente della Commissione antimafia, Chiara Colosimo, intervenuta nel corso della nona edizione della manifestazione. La giornata inaugurale ha visto alternarsi personalità del panorama politico, istituzionale, culturale e sportivo nazionale, con incontri dedicati ad alcuni dei temi più rilevanti del dibattito pubblico: dalla prevenzione della criminalità organizzata al ruolo della cultura nella società, fino all’educazione dei giovani e all’importanza dello sport. Gli appuntamenti si sono svolti nel complesso monumentale del Valentiaum e in altre quattro location della città, tra panel, presentazioni di libri e laboratori, alla presenza delle autorità del territorio e di numerose scolaresche vibonesi.
Colosimo: verifiche su possibili infiltrazioni criminali nelle proteste degli autotrasportatori
Tra gli interventi di maggiore attualità quello della presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo, che ha affrontato il tema delle possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nelle manifestazioni degli autotrasportatori. Una questione particolarmente delicata, sulla quale la parlamentare ha confermato l’avvio di verifiche nell’ambito delle competenze dell’organismo che presiede, sottolineando al tempo stesso la necessità di tutelare quanti esercitano legittimamente il diritto di manifestare. “Io sono stata sollecitata a verificare possibili infiltrazioni e, secondo il dettato della legge istitutiva della Commissione che presiedo, lo sto facendo. È evidente che per tutelare le persone per bene, che legittimamente manifestano, bisogna evitare che qualcuno proveniente dalla criminalità organizzata li strumentalizzi. Questo è quello che vogliamo accertare e lo faremo”. Le parole di Colosimo confermano dunque l’attenzione della Commissione antimafia verso eventuali tentativi di strumentalizzazione delle proteste, senza anticipare conclusioni sull’effettiva presenza di infiltrazioni, che restano oggetto degli accertamenti annunciati.
La lotta alla ‘ndrangheta e la legge “Liberi di scegliere”
Nel corso del Festival, Chiara Colosimo è intervenuta anche sulla legge “Liberi di scegliere”, soffermandosi sulle possibilità offerte a chi desidera sottrarsi ai condizionamenti della criminalità organizzata e interrompere i meccanismi di trasmissione familiare dell’appartenenza mafiosa. Un tema particolarmente significativo per la Calabria, dove il contrasto alla ‘ndrangheta passa anche attraverso la tutela delle persone che vogliono costruire un percorso di vita diverso da quello imposto dal contesto di provenienza. “Abbiamo raccontato, a chi potrebbe vivere sulla sua pelle il meccanismo della riproduzione della ‘ndrangheta all’infinito per colpa di un cognome, come si sfugge a questo meccanismo, come si interrompe questo Dna obbligatorio. Lo abbiamo fatto sperando che anche qui sia arrivata quella voglia di ribellione ad una narrazione che non ci piace e che non deve far parte di questa terra. C’è una possibilità per chiunque voglia affrancarsi. Quella possibilità mette a disposizione supporti economici, lavorativi, mette speranza per questo traguardo”. La presidente della Commissione antimafia ha così richiamato il valore degli strumenti di sostegno destinati a chi intende emanciparsi dai contesti criminali, evidenziando l’importanza di offrire opportunità concrete di autonomia e cambiamento.
Cannella: “La cultura ha anche una funzione sociale”
Tra gli ospiti della prima mattinata anche Giampiero Cannella, sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, che ha posto l’accento sul ruolo sociale della cultura e sull’importanza del confronto con le nuove generazioni. Il rappresentante del Governo ha evidenziato come iniziative quali il Festival del Sud possano favorire il dialogo tra operatori culturali e studenti, contribuendo a sviluppare capacità critiche e a offrire ai giovani strumenti di crescita personale. Nel suo intervento, Cannella ha collegato il valore educativo della cultura anche alla necessità di contrastare i fenomeni di devianza e violenza, richiamando alcuni recenti episodi avvenuti a Milano e sottolineando l’importanza del rispetto delle istituzioni e della legalità.
“È stato un momento molto importante, inserito in un evento molto utile che ha la capacità di mettere in relazione operatori della cultura con studenti e giovani che hanno bisogno di messaggi chiari. E credo che momenti di confronto come questi siano davvero fondamentali perché la cultura non ha soltanto la funzione di trasmettere, sapere, preservare e valorizzare patrimoni. La cultura ha anche una funzione sociale, la funzione di riqualificare luoghi e riqualificare lo spirito. In questo senso dare ai giovani messaggi di speranza e trasferire anche delle capacità critiche, come accade in questo Festival, credo che sia una medicina fondamentale per contrastare anche quelle devianze che sfociano in episodi pessimi come quelli che abbiamo visto recentemente a Milano. A questi fatti bisogna rispondere con assoluta fermezza, ripristinando l’autorevolezza delle figure dello Stato, degli operatori delle forze dell’ordine e anche il diritto alla proprietà privata che non può essere violato per nessun motivo”.
Giovani, scuola e sport: Micheli richiama il ruolo educativo delle istituzioni
Il tema delle nuove generazioni è stato al centro anche dell’intervento di Eulalia Micheli, assessore all’Istruzione della Regione Calabria, che ha sottolineato la necessità di garantire ai ragazzi spazi di espressione, occasioni di partecipazione e figure adulte capaci di accompagnarli nei percorsi di crescita. L’assessore ha richiamato il valore della scuola e dello sport come presidi educativi fondamentali per il territorio, evidenziando l’importanza dell’ascolto e della prevenzione del disagio giovanile. Nel suo intervento ha inoltre fatto riferimento alle recenti violenze di piazza e alle iniziative promosse dall’Amministrazione regionale, tra cui la misura dello psicologo scolastico sostenuta dal presidente Roberto Occhiuto.
“In questa occasione, abbiamo posto subito una riflessione e cioè che i ragazzi hanno bisogno di esprimersi e hanno bisogno di luoghi e spazi per mettere a frutto le loro capacità. Ma hanno anche bisogno di adulti capaci di accompagnarli nei loro percorsi di crescita e anche di comunità che credano nel loro talento, nelle loro capacità. Da qui l’importanza della scuola e dello sport e di tutto quello che, come amministrazione regionale, stiamo facendo su questi fronti. Perché parliamo di due leve fondamentali, due presidi educativi che nei nostri territori ancora resistono. Le violenze di piazza di questi giorni ci dicono che i ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati e di riconoscere quelle che possono essere le opportunità anche nei loro territori. In questo noi dobbiamo essere un po’ più presenti, dobbiamo essere un po’ più vicini e dobbiamo essere anche un po’ più capaci di aiutarli in questo percorso. Poi quando abbiamo queste manifestazioni o questi momenti di incontro capiamo che da parte loro c’è la voglia di partecipare, quindi dobbiamo essere più disponibili all’ascolto. E da questo punto di vista, vorrei anche dire che la misura che abbiamo messo in campo grazie al presidente Occhiuto, dello psicologo scolastico, prima regione in Italia a farlo, è una misura importante che va proprio in questa direzione”.
Francesco Repice: “La vera chiave della libertà è la conoscenza”
Spazio anche allo sport e al suo valore educativo con l’intervento di Francesco Repice, telecronista Rai, che ha condiviso una riflessione sul significato della pratica sportiva nella formazione dei giovani. Secondo Repice, lo sport rappresenta un’esperienza attraverso la quale si apprendono concretamente il rispetto delle regole, la capacità di relazionarsi con gli altri e i principi della convivenza. Il giornalista ha inoltre richiamato il rapporto tra conoscenza, studio e libertà personale, esprimendo fiducia nelle nuove generazioni calabresi e nelle loro possibilità di contribuire alla crescita del territorio.
“Faccio sempre fatica a lasciare messaggi, però il concetto generale che lancia lo sport è quello di fare in modo che quei valori di cui ci parla adesso diventino cose tangibili, non astratte, non campate per aria. Io penso semplicemente che chi si diverte in una palestra, su un campo di calcio, su una pista, ovunque si faccia dello sport, sia una persona migliore. Lo sport ci aiuta, fin da piccoli, a capire come interfacciarsi con gli altri, come comportarsi con gli altri, secondo quali regole. Vedo che anche nella nostra regione tante cose stanno cambiando, ne sono sicuro, perché vedo tanti ragazzi che hanno capito che la vera chiave della libertà è la conoscenza e la conoscenza e lo studio ti rendono liberi. E quando questi concetti diventeranno appunto valori tangibili e concreti, non una parola astratta, allora questa terra sarà quello che merita di essere: la più bella del mondo”.
La prima mattinata della nona edizione del Festival del Sud – Valentia in Festa si è così conclusa con un confronto che ha intrecciato legalità, cultura, istruzione, sport e questioni di attualità nazionale. La partecipazione delle autorità e delle scolaresche vibonesi ha caratterizzato una giornata dedicata anche al coinvolgimento delle nuove generazioni, attraverso incontri e laboratori pensati per favorire il dialogo con i protagonisti della vita pubblica e culturale italiana. La manifestazione promossa dalla Fondazione Valentia proseguirà a Vibo Valentia fino a domenica 25 ottobre, con ulteriori appuntamenti distribuiti tra il complesso monumentale del Valentiaum e le altre quattro sedi cittadine coinvolte nella rassegna.





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