A volte capita che hai voglia di scrivere, mille idee per la testa ma la mano bloccata, paralizzata, non riesci a prendere nemmeno la penna. Apri il pc, vai in Documenti e la schermata bianca ti spaventa, sembra volerti dire: inutile che mi guardi, se non digiti qualcosa sempre bianca rimango. Un po’ come nella vita, sta a noi riempire le nostre giornate, dare senso alle pagine che scorrono lentamente minuto per minuto. Una mattina ti alzi, prendi in mano un colore e inizi a dipingere; scegli il giallo, caldo come il sole che splende, dipingi sul tuo viso un sorriso e tutto ti sembra stupendo. Prepari il caffè e canticchi… Trinity si svegliava tutte le mattine con buoni propositi, usciva di casa sorridente, solo in un secondo momento si sentiva da sola in mezzo a tanta gente. Avvertiva sbalzi di umore che teneva nascosti, sensazioni a cui non dava un peso reale, dicendo a se stessa che andava tutto bene.
Primo Capitolo
Mi chiamo Trinity, sono una giovane donna con tanti progetti. Vivo da sola dall’età di vent’anni, sono sempre stata autonoma. La decisione di uscire dal nucleo familiare l’ho presa un giorno per caso. Come tutte le ragazzine, perché, parliamoci chiaro, a vent’anni sei una ragazzina, credi che il mondo giri intorno a te, che basti allungare la mano per farlo tuo, per arrivare in cima.
Non lamento nessuna scelta fatta fino a oggi. Faccio un lavoro che mi permette di vivere dignitosamente, ma che non mi appaga del tutto.
Non ho mai avuto una relazione che mi abbia fatto sentire completa… un uomo su cui poter contare. Vivo ogni giorno sperando in un domani migliore. Custodisco i miei sogni così bene che a volte dimentico persino di averne.
Da un paio d’anni ero diventata la persona che non volevo. Non mi piacevo, mi trascuravo troppo. Sopravvivevo alla vita. In mezzo a tanta gente non vedevo nessuno.
Poi una mattina, quella mattina…


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