Trasporto pubblico in Calabria, Greco sfida Occhiuto: “voterò contro la riforma”. Diffida alla Regione e rischio Corte dei conti

La capogruppo di Casa Riformista–Italia Viva attacca il presidente della Regione sulla soppressione di ARTCal e la nascita di AMCAL S.p.A. Al centro dello scontro il mancato bando di gara, la scadenza del 31 dicembre 2026 e il rischio di perdere risorse destinate ai trasporti

Si accende lo scontro politico in Calabria sulla riforma del trasporto pubblico locale e sulla gestione delle procedure per l’affidamento dei servizi su gomma. Il consigliere regionale e capogruppo di Casa Riformista–Italia Viva, Filomena Greco, annuncia il proprio voto contrario alla riforma voluta dal presidente Roberto Occhiuto e passa alle iniziative formali, diffidando il governatore, la Giunta regionale, gli assessori e i dirigenti competenti affinché mettano ARTCal nelle condizioni di procedere senza ulteriori ritardi con le attività necessarie all’affidamento del servizio. Una presa di posizione che arriva mentre si avvicina la scadenza del 31 dicembre 2026, con il nuovo bando di gara ancora da pubblicare e, secondo quanto denunciato dal consigliere, il rischio di una riduzione delle risorse pubbliche destinate al settore. Greco contesta inoltre l’ipotesi di ricorrere al voto di fiducia per approvare la legge e avverte che, qualora dall’inerzia amministrativa dovesse derivare un danno economico per la Calabria, trasmetterà gli atti alla Procura regionale della Corte dei conti.

Greco contro Occhiuto: “Voterò contro questa riforma perché va completamente riscritta”

La posizione del consigliere regionale è netta e riguarda tanto il metodo scelto dalla maggioranza quanto i contenuti della riforma, che prevede il superamento dell’attuale assetto organizzativo del trasporto pubblico locale. Greco accusa il presidente Occhiuto di voler accelerare l’approvazione di un provvedimento che, a suo giudizio, presenta importanti criticità e non offre risposte concrete alle esigenze degli utenti. “Dopo cinque anni di silenzio, ritardi e mancate risposte sul trasporto pubblico locale, oggi il presidente Occhiuto, con un’arroganza ricattatoria che tutti i calabresi, indipendentemente dal colore politico, devono trovare inaccettabile, pretende, nel giro di poche settimane, di mettere ancora una volta i calabresi con le spalle al muro, agitando lo spettro del voto di fiducia per imporre una riforma che presenta pesanti criticità. Voterò contro questa riforma perché va completamente riscritta essendo in contrasto con i diritti dei calabresi. Si sopprime un ente pubblico e si crea una società per azioni, riconoscendo alla Giunta un potere pressoché esclusivo sulle scelte e sulla gestione del nuovo soggetto, ma nessuno ha ancora spiegato cosa ci guadagneranno i calabresi: più autobus, più collegamenti, servizi migliori? Una riforma del trasporto pubblico dovrebbe partire da questo, non dal controllo della società che dovrà gestirlo”.

Il bando di gara non ancora pubblicato e la scadenza del 31 dicembre 2026

Uno dei punti centrali della contestazione riguarda il mancato avvio della nuova gara per il trasporto pubblico locale su gomma, nonostante la scadenza del 31 dicembre 2026 fosse conosciuta da tempo. Secondo Greco, la Regione avrebbe avuto gli strumenti e il tempo necessari per affrontare la questione, evitando di arrivare alle ultime settimane dell’anno senza aver completato le procedure. Il consigliere richiama anche la posizione dell’Autorità Antitrust e le possibili conseguenze economiche derivanti da un ulteriore rinvio. “La Regione conosceva da anni la scadenza del 31 dicembre 2026. Lo stesso presidente Occhiuto aveva assunto l’impegno di pubblicare la gara entro quest’anno. Oggi siamo a poche settimane dalla scadenza, il bando non è stato pubblicato e l’Antitrust ha già chiarito che non c’è più spazio per un’ulteriore proroga d’urgenza e inoltre la normativa prevede la riduzione del 15% delle risorse destinate al TPL”. Una situazione che, nella ricostruzione della capogruppo di Casa Riformista–Italia Viva, rischia di avere ripercussioni non soltanto sull’organizzazione del servizio, ma anche sulle disponibilità finanziarie necessarie a garantire il funzionamento del sistema dei trasporti calabrese.

Da ARTCal ad AMCAL S.p.A., i dubbi sulla nuova società regionale

Al centro delle critiche c’è anche la decisione della maggioranza di procedere alla soppressione di ARTCal e alla costituzione di AMCAL S.p.A., scelta che Greco considera contraddittoria rispetto agli indirizzi precedentemente espressi dalla stessa Regione. Il consigliere evidenzia in particolare il rischio che il cambiamento dell’assetto organizzativo non consenta comunque di risolvere in tempi brevi il problema delle gare, considerando che il nuovo soggetto non sarebbe immediatamente operativo. “Nel frattempo la maggioranza ha deciso di sopprimere ARTCal, che pochi mesi prima la stessa Regione nel Piano dei trasporti dichiarava di voler rafforzare, per costituire AMCAL S.p.A. Ma allora le domande sono inevitabili: perché le procedure di gara non sono andate avanti con ARTCal, che era già operativa? Perché siamo arrivati a ridosso del 31 dicembre senza pubblicare il bando? Come si spiega un ritardo così grave su un servizio essenziale per i calabresi? Oggi, anche approvando la legge, AMCAL non sarebbe immediatamente operativa e non potrebbe quindi risolvere in poche settimane il problema delle gare che la Regione non ha affrontato per tempo”. Per Greco, la priorità dovrebbe essere quella di utilizzare gli strumenti amministrativi attualmente disponibili per arrivare all’affidamento dei servizi, evitando che il percorso di riorganizzazione istituzionale produca ulteriori rallentamenti.

La diffida alla Regione e le responsabilità sui ritardi

La contestazione politica si è tradotta in un’iniziativa formale nei confronti degli organi regionali. Dopo aver presentato un’interrogazione rimasta senza risposta e aver esercitato il diritto di accesso agli atti, Greco ha infatti deciso di procedere con una diffida indirizzata al presidente Occhiuto, alla Giunta, agli assessori e ai dirigenti competenti. L’obiettivo dichiarato è sollecitare gli adempimenti necessari per arrivare alla gara utilizzando ARTCal e il quadro normativo attualmente vigente. “Dopo un’interrogazione rimasta senza risposta e l’accesso agli atti, ho presentato una formale diffida perché non si perda altro tempo e si proceda, con ARTCal e nel quadro normativo oggi vigente, agli atti necessari per arrivare alla gara. Ho trasmesso la documentazione anche a tutti i consiglieri regionali perché tutti siano pienamente consapevoli della situazione. Una cosa deve essere chiara: le conseguenze dei ritardi accumulati non potranno essere scaricate né sui cittadini né sulla minoranza, che nelle Commissioni ha più volte evidenziato le criticità di questa legge. La responsabilità politica è di chi governa la Regione, che conosceva da anni questa scadenza e aveva il dovere di arrivarci preparato”. Il consigliere rivendica così il lavoro svolto dall’opposizione nelle Commissioni consiliari e attribuisce alla maggioranza la responsabilità politica della situazione determinatasi.

Lo scontro sul voto di fiducia e il rischio di un nuovo scioglimento del Consiglio

Un ulteriore elemento di tensione riguarda l’eventualità che il presidente Occhiuto possa porre la questione di fiducia sulla riforma del trasporto pubblico, prospettiva che Greco respinge senza lasciare margini a ripensamenti. La capogruppo di Casa Riformista–Italia Viva sostiene che un’eventuale crisi istituzionale derivante dalla scelta del presidente non potrebbe essere attribuita alle opposizioni, ma ricadrebbe interamente sulla responsabilità politica di chi guida la Regione. “E sia chiaro: l’ipotesi del voto di fiducia non mi preoccupa affatto. È una responsabilità che rimando interamente al mittente. Se il Consiglio regionale dovesse sciogliersi nuovamente, a meno di un anno dal suo insediamento e ancora una volta per una scelta del Presidente, sarà lui ad assumersene la responsabilità. A preoccuparmi moltissimo sono, invece, le conseguenze che questa situazione può avere sui calabresi. Non si può mettere un’intera regione con le spalle al muro per approvare in fretta una riforma che presenta criticità e poi scaricare su altri le conseguenze di anni di ritardi”. Il consigliere sposta quindi l’attenzione dalle conseguenze politiche della votazione a quelle che potrebbero ricadere concretamente sui cittadini e sul funzionamento di un servizio considerato essenziale per la mobilità regionale.

Trasporto pubblico, Greco avverte: possibile ricorso alla Corte dei conti

La questione, sottolinea Greco, riguarda soprattutto il diritto alla mobilità di studenti, lavoratori, anziani e famiglie, con particolare riferimento ai piccoli comuni e alle aree interne della Calabria, dove la disponibilità di collegamenti pubblici rappresenta spesso una necessità fondamentale. Il consigliere richiama le possibili conseguenze dei ritardi accumulati, dalla riduzione delle risorse pubbliche all’aumento dei costi per l’amministrazione regionale, fino ai rischi per la continuità del servizio, annunciando la possibilità di investire della vicenda la magistratura contabile. “Qui non stiamo parlando di ARTCal o AMCAL. Parliamo del diritto di studenti, lavoratori, anziani e famiglie ad avere autobus e collegamenti, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne. I calabresi non possono pagare il prezzo di anni di ritardi. Da questo momento ciascuno, organi politici e dirigenti competenti, è chiamato ad assumersi, per quanto di propria competenza, la responsabilità delle conseguenze che questa situazione potrà determinare: dalla perdita o riduzione delle risorse pubbliche ai maggiori costi per la Regione, fino alle conseguenze sulla continuità del servizio. E se da questa inerzia dovesse derivare un danno economico per la Calabria, come ho già scritto nella diffida, trasmetterò gli atti alla Procura regionale della Corte dei conti perché vengano accertate le eventuali responsabilità e il danno erariale. I ritardi della politica e dell’amministrazione non possono diventare il conto da presentare ai cittadini”.