La nuova puntata di “Tra le righe del Sud”, la rubrica di Svimez dedicata ai libri, è incentrata sulla figura di Alessandro Leogrande, scrittore e giornalista tarantino scomparso prematuramente nel 2017. A confrontarsi sulla sua opera e sulla sua eredità intellettuale sono Gian Paolo Manzella e Marco Gatto, professore all’Università della Calabria. L’occasione nasce dal volume Alessandro Leogrande fra letteratura e inchiesta. Scrivere per i vinti, pubblicato da Carocci nel 2026 e curato dallo stesso Marco Gatto insieme a Bernardo De Luca. Il libro è dedicato alla vita, alle opere e al lascito dello scrittore e giornalista tarantino, ricordato come un “Giovane maestro” capace di raccontare il Mezzogiorno contemporaneo con uno sguardo e un metodo che continuano a rappresentare autentici punti di riferimento.
Il Mezzogiorno raccontato attraverso lavoro, Taranto e migrazioni
La conversazione ripercorre alcuni dei grandi temi che hanno attraversato il lavoro di Leogrande negli ultimi vent’anni e che continuano a segnare profondamente il Mezzogiorno. Al centro ci sono lo sfruttamento del lavoro e il caporalato, il caso di Taranto e dell’Ilva, ma anche le migrazioni e le frontiere del Mediterraneo. Temi diversi, accomunati da una costante attenzione verso le trasformazioni sociali, le disuguaglianze e le persone che vivono ai margini dei grandi processi economici e politici. Attraverso il confronto tra Manzella e Gatto emerge così il valore di una produzione capace di tenere insieme analisi, racconto e approfondimento, restituendo una lettura del Sud lontana da stereotipi e semplificazioni.
L’eredità intellettuale di Leogrande
La puntata di “Tra le righe del Sud” si sofferma infine sull’eredità intellettuale di Alessandro Leogrande e sul metodo di lavoro che ha caratterizzato la sua attività. Un metodo nel quale letteratura e inchiesta si intrecciano costantemente, senza mai perdere di vista una prospettiva precisa: quella dei vinti. È proprio questo approccio a rappresentare uno degli elementi centrali del volume curato da Marco Gatto e Bernardo De Luca, che ricostruisce il percorso umano e professionale dello scrittore tarantino e ne sottolinea l’attualità. Il dialogo proposto dalla rubrica Svimez diventa così un’occasione per tornare su una figura che ha saputo raccontare alcune delle contraddizioni più profonde del Mezzogiorno contemporaneo, lasciando un metodo e uno sguardo ancora oggi capaci di interrogare il presente.


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