Si allarga il confronto politico a Messina sulla realizzazione del nuovo Hub ATM di Torre Faro, un intervento dal costo complessivo di oltre 600mila euro, destinato a sorgere su un terreno privato preso in affitto per nove anni. A intervenire sulla vicenda è Palmira Mancuso, coordinatore regionale di +Europa in Sicilia, che chiede all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Federico Basile di chiarire le ragioni delle scelte effettuate e di rendere trasparente l’intero percorso amministrativo. Al centro delle contestazioni ci sono soprattutto le modalità con cui è stata individuata l’area di via Circuito, le condizioni economiche dell’affitto e la decisione di investire risorse pubbliche per realizzare un’infrastruttura su un terreno che rimarrà di proprietà privata. “Perché non si è scelto l’esproprio? Perché non si è valutato l’acquisto? Sono domande che non ammettono rinvii”, dichiara Mancuso, chiedendo risposte puntuali all’amministrazione Basile.
Hub ATM a Torre Faro, Mancuso: “oltre 600mila euro pubblici su un terreno privato”
La coordinatrice regionale di +Europa entra nel merito dei costi dell’operazione, evidenziando la suddivisione delle risorse tra lavori e canone di locazione. “Stiamo parlando di oltre 600mila euro di denaro pubblico – 315mila euro per i lavori e 330mila euro di affitto – per realizzare un’infrastruttura su un terreno privato, di proprietà di Roberto Ruggeri, preso in affitto per nove anni. Un’opera permanente costruita con risorse pubbliche su un bene che resterà di proprietà privata e che aumenterà di valore proprio grazie all’intervento pubblico”, afferma Mancuso.
La questione sollevata dall’esponente di +Europa riguarda dunque la convenienza economica dell’operazione e le ragioni per cui non sarebbero state privilegiate soluzioni alternative alla locazione. In particolare, Mancuso chiede di conoscere le valutazioni che hanno portato a scegliere un contratto di affitto novennale invece di un eventuale acquisto o di altre procedure che avrebbero potuto consentire la disponibilità pubblica dell’area.
L’avviso pubblico del 2023 e i dubbi sulla scelta dell’area di via Circuito
Un altro punto della contestazione riguarda l’iter amministrativo seguito per individuare il terreno destinato alla realizzazione del nuovo Hub ATM. Mancuso richiama l’avviso pubblico pubblicato nel maggio 2023, sostenendo che sarebbe rimasto aperto per appena otto giorni, e chiede chiarimenti sui criteri adottati per selezionare l’area tra le tre offerte pervenute. “Perché un avviso pubblico è rimasto aperto appena otto giorni nel maggio 2023? Con quali criteri è stata scelta l’area di via Circuito, tra le tre offerte arrivate? E sono state svolte tutte le valutazioni ambientali richieste dalla direttiva Habitat, a partire dalla valutazione di incidenza di secondo livello?”, domanda la coordinatrice regionale.
Il terreno di Roberto Ruggeri e il riferimento al Sud Innovation Summit
Nella sua presa di posizione, Palmira Mancuso richiama anche l’identità del proprietario del terreno, Roberto Ruggeri, collegandola al suo ruolo nel Sud Innovation Summit, manifestazione sostenuta economicamente dal Comune di Messina. “Il proprietario del terreno è lo stesso Roberto Ruggeri, protagonista del Sud Innovation Summit, tre edizioni su cui il Comune ha investito oltre mezzo milione di euro. Non è di per sé un’accusa, ma è una ragione in più per pretendere massima trasparenza su ogni passaggio dell’iter”, sottolinea l’esponente di +Europa. Mancuso precisa dunque che il riferimento al proprietario e all’iniziativa non costituisce un’accusa, ma rappresenta, nella sua valutazione, un ulteriore motivo per chiedere piena trasparenza sulle procedure seguite dall’amministrazione comunale. L’obiettivo dichiarato è conoscere gli atti e le motivazioni alla base delle decisioni assunte per la realizzazione dell’Hub ATM.
Mancuso attacca l’amministrazione Basile: “la trasparenza è un obbligo istituzionale”
“L’amministrazione Basile ha il dovere di fare chiarezza, non di gestire la vicenda come un caso da contenere. La trasparenza non è un favore che si concede all’opposizione: è un obbligo istituzionale che riguarda tutti i cittadini, che di quel denaro pubblico sono i veri proprietari”, dichiara Mancuso.
Accesso agli atti con il Pd e possibile iniziativa davanti alla Corte dei conti
La vicenda potrebbe ora avere ulteriori sviluppi sul piano amministrativo. Mancuso annuncia infatti che +Europa presenterà, insieme ai consiglieri comunali del Partito Democratico, una richiesta di accesso agli atti per esaminare nel dettaglio la documentazione relativa all’Hub ATM di Torre Faro. Solo dopo aver acquisito e analizzato le carte saranno valutate eventuali ulteriori iniziative. “Insieme ai consiglieri del Pd presenteremo richiesta di accesso agli atti e, dopo un esame approfondito delle carte, ci riserveremo ogni iniziativa davanti alla Corte dei conti e a ogni altra sede competente”, afferma Mancuso. “La trasparenza non è un’opzione. È un dovere. E su questo, non transigeremo”, conclude Mancuso.


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