Fratelli d’Italia cresce, il Partito Democratico perde terreno e Futuro Nazionale arretra, pur mantenendosi davanti a Forza Italia e Lega. È il quadro che emerge dal nuovo sondaggio politico BiDiMedia del 21 ottobre 2026, che analizza le intenzioni di voto degli italiani confrontandole con quelle della precedente rilevazione del 9 settembre. La rilevazione registra una crescita significativa del partito di Giorgia Meloni, che raggiunge il 26,5%, guadagnando 1,1 punti percentuali. Il Partito Democratico di Elly Schlein scende invece al 20,5%, perdendo 0,7 punti, mentre il Movimento 5 Stelle si attesta al 12%, in flessione dello 0,3%. Tra gli elementi più interessanti emerge il risultato di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, che raccoglie il 7,2% delle intenzioni di voto. Il movimento perde sei decimi rispetto a settembre, ma si mantiene davanti a Forza Italia, ferma al 6,7%, e alla Lega, che risale al 5,4%.
Fratelli d’Italia al 26,5%: aumenta il distacco dal Partito Democratico
Il dato principale del sondaggio riguarda la crescita di Fratelli d’Italia, che passa dal 25,4% al 26,5%, mettendo a segno il miglior incremento tra i principali partiti nel periodo considerato. La formazione guidata da Giorgia Meloni consolida così la prima posizione nelle intenzioni di voto rilevate da BiDiMedia, portando a 6 punti percentuali il vantaggio sul Partito Democratico. Il PD, infatti, arretra dal 21,2% al 20,5%, registrando una diminuzione di 0,7 punti. Un calo che amplia la distanza dalla prima forza politica e segnala una contrazione dei consensi stimati per il principale partito di opposizione. Non cresce neppure il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, che passa dal 12,3% al 12%, perdendo tre decimi di punto rispetto alla precedente rilevazione. Nel complesso, dunque, i tre partiti con le percentuali più elevate mostrano andamenti differenti: Fratelli d’Italia avanza, mentre Partito Democratico e Movimento 5 Stelle registrano una flessione.
Futuro Nazionale al 7,2%: Vannacci davanti a Forza Italia e Lega
Particolarmente interessante il dato di Futuro Nazionale, il movimento politico di Roberto Vannacci, che si colloca al 7,2% delle intenzioni di voto. Il risultato rappresenta una diminuzione di 0,6 punti rispetto al 7,8% della rilevazione del 9 settembre, ma consente alla formazione di mantenere la quarta posizione nella graduatoria dei partiti. Futuro Nazionale supera infatti Forza Italia di mezzo punto percentuale e mantiene un vantaggio di 1,8 punti sulla Lega. La posizione del movimento di Vannacci rappresenta uno degli elementi da osservare nel quadro del centrodestra, considerando la presenza di una forza politica che raccoglie una quota di consensi superiore a quella stimata per due partiti storici della coalizione.
Forza Italia scende al 6,7%, la Lega recupera e sale al 5,4%
Andamento differente per Forza Italia e Lega. Il partito guidato da Antonio Tajani scende al 6,7%, con una perdita di mezzo punto rispetto al 7,2% registrato a settembre. Il dato colloca Forza Italia al quinto posto, appena davanti ad Alleanza Verdi e Sinistra, che si attesta al 6,6%, in lieve calo dello 0,1%. Torna invece a crescere la Lega di Matteo Salvini, che guadagna 0,4 punti e raggiunge il 5,4%. Si tratta di un recupero rispetto al 5% della precedente rilevazione, anche se il Carroccio resta al di sotto delle percentuali registrate da Futuro Nazionale, Forza Italia e Alleanza Verdi e Sinistra. Il confronto tra i partiti evidenzia quindi una dinamica articolata nell’area politica del centrodestra, con la crescita di Fratelli d’Italia e Lega, a fronte delle flessioni di Futuro Nazionale e Forza Italia.
Azione sale al 3%, cresce anche Sud Chiama Nord di Cateno De Luca
Tra le formazioni politiche con percentuali inferiori, il sondaggio registra una crescita di Azione di Carlo Calenda, che sale al 3%, guadagnando 0,2 punti. Segno positivo anche per Casa Riformista – Italia Viva, che raggiunge il 2%, in aumento dello 0,1%. Da segnalare anche il risultato di Sud Chiama Nord di Cateno De Luca, che passa dall’1,3% all’1,4%, guadagnando un decimo di punto. Il movimento registra così una lieve crescita nella rilevazione nazionale, in una fase caratterizzata dalle nuove interlocuzioni politiche con il centrodestra e dal percorso di collaborazione avviato sul piano nazionale. Scende invece Più Europa, che perde lo 0,1% e si ferma all’1,1%. Rimangono stabili all’1% sia Noi Moderati sia Progetto Civico Italia. Il Partito Liberaldemocratico si attesta allo 0,8%, in diminuzione dello 0,1%.
Gli altri partiti: Rifondazione Comunista cresce, stabile l’UDC
La rilevazione BiDiMedia prende in considerazione anche le formazioni politiche con percentuali più contenute. Potere al Popolo si attesta allo 0,8%, perdendo lo 0,1%, mentre Rifondazione Comunista cresce di 0,2 punti e raggiunge anch’essa lo 0,8%. La formazione Ora! registra lo 0,7%, in flessione di un decimo, mentre Avanti – PSI resta stabile allo 0,6%. Non cambia il dato dell’UDC, che si mantiene allo 0,5%. Sale invece all’1,4% la quota degli intervistati che indicano un’altra lista, con una crescita di mezzo punto percentuale rispetto alla rilevazione precedente.
Centrodestra al 41,5%, con Futuro Nazionale raggiunge il 48,7%
La rilevazione analizza anche i possibili rapporti di forza tra le coalizioni, attraverso la somma delle percentuali attribuite ai singoli partiti. Secondo BiDiMedia, il centrodestra formato da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati, UDC e Sud Chiama Nord raggiunge il 41,5%, con un incremento di 1,1 punti. Considerando anche Futuro Nazionale, il dato complessivo sale al 48,7%, con una crescita di mezzo punto rispetto alla precedente rilevazione. Il campo largo, comprendente Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e le altre formazioni considerate dall’istituto, viene invece stimato al 43,8%, in diminuzione di 1,1 punti. Il divario tra il centrodestra allargato a Futuro Nazionale e il campo largo risulta quindi di 4,9 punti percentuali. Si tratta tuttavia di aggregazioni aritmetiche utilizzate per il confronto demoscopico, che non equivalgono necessariamente ad alleanze elettorali formalmente definite.
Indecisi al 24%, affluenza stimata tra il 54% e il 58%
Un altro elemento significativo del sondaggio riguarda la partecipazione elettorale e la quota degli italiani che non hanno ancora definito la propria scelta. Gli indecisi rappresentano il 24% del campione considerato, una percentuale invariata rispetto alla precedente rilevazione. L’affluenza stimata oscilla invece tra il 54% e il 58%, con una diminuzione di un punto percentuale rispetto a settembre. Le schede bianche e nulle vengono stimate all’1,6%, in calo di 0,4 punti. Questi numeri evidenziano la presenza di una quota significativa di elettori ancora indecisi e ricordano che le intenzioni di voto fotografano gli orientamenti rilevati nel momento dell’indagine, senza rappresentare una previsione certa del risultato delle prossime elezioni.


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