È scontro politico in Sicilia dopo le dichiarazioni di Cateno De Luca sull’accordo nazionale tra Sud chiama Nord e Fratelli d’Italia. A intervenire nel dibattito è Danilo Lo Giudice, coordinatore regionale di Sud chiama Nord, che risponde duramente agli esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), Progetto Civico-Controcorrente e alle altre forze politiche del Campo largo, accusandole di concentrarsi sugli attacchi al movimento anziché sulla costruzione di una proposta di governo per la Regione Siciliana. Lo Giudice ribadisce che l’intesa nazionale con il partito di Giorgia Meloni non modifica la posizione di Sud chiama Nord in Sicilia, dove il movimento continua a essere all’opposizione del presidente Renato Schifani. Allo stesso tempo, rilancia il confronto con le forze del centrosinistra, arrivando ad auspicare la partecipazione di Cateno De Luca alle eventuali primarie per la scelta del candidato alla presidenza della Regione.
Lo Giudice contro AVS e Controcorrente: “sembrano più sigle che voti”
Il coordinatore regionale di Sud chiama Nord apre il suo intervento con una critica alle forze politiche che hanno contestato l’accordo tra Cateno De Luca e Fratelli d’Italia. “Fanno sorridere le dichiarazioni rese oggi dagli esponenti di AVS, Progetto Civico-Controcorrente ed altre piccole sigle di partito collegate al ‘campo santo’. Sembrano più sigle che voti”, afferma Lo Giudice. Secondo l’esponente di Sud chiama Nord, le critiche rivolte al movimento non rappresentano una novità, ma si inseriscono in un atteggiamento che andrebbe avanti ormai da diversi mesi. “Da mesi ormai non fanno altro che provocare, attaccare e porre veti nei confronti di Cateno De Luca e Sud chiama Nord”, sostiene. Lo Giudice contesta soprattutto quella che considera una scarsa propensione delle altre forze politiche ad assumersi responsabilità amministrative, contrapponendo l’esperienza di governo del proprio movimento all’attività di opposizione e comunicazione degli avversari.
“Non essendo abituati a governare, è evidente che non abbiano alcuna intenzione di andare alla guida della Regione Siciliana: è molto più facile fare propaganda e attaccare piuttosto che amministrare”, dichiara. Il coordinatore rivendica quindi l’impostazione di Sud chiama Nord, che descrive come una forza politica orientata ai risultati amministrativi più che alle appartenenze ideologiche. “Noi di Sud chiama Nord, al contrario, amministriamo da sempre le comunità mettendo da parte l’ideologia per concentrarci sulle cose concrete”, aggiunge.
L’accordo con Meloni e la posizione su Schifani: “in Sicilia abbiamo le mani libere”
Uno dei passaggi centrali della dichiarazione riguarda il rapporto tra l’intesa nazionale annunciata da De Luca con Fratelli d’Italia e gli equilibri politici della Regione Siciliana.Lo Giudice respinge le critiche di chi considera contraddittoria la collaborazione con il partito di Giorgia Meloni, che fa parte della coalizione di centrodestra a sostegno del governo regionale guidato da Renato Schifani. Secondo il coordinatore di Sud chiama Nord, i due livelli politici devono rimanere distinti.
“Cateno De Luca è stato chiaro nelle ultime ore: Sud chiama Nord in Sicilia ha le mani libere e rimane fermamente all’opposizione del governo Schifani”, afferma. A sostegno di questa posizione, Lo Giudice richiama anche la scelta del movimento di votare una mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Regione. “Rivendichiamo con forza, inoltre, la mozione di sfiducia votata da Sud chiama Nord contro l’attuale governatore”, sottolinea. Per il coordinatore regionale, dunque, l’accordo nazionale non comporta un cambiamento della linea politica nei confronti dell’attuale amministrazione siciliana.
Di Paola e La Vardera, la replica di Lo Giudice: “il Movimento 5 Stelle ha lasciato uno spiraglio aperto”
Nel suo intervento, Lo Giudice affronta anche la posizione di Nuccio Di Paola, esponente del Movimento 5 Stelle, rispetto a Cateno De Luca e al confronto interno al centrosinistra. Il coordinatore di Sud chiama Nord contesta l’interpretazione secondo cui Di Paola avrebbe chiuso ogni possibilità di dialogo con il leader del movimento. “In merito a Nuccio Di Paola, non corrisponde completamente al vero che abbia preso le distanze da Cateno De Luca; al contrario, ha sempre lasciato uno spiraglio aperto”, sostiene. Lo Giudice rivolge poi un riferimento polemico alla possibile candidatura di Ismaele La Vardera alla presidenza della Regione, chiamando in causa il rapporto con il Movimento 5 Stelle.
“Al di là di questo, gli auguriamo il meglio e siamo certi che darà il massimo per sostenere il suo candidato alla Regione, Ismaele La Vardera”, dichiara. Subito dopo, però, introduce un richiamo alle vicende politiche del 2022, ipotizzando che possano ripetersi tensioni all’interno dello schieramento.“Sempre che, alla fine, non si ripeta lo stesso giochino già visto nel 2022, quando, dopo aver scelto il candidato, il M5S fece saltare il banco per ordine di Roma”, aggiunge. Si tratta di una lettura politica espressa da Lo Giudice, che utilizza il precedente delle elezioni regionali per mettere in discussione la capacità delle forze del Campo largo di mantenere un percorso unitario.
L’attacco a La Vardera: “Accusano noi di incoerenza, ma guardino in casa propria”
Un altro passaggio della nota riguarda direttamente Ismaele La Vardera e il movimento Controcorrente. Lo Giudice accusa gli avversari politici di utilizzare criteri differenti nel giudicare le alleanze e i passaggi parlamentari, contestando quella che definisce un’ipocrisia del Campo largo. “Leggo tanta ipocrisia nel ‘campo santo’. La Vardera che ha rubato due deputati ai 5S. Sempre La Vardera che si è preso un deputato di Forza Italia. Ma davvero volete distribuire patenti di coerenza a noi? Per carità”, afferma. Il coordinatore regionale di Sud chiama Nord richiama così, in termini polemici, i rapporti e gli spostamenti politici che attribuisce al movimento di La Vardera. L’obiettivo della sua critica è contestare la legittimità delle accuse di incoerenza rivolte a De Luca dopo la scelta di avviare una collaborazione nazionale con Fratelli d’Italia. Secondo Lo Giudice, le forze che criticano Sud chiama Nord dovrebbero valutare anche le proprie scelte e alleanze prima di mettere in discussione quelle degli avversari.
La proposta sulle primarie: “spero che Cateno De Luca partecipi a quelle del centrosinistra”
Nonostante la durezza delle critiche, Lo Giudice conclude il suo intervento rilanciando una possibilità politica che riguarda direttamente il futuro del centrosinistra siciliano. Il coordinatore regionale auspica infatti che Cateno De Luca confermi la volontà di partecipare alle primarie del centrosinistra, qualora venga avviato un percorso per individuare il candidato alla presidenza della Regione. “Comunque spero che Cateno De Luca confermi la volontà di partecipare alle primarie del centro sinistra, così dimostrerà in un colpo solo quanto siete inconsistenti”, dichiara. Una posizione che arriva proprio mentre il leader di Sud chiama Nord ha annunciato un’intesa nazionale con Fratelli d’Italia e rivendicato la libertà di costruire alleanze differenti sul territorio siciliano. Le parole di Lo Giudice confermano quindi la volontà del movimento di mantenere aperto il confronto politico regionale, pur in presenza di un accordo con il centrodestra sul piano nazionale.
Sud chiama Nord rilancia il “Governo di Liberazione”: “basta propaganda, servono persone capaci di risolvere i problemi”
Nella parte conclusiva della nota, Lo Giudice ribadisce la volontà di proseguire il percorso politico del “Governo di Liberazione”, indicato da Sud chiama Nord come progetto per il futuro della Sicilia. Il coordinatore regionale sostiene che il cambiamento debba essere costruito attraverso l’esperienza amministrativa e l’attenzione ai problemi concreti dei cittadini, contrapponendo questa impostazione alla comunicazione politica degli avversari. “Nel frattempo noi continuiamo ad andare avanti con il percorso del Governo di Liberazione, certi che un vero cambiamento in Sicilia sia possibile, ma solo con persone che, anziché rincorrere i like e fare propaganda, sono abituate a sporcarsi le mani per risolvere i problemi dei cittadini”, conclude Danilo Lo Giudice.


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