Sicilia, Schifani riunisce la Giunta nel pieno della crisi politica: dimissioni più lontane, ma resta il nodo Forza Italia

È iniziata a Palazzo d'Orléans, a Palermo, la riunione del governo regionale presieduta da Renato Schifani. Tredici punti all'ordine del giorno, dalle nomine nella sanità agli aiuti per agricoltura e pesca, fino agli interventi sulle autostrade siciliane. L'ultimo riguarda le comunicazioni del presidente

È cominciata a Palazzo d’Orléans, sede della Presidenza della Regione Siciliana a Palermo, la riunione della Giunta regionale presieduta da Renato Schifani, convocata in un momento particolarmente delicato per gli equilibri politici del centrodestra siciliano. La seduta di oggi, giovedì 8 ottobre 2026, arriva dopo giornate di fortissime tensioni tra il governatore e i vertici di Forza Italia, culminate nelle indiscrezioni su possibili dimissioni anticipate del presidente della Regione e sulla conseguente conclusione della legislatura. L’attenzione politica è concentrata soprattutto sull’ultimo dei 13 punti all’ordine del giorno, dedicato alle comunicazioni del presidente. Un appuntamento che, pur rientrando nella normale organizzazione dei lavori della Giunta, assume un significato particolare alla luce degli avvenimenti delle ultime ore. La possibilità di un annuncio sulle dimissioni aveva alimentato il confronto politico durante tutta la giornata di ieri. Questa mattina, tuttavia, lo scenario appare diverso: secondo le ricostruzioni della stampa regionale, l’ipotesi di un passo indietro immediato sembra essersi allontanata, anche se la crisi politica non può considerarsi risolta.

Crisi Schifani, perché Forza Italia ha messo in discussione la ricandidatura

La crisi è esplosa dopo le dichiarazioni di Nino Minardo, commissario regionale di Forza Italia, che ha posto la questione di un cambiamento nella proposta politica del partito in Sicilia. Le sue parole hanno aperto un confronto sulla possibilità di confermare Renato Schifani come candidato alla presidenza della Regione per un secondo mandato alle elezioni regionali del 2027. Fino a poche settimane prima, la ricandidatura del governatore sembrava sostenuta dagli alleati della coalizione. Le successive prese di posizione all’interno di Forza Italia hanno invece modificato profondamente lo scenario. Il contrasto è diventato particolarmente evidente dopo le dichiarazioni di Minardo, interpretate come una presa di distanza dalla prospettiva di uno Schifani bis. Nelle ore successive sono emerse notizie di un confronto telefonico particolarmente teso tra il governatore e il segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, mentre si moltiplicavano le indiscrezioni su una possibile interruzione anticipata della legislatura.

Dimissioni di Schifani, dopo le indiscrezioni arriva una possibile tregua

La giornata di mercoledì 7 ottobre era stata caratterizzata da un susseguirsi di ipotesi sul futuro del presidente della Regione. Tra gli scenari discussi negli ambienti politici figuravano le dimissioni immediate di Schifani, una tregua con Forza Italia per proseguire la legislatura almeno fino alla primavera del 2027, un eventuale azzeramento della Giunta e una diversa configurazione dell’esecutivo regionale. Nessuna di queste ipotesi, tuttavia, aveva assunto il carattere di una decisione ufficiale. Nel frattempo, i partiti alleati di Forza Italia avevano confermato la propria fiducia nei confronti del governatore, contribuendo a delineare una situazione nella quale la frattura più profonda appariva concentrata all’interno della stessa formazione politica di Schifani.

Giunta regionale Sicilia, 13 punti all’ordine del giorno: dalla sanità alle imprese

Nonostante il clima politico, la riunione del governo siciliano presenta un ordine del giorno articolato, con 13 argomenti di carattere amministrativo e finanziario. Tra i provvedimenti figura la nomina del direttore del Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario della Regione Siciliana, il Cefpas. Secondo quanto riportato da LiveSicilia, si tratta del completamento dell’iter per la nomina di Sabrina Cillia alla guida del centro di Caltanissetta, dopo il passaggio nella competente commissione dell’Assemblea regionale siciliana.

Un incarico che riguarda una struttura importante per l’organizzazione della formazione e dell’aggiornamento professionale del personale sanitario regionale. All’ordine del giorno figura inoltre un protocollo d’intesa tra la Regione Siciliana e la Procura distrettuale di Catania, finalizzato all’assegnazione temporanea di personale regionale agli uffici giudiziari. La misura punta a disciplinare il possibile utilizzo di risorse umane dell’amministrazione regionale a supporto delle attività della Procura. Si tratta di due questioni che, pur essendo inserite in una seduta segnata dalla crisi politica, riguardano il funzionamento di settori rilevanti della macchina amministrativa siciliana.

 

Autostrade siciliane, fondi per gli interventi sulle A20 Messina-Palermo e A18 Messina-Catania

Tra gli argomenti approfonditi dalla stampa regionale in relazione alla riunione figura anche un intervento finanziario destinato alle autostrade gestite dal Consorzio per le Autostrade Siciliane (CAS). Secondo LiveSicilia, sul tavolo del governo regionale ci sono risorse provenienti dal Programma operativo complementare (POC) per consentire l’avvio di lavori sulla rete autostradale e affrontare criticità segnalate dal Ministero delle Infrastrutture. L’attenzione riguarda in particolare l’autostrada A20 Messina-Palermo e l’A18 Messina-Catania, infrastrutture fondamentali per i collegamenti della Sicilia orientale e settentrionale. La questione assume un’importanza particolare per gli automobilisti e per il sistema dei trasporti, anche alla luce delle verifiche ministeriali sulle condizioni di sicurezza di alcuni tratti. Sempre secondo le informazioni pubblicate da LiveSicilia, dopo un sopralluogo ministeriale sulla A20 è prevista l’introduzione del limite massimo di 60 chilometri orari in alcuni tratti per ragioni di sicurezza.

Elezioni anticipate in Sicilia, cosa accadrebbe in caso di dimissioni

L’eventualità delle dimissioni di Schifani ha riportato al centro del dibattito anche la prospettiva delle elezioni regionali anticipate in Sicilia. In caso di cessazione anticipata del mandato del presidente, la disciplina statutaria prevede il rinnovo degli organi regionali attraverso nuove elezioni entro i termini stabiliti. Nei giorni scorsi, tra le ipotesi circolate negli ambienti politici, è emersa anche quella di un ritorno alle urne già il 13 dicembre 2026, qualora le dimissioni fossero arrivate immediatamente. Questa possibilità non costituisce però una data elettorale ufficiale. L’eventuale conclusione anticipata della legislatura avrebbe inoltre conseguenze sulla programmazione finanziaria della Regione, proprio mentre si avvicina la fase decisiva per l’approvazione della manovra economica. Anche questo elemento contribuisce a spiegare la delicatezza della situazione politica. Una crisi istituzionale nell’ultima parte dell’anno potrebbe infatti rendere più complesso il percorso di approvazione dei provvedimenti finanziari necessari al funzionamento dell’amministrazione regionale. Secondo le ricostruzioni pubblicate oggi, proprio il rischio di arrivare a un esercizio provvisorio costituisce uno dei fattori considerati nel confronto politico sul futuro della legislatura.